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Un posto accanto a Gesù - DOMENICA DELLE PALME - PASSIONE DEL SIGNORE

Nell’ora buia della passione, Gesù avverte una vicinanza. C’è qualcuno che vuole stringere con lui una relazione di fiducia. Il crocifisso accanto a lui chiede di essere ospitato nel suo cuore quando sarà nel suo regno. Gesù lo rassicura: “Oggi con me sarai nel paradiso”. Essere “con Gesù”, è la salvezza del ladrone, e di ognuno di noi

Un posto accanto a Gesù - DOMENICA DELLE PALME - PASSIONE DEL SIGNORE

Con quale atteggiamento dovremmo ascoltare il racconto della passione e morte di Gesù in questa domenica delle Palme? Forse facendo nostro quanto lo scrittore Bernanos osserva in riferimento a tutto il Vangelo: “Un giorno tra i giorni i suoi occhi si sono fissati su di noi… Se la nostra anima potesse trascinare il nostro povero corpo, fargli risalire il pendio di duemila anni, lo condurrebbe direttamente in quello stesso posto”. Ad ognuno, allora, scoprire il proprio posto nella passione del Signore. Questo però non esclude che a ogni tornante della via Crucis possiamo sempre dire: “Anche qui, Signore, tu volgi su di me il tuo sguardo di infinita compassione, come nel cortile del sommo sacerdote quando hai guardato Pietro che ti aveva appena gridato, quasi in faccia, il rinnegamento di te”.

Il “buon ladrone”

Eppure, c’è un posto che tutti dovremmo chiedere di poter occupare nel racconto della passione, quello del “buon ladrone”. Non è certamente il posto di un innocente, perché nell’ora dell’impero delle tenebre c’è un solo innocente: Gesù. Quel “ladrone” è un malfattore, reo confesso del male compiuto. Forse uno zelota, che combatteva con la lotta armata l’invasore romano. Quel condannato, però, è l’unico, in tutto il Vangelo di Luca, a chiamare Gesù con il suo solo nome: “Gesù, ricordati di me!”. Non usa o aggiunge nessun altro titolo: maestro, Signore, figlio di Davide. E’ un’invocazione che dice affetto, e la caduta di ogni barriera. Con il nome di “battesimo” chiami chi conosci e a cui sei legato da sentimenti di amicizia. Nell’ora buia della passione, nel deserto della solitudine più totale, Gesù avverte una vicinanza. C’è qualcuno che vuole stringere con lui una relazione di fiducia. Chiede di essere ospitato nel suo cuore quando sarà nel suo regno. Ricordare significa “rimettere dentro il cuore”. Quel povero disgraziato ha intuito che nel regno di quel “re” crocifisso, c’è posto per tutti i disgraziati della terra come lui.

La pecora ritrovata

Gesù lo rassicura: “Oggi con me sarai nel paradiso”, che è ben più della promessa che ci sarà posto anche per lui nel regno di luce e di pace. Gesù afferma, infatti, che il paradiso è già essere con lui. L’essere “con me”, l’essere “con Gesù”, è la salvezza del ladrone e di ognuno di noi. La luce della Pasqua illumina già l’abisso della morte. Nulla esternamente è cambiato per il ladrone pentito, anche lui morirà. Eppure dentro quell’abisso di fallimento e morte per lui è già penetrata la vita. Il buon pastore, venuto a cercare la pecora perduta, è sceso nel burrone della morte, ha udito il belare della smarrita, l’ha trovata e l’ha presa con sé, per risalire con lei nella terra dove non c’è più né pianto, né morte. E’ dentro la durezza della passione che dal ladrone pentito sgorga come un dono per tutti la preghiera più bella, fatta di confidenza affettuosa: “Gesù”. E’ l’ora della croce che a volte ci apre a una preghiera semplicissima, di poche parole, dove in una sola parola, in un solo nome poniamo tutta la nostra speranza: “Gesù”.

Quale tra i due?

Ritornare anche quest’anno ad ascoltare “con tutto il cuore, l’anima e la mente” il racconto delle ultime ore di Gesù ci può salvare. Non ci sarà rinnegamento o peccato che non possa essere raggiunto dallo sguardo di misericordia del Signore. Eppure, non dimentichiamo che se uno dei due ladroni si è rivolto con fiducia a Gesù, l’altro lo insultava. “Perché uno sì e l’altro no? Nulla ci è detto e nulla bisogna dire. E’ il mistero dell’amore di Dio e della libertà dell’uomo” (Maggioni). Non cerchiamo di pensare a chi assomigliano quei due, perché sono dentro a ognuno di noi. Giungerai ad attaccarti con tutta la tua fiducia a Gesù, per quanto ti sembra di essere un fallito? O continuerai a sfidarlo: “Salva te stesso e noi”? Ormai lo sappiamo dal racconto del Calvario; accanto a Gesù, l’innocente, non abbiamo altra scelta: stare alla sua destra o alla sua sinistra. Quale dei due posti sarà il nostro? Comunque, sempre un posto di peccatori. Che il Signore ci doni “di ritrovarci, ladroni beati, in paradiso” (C. de Chergè).

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