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VERSO LA GIORNATA DEL SEMINARIO/4 La Comunità Teologica e la "rivoluzione" digitale

Il mondo digitale è una "piazza" da abitare: ne sono convinti i giovani della Comunità Teologica che ha scelto di dedicare un anno di riflessione alla formazione intellettuale in questo particolare contesto multimediale. Hanno anche scelto di aprire una pagina Facebook ed Instagram comunitaria, amministrata da una commissione di seminaristi, per poter raccontare la vita della comunità e l’esperienza di annuncio vocazionale

VERSO LA GIORNATA DEL SEMINARIO/4 La Comunità Teologica e la "rivoluzione" digitale

Nel contesto contemporaneo ci troviamo sempre più investiti da modalità comunicative che hanno assunto forme e stili derivati da un’epoca sempre più “digitale”. La vita di tutti i giorni è scandita dalle notifiche sullo smartphone: “Il tuo ordine… è stato spedito”, “Arianna_85 ha messo mi piace al tuo post.”, “Oggi è il compleanno di Filippo. Inviagli i tuoi auguri!”. Migliaia di dati in ogni istante vengono caricati sul web: ogni dieci secondi su WhatsApp vengono scambiati oltre due milioni e mezzo di messaggi, nel medesimo tempo Instagram riceve dagli utenti duecentomila like. La digital revolution ha coinvolto ogni settore della nostra società: economia, politica, scuola, cultura. Il nostro vocabolario di ogni giorno si è arricchito di termini che connotano nuove professioni, “influencer”, “fashion blogger”, ma anche nuove discipline scientifiche come il “data mining” e l’analisi dei “big data”.
Formarsi nell’era digitale. Questo contesto particolare interroga e coinvolge inevitabilmente il mondo ecclesiale: come vivere tali luoghi di comunicazione da credenti? Già il Vaticano II nella Gaudium et Spes rivolgeva chiaro l’invito ad «ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della Parola di Dio, perché la verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta». È importante perciò anche per un giovane seminarista andare verso «gli estremi confini della terra, che si sono ampliati attraverso i mass media e i social network. Si tratta di una nuova “agorà”, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità, una piazza dalla quale i futuri pastori non possono restare esclusi, sia per il loro iter formativo, che per il loro futuro ministero»: è così che argomenta la Congregazione per il Clero nel documento del 2016 “Il dono della vocazione presbiterale”, sulla formazione dei candidati al presbiterato.
La formazione intellettuale. Il nostro Seminario, in particolare la Comunità Teologica, ha scelto di dedicare un anno di riflessione alla formazione intellettuale in questo particolare contesto multimediale, con l’obiettivo di coniugare l’uso opportuno e competente di tali strumenti con una solida preparazione teologica, alimentata dal continuo dialogo con il Signore.
L’approfondimento è iniziato lo scorso settembre con la relazione di Giovanni Grandi, docente di Filosofia Morale all’Università di Padova, il quale ha offerto una riflessione sugli attuali mezzi di informazione sviluppando un’analisi antropologico-culturale, sostenuta dall’esperienza maturata nel progetto sociale “Parole O_stili” contro la violenza nel linguaggio in particolare nei social media. Grandi ha posto in luce alcune questioni: i social network costituiscono relazioni connotate da un approccio fortemente emotivo, adottano formule brevi e incisive, tendono a formare gruppi chiusi di persone che la pensano allo stesso modo e, infine, offrono un grande numero di informazioni, povere però di chiavi di lettura. La nostra formazione intellettuale deve condurci a cogliere l’esperienza vissuta più in profondità, non solo razionalmente, ma anche con quel sentire interiore che permette di percepire il senso degli eventi. Si tratta di arrivare ad una intelligenza del cuore che permetta di vedere e comunicare il mistero di Dio ai fratelli.
Facebook e Instagram “comunitari”. La Comunità Teologica ha scelto di assumersi alcuni impegni concreti per abitare con maggiore fedeltà questa dimensione. Si è scelto di utilizzare un luogo comune per migliorare l’apprendimento, condividendo l’azione dello studio, finora vissuta personalmente, e favorendo una maggior concentrazione e uno scambio reciproco. Ciascun seminarista, inoltre, si è impegnato a seguire durante l’anno le pubblicazioni di una particolare rivista di carattere teologico e pastorale. Da ultimo, è stato scelto di aprire una pagina Facebook (@seminaristitreviso) ed Instagram (seminaristitreviso) comunitaria, amministrata da una commissione di seminaristi, per poter raccontare la vita della comunità e l’esperienza di annuncio vocazionale. A partire da queste scelte, la comunità guarda con fiducia alle nuove prospettive provenienti dalla realtà digitale per l’evangelizzazione. Si tratta di nuovi “luoghi”, abitati da un significativo numero di persone, “periferie digitali” nelle quali non può mancare l’invito ad un incontro con Gesù, per costituire un solo popolo di Dio.

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