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Verso la Giornata del Seminario: in comunità giovanile una vita da fratelli

Chi entra in comunità lo fa per rispondere a un invito del Signore a stare con lui e a interrogarsi sulla propria vocazione. Ma Gesù rivolge contemporaneamente la chiamata esigente a vivere relazioni nuove con gli altri, relazioni da fratelli. Gesù chiama a uscire da sé per incontrare gli altri e costruire comunità, costruire Chiesa.

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Verso la Giornata del Seminario: in comunità giovanile una vita da fratelli

La vita quotidiana fa notizia? Ci siamo chiesti cosa ci sia da raccontare dell’esperienza della Comunità Giovanile. Forse è proprio il fatto che 24 adolescenti vivono insieme, con 3 preti educatori, da fratelli. La notizia non è nuova, ma è buona. È una sfida quotidiana provare a vivere il Vangelo, ascoltare la voce del Signore e rispondergli ogni giorno, con fedeltà, senza stancarsi.

Com’è bello vivere insieme… «Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme» (Salmo 133). Per chi vive oggi in Comunità Giovanile o per chi ci è passato almeno qualche anno, il ricordo si può ben sintetizzare con queste parole del salmo. Vivere insieme ad altri coetanei è uno tra i più grandi e segreti desideri di un adolescente, ed è motivo di profonda gioia trovare qualcun altro che condivida tempo, studio, gioco, fatica, desideri, gioia, esperienze forti in questa fase della vita. Non è però uno stare insieme casuale, e neppure nasce da relazioni pregresse di amicizia. Non ci siamo scelti, ma siamo stati tutti chiamati. Chi entra in comunità lo fa per rispondere a un invito del Signore a stare con lui e a interrogarsi sulla propria vocazione. Ma Gesù rivolge contemporaneamente la chiamata esigente a vivere relazioni nuove con gli altri, relazioni da fratelli. Gesù chiama a uscire da sé per incontrare gli altri e costruire comunità, costruire Chiesa.

“Ma quanto mi rompi!”

È un dono bello la vita comunitaria, e proprio per questo non mancano i momenti di tensione e di verità. Quando si scoprono i limiti reciproci e mal si sopportano le persone che ci vivono accanto, arriva il momento di esercitarsi nell’amore che corregge. Dire la verità anche quando costa, aiuta un giovanissimo a crescere nell’onestà verso se stesso e verso gli altri. Cercare il confronto schietto e fiducioso con gli adulti può essere faticoso ma aumenta la responsabilità. La vita comunitaria nel nome di Gesù, inoltre, permette di smussare gli spigoli del proprio carattere per diventare “amabili”, allena a gestire le emozioni travolgenti tipiche dell’età, provoca ad aprire gli occhi per vedere e prendersi cura delle necessità altrui con carità.

Dove due o tre…

«Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20). Percepire e accorgersi della presenza del Signore nella vita ordinaria è esperienza di fede. Nel cuore dei seminaristi c’è una viva ricerca e un grande desiderio di riconoscere Dio tra gli amici e tra i fratelli, tra i compagni a scuola e con gli amici in paese. Gesù è fedele alla sua promessa e mantiene la parola data, giorno per giorno, con discrezione e pazienza. Restare fedeli alla preghiera quotidiana, partecipare frequentemente alla celebrazione eucaristica e al sacramento della penitenza allena gli occhi a vedere Dio nella vita propria e degli altri.

Il miracolo della generosità

«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?» (Gv 6,9). Se quel ragazzo del Vangelo ha avuto per primo la forza di cominciare a condividere il poco che aveva per sé con gli altri, offrendolo a Gesù, il miracolo diventa anche la moltiplicazione della generosità. È sempre sorprendente vedere la generosità di un giovane che accoglie la proposta di Gesù e si mette con disponibilità a seguirlo. Così come è motivo di stupore percepire che una forte e intensa vita spirituale motiva e dà forza per vivere da fratelli, per vivere da adolescenti la propria vita cristiana. Si possono affrontare paure e resistenze e si può scoprire, giorno dopo giorno, la possibilità concreta di diventare dono per gli altri. La ricerca vocazionale inizia fin da piccoli. Capire qual è la propria vocazione richiede tempo e pazienza. Le scelte quotidiane di generosità e servizio allenano il cuore e la volontà a pensare la propria vita come un dono da offrire a Gesù perché lo moltiplichi per sé e per tutti.

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