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Veglia diocesana dei giovani: l'invito del Vescovo a vincere la solitudine

E’ stata una veglia diocesana dei giovani molto particolare, quella vissuta sabato 27 marzo nella chiesa parrocchiale di Olmo di Martellago. A causa della pandemia, infatti, la partecipazione dei giovani è stata limitata ad una rappresentanza proveniente dalla Collaborazione pastorale delle tre parrocchie di Olmo, Maerne e Martellago. E’ stato, però, possibile partecipare via streaming tant’è che, come comunicato da don Paolo Slompo, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, in molte parrocchie sono stati aperti gli oratori per consentire ai giovani di vivere assieme questo momento.

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Veglia diocesana dei giovani: l'invito del Vescovo a vincere la solitudine

E’ stata una veglia diocesana dei giovani molto particolare, quella vissuta sabato 27 marzo nella chiesa parrocchiale di Olmo di Martellago. A causa della pandemia, infatti, la partecipazione dei giovani è stata limitata ad una rappresentanza proveniente dalla Collaborazione pastorale delle tre parrocchie di Olmo, Maerne e Martellago. E’ stato, però, possibile partecipare via streaming tant’è che, come comunicato da don Paolo Slompo, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, in molte parrocchie sono stati aperti gli oratori per consentire ai giovani di vivere assieme questo momento.

L’incontro, organizzato dall’équipe diocesana, ha coinvolto i giovani di Martellago e la corale giovanile di Olmo, permettendo così a tutti di vivere il clima speciale dell’appuntamento diocesano, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, pensata e voluta da san Giovanni Paolo II nel 1985.

La veglia si è aperta con una domanda fondamentale rivolta a tutti i giovani: “Dove sei? Dove ti trovi?”, alla quale il vescovo Michele Tomasi ha indicato una risposta: “Ci troviamo in questo tempo, in questo spazio, in questa storia!”.

Con l’ascolto della Parola, tratta dal vangelo di Marco, i giovani hanno potuto ritrovarsi accanto a Gesù, osservandolo e seguendolo come fossero parte di quella stessa vicenda, cogliendo così la presenza di Dio nel tempo che stiamo vivendo.

Un tempo pieno di preoccupazioni e difficoltà, ma anche carico di speranza come hanno testimoniato, con la loro storia Laura e Damiano, due fidanzati che hanno raccontato il dolore e lo smarrimento provati, di fronte a una malattia che ha sconvolto la loro vita. Una malattia, comune a tanti giovani, che ha bisogno di pazienza, vicinanza, amore e anche fede per essere superata. La testimonianza ha permesso di condividere tanti interrogativi presenti nella vita e nel cuore dei giovani. In particolare l’attenzione è stata posta sull’importanza saper chiedere aiuto e avere cura degli altri; la necessità di non restare soli e imparare ad amare; la possibilità di sostenerci alla nostra fede.

Il vescovo Michele ha raccolto nel suo intervento le parole, le emozioni e gli interrogativi dei presenti ricordando come sia necessario vivere il tempo che ci è dato non rassegnandoci al male che a volte ci attanaglia, ma vivendo pienamente affidandoci agli altri.

E’ importante - ha sottolineato - “non rimanere soli, è necessario perseverare nello stare insieme, prendersi cura gli uni degli altri costantemente”, condividendo la fede che ci salva come ha salvato la donna inferma di cui ha parlato il Vangelo di Marco, proclamato durante la veglia.

Ecco quindi l’invito a scoprire Gesù, facendo spazio a lui e alla sua Parola, che ci viene rivolta con la stessa forza con cui Egli si rivolgeva alle folle del suo tempo.

Infine, la preghiera scritta dal vescovo emerito Gianfranco Agostino Gardin, letta a conclusione della serata ha riassunto l’impegno affidato ad ognuno: “Dammi, Signore, il coraggio di esserci fino in fondo dentro questa vita che è la mia. Essa è l’occasione che non torna, è la mia imperdibile storia. Aiutami a non fuggirla, a non sprecarla, a non lasciare che semplicemente vada come vada...”.

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