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Una perenne Pentecoste per la Chiesa

Sono un uomo di speranza non per un ottimismo naturale: ma semplicemente perché credo che lo Spirito Santo è all'opera. Sono uomo di speranza perché credo che lo Spirito santo  dà ogni mattina, a chi lo accoglie, una libertà nuova e una provvista di gioia e di fiducia”. Così, agli inizi degli anni '70,  rispondeva il cardinale belga Leon J. Suenens, una delle figure più significative del rinnovamento ecclesiale.

Parole chiave: pentecoste (16), spirito santo (10), buongiorno di speranza (94)
Una perenne Pentecoste per la Chiesa

“Perché lei è un uomo di speranza malgrado gli smarrimenti di oggi ?”“Perché credo che Dio è nuovo ogni mattina, che crea il mondo in questo preciso istante. Perché l'inatteso è la regola della Provvidenza. Questo Dio inatteso ci libera da ogni determinismo. Sono un uomo di speranza non per un ottimismo naturale: ma semplicemente perché credo che lo Spirito Santo è all'opera. Sono uomo di speranza perché credo che lo Spirito santo  dà ogni mattina, a chi lo accoglie, una libertà nuova e una provvista di gioia e di fiducia”. Così, agli inizi degli anni '70,  rispondeva il cardinale belga Leon J. Suenens, una delle figure più significative del rinnovamento ecclesiale, a cui il papa Paolo VI aveva affidato la guida del nascente movimento carismatico nella Chiesa cattolica. Pochi anni prima, in modo sorprendente, Giovanni XXIII aveva indetto il Concilio Vaticano II invitando tutti a pregare perché il Signore rinnovasse i “prodigi di una nuova Pentecoste”. Il vento e il fuoco dello Spirito hanno ridisegnato il volto di una chiesa chiamata a riflettere in modo sempre più limpido la luce di Cristo sul mondo. Colui che appariva come “il grande sconosciuto” della fede, lo Spirito Santo, lo si è riscoperto sempre più presenza viva nella vita di molti credenti e comunità. “Di che cosa ha bisogno la chiesa oggi?” si chiedeva Paolo VI.  “La Chiesa ha bisogno della sua perenne Pentecoste - rispondeva -  ha bisogno di fuoco nel cuore, di parole sulle labbra, di profezia nello sguardo... Ha bisogno dello Spirito Santo in noi, in ciascuno di noi e in noi tutti insieme, in noi Chiesa”. A fronte di tanta organizzazione e programmazione nella Chiesa, perché, talora, tutto ci sembra così fermo se non avviato alla fine? E' come se avessimo tutti gli ingredienti per cucinare un ottimo pranzo - secondo una felice immagine di Luigi M. Epicoco - ma ci manca la capacità di amalgamarli perché diventino qualcosa di nuovo. Senza lo Spirito Santo ogni cosa rimane una accanto all'altra. L’acqua, il vento, il fuoco dello Spirito non faranno cose nuove... ma renderanno nuove, gustose, saporite, tutte le cose.

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