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Vescovo Michele, il saluto accanto al Battistero delle Istituzioni trevigiane: "Camminiamo insieme"

Un saluto particolarmente caloroso, con la reciproca volontà di collaborare per il bene comune della società trevigiana ha caratterizzato il momento istituzionale della giornata d'ingresso a Treviso di mons. Michele Tomasi. Ci sono stati i saluti del sindaco, Mario Conte, e del presidente della Provincia, Stefano Marcon. Assente giustificato il presidente della Regione Luca Zaia, che ha però inviato un suo messaggio.

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Vescovo Michele, il saluto accanto al Battistero delle Istituzioni trevigiane: "Camminiamo insieme"

Un saluto particolarmente caloroso, con la reciproca volontà di collaborare per il bene comune della società trevigiana ha caratterizzato il momento istituzionale della giornata d'ingresso a Treviso di mons. Michele Tomasi. Prima del rito in cattedrale, accanto al Battistero ci sono stati i saluti del sindaco, Mario Conte, e del presidente della Provincia, Stefano Marcon, che ha perfino rivolto al vescovo una frase in tedesco, come omaggio alle sue origini bolzanine. Assente giustificato il presidente della Regione Luca Zaia, che ha però inviato un suo messaggio. Alle autorità il nuovo vescovo si è rivolto con la giovalità e cordialità che ha caratterizzato tutta la giornata, con l'invito al cammino insieme e alla collaborazione.

Conte: "L'inizio di un cammino"

"A nome di tutta la comunità trevigiana desidero rivolgerLe un caloroso benvenuto nella nostra Città che avrà sicuramente modo di vivere e apprezzare". Così ha esordito il primo cittadino.

"Treviso - ha proseguito - vanta un legame fortissimo con la sua gente. Un attaccamento alle radici divenuto sempre più profondo anche per i numerosi accadimenti, anche travagliati e logoranti, che ne hanno segnato la storia. Treviso, tra l'altro, "subì bombardamenti sia nella prima che nella seconda guerra mondiale. In particolare, c’è una giornata che qui ricordiamo con partecipazione e sofferenza, il 7 aprile 1944, giorno in cui 159 bombardieri rasero al suolo l’80% degli edifici provocando almeno 1.600 vittime fra i civili. Come accennato poc’anzi, c’è un denominatore comune che contraddistingue, impreziosisce e caratterizza Treviso: la sua gente".

Ha continuato Conte: "I trevigiani, lo dice la storia, hanno sempre avuto a cuore la libertà, la lealtà, la dignità, il rispetto, il lavoro, la famiglia e hanno sempre affrontato gli eventi con quell’attitudine che oggi siamo soliti chiamare “resilienza” ma che preferirei definire solidarietà, forza di volontà, orgoglio, capacità di non abbattersi mai. I trevigiani, oggi, sono una comunità vitale e propositiva: nella mia esperienza da sindaco ho avuto modo di apprezzare l’impegno nell’associazionismo (sono almeno 150 le associazioni impegnate nel sociale attive nel territorio comunale) nel volontariato e nel sostegno del prossimo".

Poi, un riferimento al ruolo anche civile e sociale delle parrocchie: "Anche la Chiesa cattolica svolge un ruolo fondamentale nel centro storico e nei quartieri, nelle 26 parrocchie del territorio comunale, nelle comunità religiose e all’interno dei numerosi istituti in cui, ogni giorno, si opera a contatto con giovani, coppie, genitori, anziani, proponendo attività e iniziative in grado di formare i più piccoli e di garantire un punto di riferimento a persone di tutte le età e di ogni estrazione sociale. Troverà altresì cittadini che, nell’anonimato e con grande spirito di sacrificio, si occupano degli ultimi, dei malati, delle persone sole; troverà centinaia di professionisti e di volontari che 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, dedicano le proprie competenze, le proprie energie, il proprio supporto e la propria vicinanza a chi ha bisogno. Questa è la trevigianità, questi sono i trevigiani".

