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Vicinanza e fiducia al proprio parroco a San Martino di Lupari, dove si vive una veglia di preghiera silenziosa

La comunità parrocchiale di San Martino di Lupari si stringe in questi giorni attorno a mons. Livio Buso, che domenica scorsa, al termine della santa messa, ha comunicato ai fedeli riuniti in Duomo di essere oggetto di accuse infamanti, che respinge con decisione. Si pronunciano anche i Consigli parrocchiali e di Collaborazione.

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Vicinanza e fiducia al proprio parroco a San Martino di Lupari, dove si vive una veglia di preghiera silenziosa

La comunità parrocchiale di San Martino di Lupari si stringe in questi giorni attorno a mons. Livio Buso, che domenica scorsa, al termine della santa messa, ha comunicato ai fedeli riuniti in Duomo di essere oggetto di accuse infamanti, che respinge con decisione. Nel contempo, ha invitato tutti a pregare per chi lo accusa. Nel frattempo, il Consiglio pastorale parrocchiale, insieme al Consiglio degli affari economici e al Consiglio della collaborazione pastorale, “esprime vicinanza, stima e fiducia a don Livio Buso in questo difficile momento del suo ministero. Intensifichiamo la preghiera a Maria e invochiamo lo Spirito Santo perché don Livio e i confratelli sacerdoti continuino a fare il bene per le nostre comunità, per il seminario e per la Chiesa di Treviso”. Una veglia silenziosa di preghiera è stata promossa dagli stessi soggetti venerdì 21 febbraio, dalle 16 alle 21.

Non è difficile trovare a San Martino di Lupari parrocchiani desiderosi di manifestare pubblicamente il proprio sostegno a don Livio e alla Chiesa in questo momento di fatica. “È riduttivo dire come la stima, il rispetto e la fiducia che nutro nei confronti di don Livio Buso siano rimasti immutati dai giorni che hanno preceduto questa vicenda ad oggi - afferma Emanuele Bosco, membro del Consiglio pastorale -. Una fiducia che nasce da questi nove anni di conoscenza e collaborazione proficua nell’attività di pastorale con una persona che, oltre ad essere un parroco dedito in tutto alla sua Chiesa, ha saputo essere, per me e la mia famiglia, un amico. È per questo che vivo questi momenti con una grande amarezza nel cuore, sapendo bene come questa ferita dolorosa, infamante e immeritata, che colpisce in primis don Livio, ma anche tutta la comunità che con lui vive e lo sostiene, faticherà a chiudersi. Spero che il Signore lo accompagni in questa prova e ci faccia scorgere il bene dove ora vediamo solo male. Io di certo resto al suo fianco”.

Anche Matteo Campagnolo, presidente parrocchiale dell’Azione cattolica a San Martino di Lupari, aggiunge la propria testimonianza: “Da nove anni conosco don Livio e con lui ho instaurato una bella e profonda amicizia, tanto da poterlo definire un papà nella fede: spesso mi sono confidato con lui circa la mia vita e le domande che portavo nel cuore e ho sempre trovato ascolto, accoglienza, pazienza, desiderio di bene e di verità. Tante altre volte ci siamo confrontati sulle attività della parrocchia e lì ho visto un vero pastore”.

Non nasconde la propria emozione Michela Pilotto: “Ho avuto modo di conoscere don Livio fin dall’inizio del suo servizio pastorale qui a San Martino di Lupari: ricordo il suo ingresso con il Duomo pieno di gente. All’epoca svolgevo il mio servizio in Azione cattolica come educatrice e fin da subito ho respirato la grande attenzione di don Livio ai giovani, supportando proposte educative attente in primis alla persona e alla relazione come via di accesso per una maturazione spirituale graduale. Negli anni poi ho avuto modo di approfondire la sua conoscenza attraverso anche altri ambiti, da quello della pastorale familiare con i campi famiglia estivi, all’esperienza condivisa del Cammino Sinodale e nel Consiglio pastorale parrocchiale: quello che posso dire è che in tutte queste occasioni ho sperimentato la presenza di un pastore che con dedizione, cura ma allo stesso tempo discrezione, sa porsi accanto alle persone. Oltre a rinnovare la mia fiducia e il mio sostegno in questo tempo doloroso per lui e la sua famiglia, vorrei farlo anche nei confronti dell’altro sacerdote chiamato in causa e del Seminario vescovile che mi ha accolto e accompagnato in questi ultimi anni nel percorso di studi all’Istituto superiore di Scienze religiose”. Profonda partecipazione anche nelle parole di Paola Gasparin: “Le notizie di questi giorni mi hanno profondamente toccata, in quanto considero don Livio parte integrante della mia famiglia e della mia comunità. Penso a lui, al dolore che può provare lui che è così vicino alle persone che incontra, facendole sentire accolte, sostenute e mai giudicate”.

Anche Stefano Pavan, attivo nella pastorale battesimale e familiare e segretario del Consiglio per gli affari economici, testimonia: “Da oltre otto anni conosco personalmente don Livio, che gode pacificamente di tutta la mia stima e fiducia che si è guadagnato per la generosa disponibilità con cui accoglie sempre ciascun individuo e ogni tipo di situazione e per il suo instancabile impegno a favore delle molteplici iniziative della nostra parrocchia. Nel Consiglio pastorale affari economici ho potuto apprezzare da un lato la grande correttezza del suo approccio, dall’altro la rigorosa coerenza con cui cerca di coniugare le esigenze sia umane che spirituali della comunità”.

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