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Chiavacci "profeta dell'ambiente"

Sabato 15 gennaio, alle ore 15, la presentazione del libro dedicato al profilo del sacerdote, curato da Francesco Chiavacci Lago e da Umberto Folena. Sarà presente anche il vescovo Tomasi

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Chiavacci "profeta dell'ambiente"

“Era uomo di fede contagiosa e, insieme, rigorosa scienza. Ho sempre avuto l’impressione che le considerasse francescanamente sorelle. Sorella Scienza, affiatate, tra loro non ostili”. Così il giornalista Giorgio Lago scriveva di don Paolo Chiavacci (1916-1982), prete diocesano, fondatore della Casa Don Bosco di Crespano, futuro Centro Chiavacci. Lo scritto di Lago, che aveva sposato una nipote di don Paolo, è contenuto nel volume “Don Paolo Chiavacci profeta dell’ambiente. Un’eco della Laudato si’ alle pendici del Monte Grappa” (Ancora edizioni, 2021), fresco di stampa, scritto in vista del quarantennale della sua morte.

Il libro è curato da Francesco Chiavacci Lago (figlio del giornalista) e da Umberto Folena, per oltre trent’anni all’Avvenire, di cui è stato inviato e caporedattore. I due autori ripercorrono la vicenda spirituale e umana di don Chiavacci, accanto ad altri qualificati contributi. Il vescovo Michele Tomasi definisce don Chiavacci, nella sua introduzione, “l’apripista della Laudato si’”. Il Vescovo scrive che leggendo gli scritti di don Paolo “mi è parso di cogliere in lui una visione al contempo scientifica e mistica del creato, della natura”. Sul legame ideale, anche se realizzato a partire da tempi e ministeri non comparabili, tra don Chiavacci e papa Bergoglio, in particolare in riferimento all’enciclica sul creato, scrive nel volume Dino Boffo, già direttore di Avvenire, secondo il quale “colpiscono i punti di contatto tra le due testimonianze”. Si tratta di assonanze di fondo, ma anche di un “pensiero coincidente” nella prospettiva della Laudato si’; e di una coincidenza nella prospettiva teologica ed educativa, sul compito centrale delle famiglie, sull’abito esistenziale della sobrietà.

Punti di contatto che rappresentano, secondo Boffo, un “kairos” per il Centro di Crespano, il cui ruolo è riproposto dall’attuale direttore del Centro Chiavacci, don Paolo Magoga, che del fondatore ricorda la “lezione della bellezza”.
Come accennato, la parte più consistente del libro è dedicata al profilo del sacerdote: la guerra combattuta tra gli alpini, la vocazione, le prime esperienze pastorali tra gli sfollati di Dosson, l’attività di professore e predicatore, la direzione della casa esercizi di Santa Maria in Colle, il preveggente pensiero sul creato, e poi l’acquisto di quella casera destinata a diventare Casa Don Bosco, Centro Chiavacci, dopo il 2000 centro di spiritualità e cultura della diocesi. Il libro sarà presentato sabato 15 gennaio, ore 15.00, al Centro Chiavacci. Tra i relatori don Giovanni Scavezzon, che dopo di lui diresse la struttura di Crespano, e il vescovo Michele Tomasi.

Ingresso con super green pass su prenotazione, cliccando su questo link o telefonando al centro al numero 0423 934111.

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