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Verso la Giornata del Seminario. Riconoscere nei segni l'iniziativa di Dio

Nella Giornata diocesana di preghiera e sostegno per il nostro Seminario riflettiamo, con diversi interventi, sulle tre parole che il documento preparatorio al Sinodo dei Vescovi sui giovani indica come tappe essenziali in un cammino di discernimento vocazionale: riconoscere, interpretare, scegliere

Parole chiave: giornata del seminario (3), Seminario (70), diocesi (305), vocazione (10)
Verso la Giornata del Seminario. Riconoscere nei segni l'iniziativa di Dio

Da due anni sono in servizio come educatore in Comunità Giovanile del Seminario vescovile di Treviso. Sto vivendo una esperienza ricchissima a contatto con tanti ragazzi e giovani delle superiori che hanno deciso di intraprendere un cammino di ricerca vocazionale perché vogliono prendere sul serio i segni della presenza di Dio e di una chiamata per la loro vita, senza escludere la possibilità di diventare, in futuro, presbiteri. I gruppi vocazionali del Seminario e, per chi è disposto ad entrare, la vita in comunità rendono possibile, ad un ragazzo e agli adulti che gli stanno accanto, riconoscere alcuni segni dell’intervento del Signore, segni che chiedono di essere riconosciuti e anche verificati nel tempo.
Esperienze forti
Ogni ragazzo e giovane ha una storia e una vicenda spirituale così originali che risulta impossibile tratteggiare un percorso valido per tutti perché Dio ha a cuore la vita di ciascuno e con ciascuno vive un rapporto particolare di dialogo intimo in quel “focolare” profondo e misterioso dove arde il fuoco dello Spirito. Talvolta la “cenere” potrebbe coprire questa vivace spiritualità, ma anche in questi casi possono esserci delle esperienze forti in grado di riattivare la consapevolezza che il Signore è vivo e parla per la vita di ciascuno! Si tratta per esempio di un momento intenso vissuto nella preghiera, nella celebrazione eucaristica o nel sacramento della riconciliazione; potrebbe essere l’esperienza di un’amicizia o di un servizio svolto con dedizione; potrebbe essere anche un’esperienza difficile come un lutto, una bocciatura, o delle difficoltà scolastiche o relazionali. Tutto questo può aprire il ragazzo a Dio e all’ascolto sincero.
Altri segni dei passaggi di Dio nella vicenda di un preadolescente e adolescente, si possono riconoscere per esempio in una particolare predisposizione alla meditazione e al raccoglimento, molto diverse dalla chiusura in se stessi, perché il silenzio che il ragazzo cerca lo porta ad approfondire con serietà sia la preghiera, sia la conoscenza di sé.
Il Padre “calamita”
Il Signore si fa sentire come fosse una calamita: esercita cioè una qualche forza di attrazione, stimolando la libertà. I ragazzi di terza media che pensano al loro futuro ed incontrano l’esperienza della Comunità Giovanile, per esempio, rimangono affascinati dal clima relazionale buono che i giovani seminaristi cercano di vivere tra loro. Percepiscono inoltre come attraente, la possibilità di vivere un rapporto prolungato e molto ravvicinato con il Signore, e avvertono che, poter pregare ogni giorno insieme, anche semplicemente, poter approfondire la vita di Gesù e la propria vita cristiana in comunità, è avere una marcia in più. Vedere altri che fanno insieme a te il tuo stesso percorso, sicuramente invoglia a fare bene la propria parte, e vedere la loro felicità mentre si fidano dello stesso Gesù, dà soddisfazione e gioia. Un altro segnale dell’opera di Dio nella vita di un giovane è la sua disponibilità a convertire alcune sue durezze di carattere o atteggiamenti ostili verso di sé o verso gli altri: chi vive una forte relazione con il Signore, infatti, trova anche le energie di cambiare qualcosa di sé per rispettare maggiormente e amare di più gli altri che gli stanno attorno. Anche se questi elementi non sono gli unici, sicuramente sono molto rilevanti e convincenti per chi è incerto se entrare in Seminario.
Devo inoltre riconoscere con san Paolo: «Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!» (Rm 10,14-15). Ogni ragazzo ha bisogno di trovare nella Chiesa qualcuno che lo aiuti a riconoscere i segni di Dio e qualcuno che abbia il coraggio di rompere il silenzio per fargli una proposta vocazionale esplicita. Ogni credente può chiedere al Signore occhi aperti e un cuore in sintonia con lo Spirito Santo, chiedendosi ogni tanto se tra i ragazzi e i giovani che conosce ci sia qualcuno che il Signore chiama a seguirlo come ministro ordinato.
Per riconoscere i segni delle chiamate di Dio, è necessario riconoscere la bellezza di tutte le vocazioni cristiane, al presbiterato, al matrimonio, alla vita consacrata. Riconoscere che sono strade buone e percorribili ancora oggi, e apprezzarle sinceramente nel modo di parlarne, per contribuire a farne crescere la stima anche nell’immaginario collettivo.

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