Cultura e Spettacoli
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Barco della Regina Cornaro e Gipsoteca di Canova: luoghi di teatro

Centorizzonti propone due appuntamenti e un inedito connubio fra arte scenica, scoperta del territorio ed enogastronomia: al Barco della Regina Cornaro di Altivole c’è Michele Sambin, mentre il Museo Canova di Possagno ospita Juliette Fabre e i Douyoudada

Barco della Regina Cornaro e Gipsoteca di Canova: luoghi di teatro

Centorizzonti porta il teatro fuori dai palcoscenici tradizionali ed entra nei luoghi storici dell’arte, proponendo occasioni di visita del territorio e di scoperta enogastronomica. Due gli appuntamenti di maggio proposti in luoghi straordinari, per sperimentare legami inediti tra l’arte scenica, la storia e il paesaggio della pedemontana trevigiana. Il 1 maggio al Barco della Regina Cornaro ad Altivole va in scena Michele Sambin con Più del la Vita, mentre il 10 maggio il Museo Canova a Possagno ospita  Ballata per Venezia, con Juliette Fabre e i Douyoudada.
 
Si preannuncia ricco di suggestioni l’appuntamento di giovedì 1 maggio, quando Michele Sambin sarà al Barco della Regina Cornaro di Altivole con Più de la Vita – assolo per voce, corpo e strumenti dalla lettera all’Alvarotto di Ruzante. Un pomeriggio insolito che si apre con una visita guidata al Barco (ore 16.30), prosegue con lo spettacolo di Sambin, prodotto dalla compagnia padovana Tam Teatro Musica (ore 18) e si conclude con un convivio enogastronomico.
Se non è la prima volta che Sambin porta in scena Più de la vita, la rappresentazione di Altivole sarà densa di una carica evocativa forse irripetibile. Il testo di Ruzante va in scena proprio dove il drammaturgo ha recitato nel 1500, quando la corte della Regina Cornaro era luogo di cultura e diletto.
Proprio questo luogo, un tempo parte di un complesso molto più ampio appartenuto alla famiglia patrizia della Serenissima, Angelo Beolco detto il Ruzante, propose, nel 1521 e poi nel 1528, le due orazioni dedicate ai cardinali Marco e Francesco Cornaro. Al Barco Sambin porterà invece una rilettura del testo considerato il testamento spirituale del Ruzante: uno scritto cui il drammaturgo padovano aveva affidato la risposta al Discorso sulla vita sobria, redatto dal suo mecenate Alvise Cornaro. «Nella sua lettera, che risulta di straordinaria attualità e che suona come un inno alla vita attraversato da una sottile malinconia – spiega Sambin - Ruzante ci dice invece che a poco serve vivere a lungo, ma che è molto più importante darsi da fare per slargare la vita, ovvero per dare qualità al tempo che viviamo». Sambin vanta una lunga frequentazione dei testi di Ruzante, di cui si è “innamorato” fin da giovanissimo: il padre Paolo, docente di storia medievale, vi ha dedicato molta parte dei suoi studi. Il testo che porta in scena procede per quadri metaforici, per immagini: una sorta di viaggio animato da visioni che si intrecciano alla musica del suo clarinetto basso.
 
La visita guidata sarà un’occasione per riscoprire la splendida barchessa, unica testimonianza rimasta del vasto complesso, che occupava 40 ettari e contava tre cinte murarie, fatto costruire a partire dal 1490 dalla Regina Caterina Cornaro, ex regina di Cipro, durante l’esilio asolano: lo spettacolo “recupera” una delle vocazioni originarie di questo spazio, destinato anche a luogo di cultura e diletto, frequentato oltre che da Ruzante, da Pietro Bembo, che qui compose i suoi Asolani.
Ghiotto il menù della Cena dell’allegrezza, preparata con prodotti stagionali e locali a cura della Nuova Osteria di Altivole di Graziano Bertoncello.
 
 
Sabato 10 maggio il Museo Canova di Possagno ospita un doppio appuntamento (ore 18 e ore 21) con la Ballata per Venezia – voci da una città di gesso, con Juliette Fabre e i Doyoudada. E proprio tra le sculture di gesso della Gipsoteca canovaiana va in scena lo spettacolo, una riflessione poetica sul senso che oggi assume una città come Venezia, un patrimonio dell’umanità conteso tra museificazione, turismo e commercio.
Drammaturgia e regia curate da Giulio Boato, propongono tre capitoli per una narrazione della città che parte dal Mammalucco, la riscrittura di una fiaba popolare veneta, per arrivare ad un racconto originale, ispirato alla celebrazione dello sposalizio del mare, e concludere con una fiaba ironica che tratteggia la condizione degli immigrati nelle città italiane. Tra le fiabe trovano spazio quattro intermezzi, piccoli frammenti che mescolano lingua italiana e francese, e musica.
 
Con Ballata per Venezia, una nuova proposta culturale accompagna gli spettatori a scoprire l’opera del Canova tra le sale del Museo, dove è in corso la mostra Le Grazie. Dedicata ai duecento anni dell’opera più celebre dello scultore di Possagno, l’esposizione è stata prorogata fino al 22 giugno ed ha già accolto quasi 20.000 visitatori.
Per gli spettatori di Centorizzonti è riservato uno speciale biglietto d’ingresso al Museo e un’apertura straordinaria fin alle ore 21.00.
Tra uno spettacolo e l’altro (ore 20.00) sarà possibile partecipare, su prenotazione, ad un convivio enogastronomico, con un menù di prodotti tipici locali.
 

 
Informazioni  ECHIDNA Associazione Culturale  041 412500 cell 3409446568 www.echidnacultura.it

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