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Veglia missionaria: inviati per essere dalla parte dei poveri

Alla veglia missionaria diocesana in cinque hanno ricevuto l’invio da parte del Vescovo. Tutta la chiesa locale deve sentirsi impegnata a pregare per le donne e gli uomini che sono partiti e continuano a partire - ha sottolineato mons. Gardin.

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Veglia missionaria: inviati per essere dalla parte dei poveri

“Va’... per stare dalla parte dei poveri”: un titolo, quello della veglia missionaria diocesana 2015, che è stato “riempito” di significato con la preghiera dei molti che sabato 17, vigilia della 89ª Giornata missionaria mondiale, sono arrivati in Duomo a Treviso per pregare, ascoltare, affidare, lasciarsi interrogare.
Presentata da don Silvano, direttore del Centro missionario diocesano, la veglia, presieduta dal Vescovo Gardin, ha visto la presenza di testimonianze e proposte di riflessione che hanno certamente toccato i cuori e le menti di coloro che hanno scelto di “passare un sabato sera alternativo”.
Luca ed Erika con il piccolo Tommaso, sono rientrati da poco più di due mesi, dopo due anni in Ecuador (vedi anche intervista a pagina 10, ndr) e hanno condiviso con l’assemblea alcune parole che sono state “la scoperta e il tesoro portati a casa”: vita - attesa - dignità.
Termini semplici per raccontare quello che, come famiglia, hanno imparato vivendo con quei poveri che conoscono nella loro quotidianità il significato di quello che papa Francesco nell’Evangelii gaudium indica come “il tempo è superiore allo spazio”; famiglia che si è posta accanto alle donne e agli uomini, ai bambini disabili, riconoscendo loro il diritto di avere dei facilitatori che, lavorando con loro e non per loro, ne rispettassero la condizione senza pensare di avere soluzioni pronte.
Parole che Luca, Erika e Tommaso, hanno passato come testimone ai cinque partenti: don Mario Marostica, che andrà in Perù, nel vicariato apostolico di Puerto Maldonado, le Cooperatrici Pastorali Debora Niero e Germana Gallina in partenza per il Paraguay, e le due Discepole del Vangelo, suor Michela Simonetto e suor Francesca Piovesan, che apriranno una nuova comunità a Marsiglia, in Francia.
A loro il Vescovo, alla fine della veglia, ha dato il mandato consegnando la Croce e la Bibbia; tre parole che sono state anche consegnate a tutti i presenti per non dimenticarci dei poveri.
Preghiera e condivisione, ma anche stimoli per riflettere nel secondo passaggio, introdotto da un video, dal titolo: “I poveri li avete sempre con voi” (Gv 12,89). E’ stato l’interrogativo che il Papa ha posto nel messaggio per la Giornata (“chi sono i destinatari privilegiati dell’annuncio evangelico?”) a dare il tono alla meditazione di Maria Soave Buscemi, da vent’anni laica fidei donum in Brasile, autrice di libri di lettura popolare della Bibbia e di articoli per riviste biblico-teologiche; anche lei ha lasciato alcune parole: grembiule - stare - entusiamo.

L’episodio dell’unzione di Betania, riportato da tutti gli evangelisti, ha al centro proprio i poveri; è la relazione con loro, lo stare con-per-tra loro, è la possibilità data per stare con Gesù: abbracciare la carne dei poveri è abbracciare la carne di Gesù, chinarsi per lavare i piedi dei poveri è stare ai piedi di Gesù, così come fece Maria a Betania, è indossare il grembiule del servizio.
Maria Soave ha ricordato che nel vangelo di Matteo ci sono solo due Beatitudini che assicurano nel tempo presente e non al futuro, il Regno dei cieli: la prima - beati i poveri – e l’ultima - beati i perseguitati. L’ultima parola l’ha direttamente collegata alla missione, perché, nell’andare per stare con i poveri, possiamo vivere l’esperienza spirituale profonda del ricevere in dono l’entusiasmo.
Importanti anche le parole che il Vescovo ha rivolto in particolare ai partenti, ricordando però a tutti che a ciascuno è chiesto di dare disponibilità e dire il proprio personale “sì”.
Particolare e significativa la presenza della comunità latinoamericana di lingua spagnola che, insieme al coro della parrocchia di Lancenigo, ha animato la celebrazione e ha voluto far dono ai partenti della tradizionale chuspa che i missionari usano per portare l’essenziale per l’annuncio.

Un più ampio servizio sul numero in uscita della Vita del popolo

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