"Oggi, caro Vescovo - ha detto ancora il sindaco -, abbiamo percorso insieme le vie della città, iniziando simbolicamente un cammino. Da appassionato di lunghe scarpinate mi piace pensare che in questa domenica di ottobre sia iniziato un cammino come quello di Santiago de Compostela che, qualche anno fa, ho anche avuto la fortuna di percorrere. Colgo l’occasione, in questa sede, per ringraziare ancora una volta il monsignor Gianfranco Agostino Gardin che, negli ultimi 10 anni, ha guidato la Diocesi con sensibilità ed equilibrio. Sono certo che questo passaggio di testimone sarà nel segno della continuità, perché anche nella scelta odierna di vivere la città fra la gente abbiamo ritrovato la profonda umiltà e l’esempio che hanno contraddistinto l’episcopato di Gianfranco Agostino".

Ha concluso Conte: "Le consegnerò ora, quale simbolo di benvenuto, una targa con l’effige del Santo Patrono della Città di Treviso, San Liberale, educato nella fede dal primo vescovo di Altino, Eliodoro, che dedicò la sua vita all’assistenza ai poveri, agli ammalati e al sostegno dei credenti".

Marcon: "Riferimento per tutta la società civile"

"Eccellenza, ho l’onore e il piacere di accoglierLa nel nostro territorio, a nome di tutti i cittadini della diocesi che da oggi è affidata alla Sua guida pastorale", ha esordito il Presidente della Provincia, che è anche sindaco di Castelfranco. "Faccio mie le Sue prime parole dopo l’ordinazione episcopale a Bressanone il 14 settembre scorso: 'Sono desideroso di conoscervi e di farmi conoscere; so che siamo in cammino assieme'. Ecco, oggi ci siamo; tutta la comunità in questo giorno di festa si raduna attorno al proprio Vescovo desiderosa di conoscerlo e di farsi conoscere e guidare".

Ha proseguito Stefano Marcon: "Come rappresentante delle Istituzioni, da Presidente della Provincia e da Sindaco, sono orgoglioso di farLe conoscere un territorio vivace e operoso, ricco di storia, di bellezze, di cultura, aperto al dialogo e al confronto. Un territorio ricco di eccellenze delle quali andare orgogliosi, da oggi una in più, e mi permetta questo gioioso gioco di parole. Sono certo Eccellenza che sarà così reciprocamente; innanzitutto nel rapporto tra i fedeli e il loro Pastore; ma anche con le Istituzioni, le categorie produttive, il mondo del lavoro, l’associazionismo e il volontariato, fiori all’occhiello della nostra Marca. Siamo grati a Papa Francesco che ha voluto concederci una nuova guida per la nostra diocesi e siamo grati a Lei che sarà un riferimento innanzitutto per i credenti, ma anche per la società civile che saprà fare tesoro delle Sue indicazioni. Intendo rivolgere infine un pensiero di deferente gratitudine all’Arcivescovo Gianfranco Agostino Gardin per il suo operoso e decennale servizio alla guida della diocesi di Treviso.

Poi, la conclusione: "Seien Sie gut des Weges Herr Bischof, die Provinz von Treviso ist bereit Sie auf diesem Weg zu begleiten". (Buon cammino Mons. Tomasi, la Provincia di Treviso è pronta a camminare con Lei).

Zaia: "Confido in continuo colloquio, Veneto terra solidale"

Questo, invece, il messaggio inviato da Luca Zaia: "Desidero farLe giungere le espressioni della mia più alta stima ed esprimerLe la mia gioia per questo Suo nuovo cammino pastorale a Treviso, confidando in un continuo colloquio fra le Istituzioni territoriali e il mondo ecclesiale. Il Veneto è, infatti, una terra di fede indiscussa e sincera, ma anche terra di forte volontariato e associazionismo cattolico, che Lei avrà modo di conoscere e apprezzare. Sono certo che la Sua guida e il relativo messaggio sapranno arrivare al cuore delle persone, che Lei saprà parlare a un popolo, qual è il nostro, operoso, imprenditoriale, intraprendente ma anche solidale. E sono sicuro che, grazie alla Sua esperienza, saprà parlare ai giovani (che l’hanno definita simpaticamente “vescovo rock”) con la loro stessa lingua, trasferendo loro con efficacia, il senso della solidarietà, dell’accoglienza e del bene comune che è patrimonio inscalfibile di noi cristiani, come Papa Francesco ci rammenta e ci insegna. Sappia, Sua Eccellenza, che nella Regione del Veneto, che ho l’onore di rappresentare, pur nel rispetto di ruoli e nelle diverse responsabilità, troverà sempre la massima collaborazione e sostegno alla Sua missione, perché condividiamo gli stessi valori che ispirano quotidianamente il nostro operato".

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