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Visita del Papa in Perù, i nostri missionari: "Porterà speranza"

E’ un legame speciale quello che unisce il vicariato apostolico di Puerto Maldonado (dove il Papa incontra oggi, venerdì 19 gennaio, i popoli dell’Amazzonia) e la Diocesi di Treviso. Ma in tutto il Perù sono numerosi i nostri missionari provenienti dalla nostra terra. Ecco alcune testimonianze.

Visita del Papa in Perù, i nostri missionari: "Porterà speranza"

E’un legame speciale quello che unisce il vicariato apostolico di Puerto Maldonado (dove il Papa incontra oggi, venerdì 19 gennaio, i popoli dell’Amazzonia), 150 Km quadrati (più dell’intera Italia settentrionale) di foresta amazzonica, con la diocesi di Treviso. Da decenni opera in quelle terre padre Michele Piovesan, originario di Monastier e sacerdote fidei donum incardinato in Argentina. E negli anni scorsi ha prestato servizio come missionario fidei donum il sacerdote diocesano don Mario Marostica, che è naturalmente spettatore attento di quanto accade in questi giorni in Perù con la visita del Papa: “Operavo nella parte settentrionale del vicariato apostolico, vicino alla città di Atalaya. Ci si muoveva solo in barca per andare a visitare le comunità indigene, già con Puerto Maldonado i collegamenti non sono facili. Ho vissuto a stretto contatto con queste realtà indigene, piccole comunità al massimo di qualche centinaia di persone, che vivono di caccia, pesca, piccola agricoltura”.

Per don Mario la visita del Papa in questa terra è davvero un fatto di grande importanza: “Di sicuro non tutti gli indigeni riusciranno ad esserci, visti i pochi collegamenti. Ma i loro rappresentanti saranno sicuramente orgogliosi di essere visitati e ascoltati dal Papa, dà grande speranza sentire una voce che si alza a loro difesa, mentre l’Amazzonia è preda di deforestazione e miniere illegali”. Conclude il sacerdote: “Quella degli indigeni è una religiosità profonda, legata alla loro storia e tradizione. L’incontro segnerà un percorso che porterà la Chiesa a celebrare il prossimo anno il Sinodo Panamazzonico”.

Ma in tutto il Perù sono numerosi i nostri missionari provenienti dalla nostra terra. Uno di loro, padre Renzo Pallaro, comboniano originario di Loreggia, in Perù da quarant’anni, ci risponde da Lima: “Ci aspettiamo - dice che questa visita aiuti un po’ il paese a trovare unità e meno violenza. Questo è oggi un paese diviso in due politicamente, sono necessari dialogo e riconciliazione. E’ importante, poi, l’attenzione che il Papa riserva alle minoranze”.

A Lima vivono anche due missionari della Comunità missionaria di Villaregia (Ve), originari di Martellago: si tratta di padre Marco Salin e di Gabriele Carnera. Quest’ultimo sta completando in Perù gli studi in vista della sua ordinazione sacerdotale E ci racconta: “Qui a Lima c’è un clima di grande festa, tutta la città è tappezzata di foto del Papa e di bandiere, sono passati 31 anni dall’ultima visita di un Papa al Perù. C’è anche una suggestiva coincidenza. Il Papa è arrivato il 18 gennaio, la data della fondazione di Lima. Circa 5 secoli fa arrivò qui i conquistatore Francisco Pizarro, ed ora arriva un altro Francisco, che porta però pace e riconciliazione. Devo dire che la visita è stata organizzata molto bene e anche le tre città sono state scelte con un criterio molto opportuno: oltre alla capitale, l’Amazzonia di Puerto Maldonado e il nord di Trujillo, colpito lo scorso anno da una grossa inondazione”.

Carnera non nasconde che anche nell’immensa Lima (circa 10 milioni di abitanti in tutta l’area metropolitana, quasi la metà dell’intero Perù) “il processo di secolarizzazione avanza velocemente, ma al tempo stesso i valori cristiani sono molto forti, compenetrati alla società. Magari la pratica religiosa è in calo, ma resiste una grande devozione popolare, soprattutto quella per il Signore dei Miracoli. Per fare un esempio di quello che sto dicendo racconto un episodio: l’altro giorno ho partecipato ad un matrimonio civile. La funzionaria del Comune ha fatto il suo discorso, ha invocato sugli sposi la protezione di Dio e alla fine ha detto pure una preghiera. Anche nei giovani i valori cristiani restano presenti”. Proprio con i giovani Gabriele Carnera trascorrerà questi giorni di visita papale: “Saremo una sessantina, ogni anno organizziamo per loro un ritiro come Comunità missionaria di Villaregia e in questo caso l’abbiamo fatto coincidere con questo fine settimana. Domenica andremo tutti insieme alla messa nella base di Las Palmas. Sarà un momento di grande partecipazione, anche dalle periferie della città”

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