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Coronavirus: la scuola non sarà più come prima

Sileno Rampado, direttore degli Istituti Filippin di Treviso e coordinatore del consiglio del MEL, missione educativa lasalliana, offre interessanti spunti di riflessione su come cambierà la scuola dopo questa chiusura forzata anche di "relazioni".

Coronavirus: la scuola non sarà più come prima

Sono queste giornate strane e inattese: forse nessuno davvero poteva immaginare quanto rapidamente si potesse passare da aule traboccanti a spazi vuoti. Nella nostra prassi annuale sono rituali simulazioni di allarme di vario tipo, mai però avremmo immaginato questo.

C’è stata risposta pronta da parte dell’istituzione scuola? Si, o quantomeno a macchia di leopardo. L’attenzione però di questi giorni è stata riversata solo sulle tecnologie: webinar gratuiti di formazione, strumenti digitali concessi in uso alle scuole, app, materiali da condividere etc… Tutti credo abbiamo dimostrato generosità in questo operare, nel tentativo di far fronte all’emergenza. Si sentono già però i primi scricchiolii: qualche mail un po’ più accorata di qualche famiglia che chiede minor solitudine per i figli, chi fatica ad adattarsi agli strumenti digitali, chi chiede soluzioni tecniche sempre più performanti.

Si sta cercando a mio avviso in modo forse eccessivo il fuzionalismo: tutto deve essere puntuale, organizzato, deve creare minor difficoltà possibile. Ma “nella scuola, lo spazio e il tempo, il rapporto con gli adulti educatori e i compagni sono determinanti per l’apprendimento di contenuti e modelli di vita.” Sono proprio questi fattori, spazio tempo e rapporto che sono in crisi in questi giorni: il digitale non può risolvere in particolar modo il problema del rapporto e ancor più questo è vero per le scuole cattoliche dove al termine rapporto dovremmo sostituire il termine testimonianza.

Sono fortemente convinto che la scuola, appena sarà possibile poter ritornare sui banchi, non potrà essere la stessa. Esperienze come quelle di questi giorni segnano inevitabilmente la percezione del mondo che abbiamo, cambiano il nostro linguaggio, ci impongono un modo diverso di percepire le cose. Ci siamo accorti che si può lavorare da casa, certo, ma stiamo rischiando di diventare isole. Ci siamo accorti che il sapere tradizionale è davvero accessibile senza particolare filtri grazie alle potenzialità della rete e quindi? Che valore dare alla vita d’aula?

Dovremmo inevitabilmente interrogarci su questo, sull’esperienza e sulla testimonianza che il vivere in collettività può dare. Se la scuola ha senso, è perché è comunità viva, rete di relazioni , web vivo che responsabilmente modifica il mondo.

 Sileno Rampado, direttore degli Istituti Filippin di Treviso e coordinatore del consiglio del MEL, missione educativa lasalliana

Dal 1958 diretto dai Fratelli della Scuole Cristiane il La Salle International Campus oggi accoglie 400 alunni dalla scuola dell’infanzia, alla primaria, secondaria di primo grado e licei (economico sociale, scientifico, scienze applicate). Tre le aree principali di innovazione che hanno interessato la scuola per rispondere alle domande dei giovani. Il Campus è EDEXCEL ACADEMIC QUALIFICATION CENTRE, accreditamento che permette agli allievi di sostenere gli esami internazionali per il riconoscimento degli studi e il doppio diploma Italia-USA. Ancora gli ambienti di apprendimento, con classi flessibili trasformabili in laboratori di ricerca. Infine la trasformazione digitale per acquisire nuove competenze oggi richieste nel mondo del lavoro.

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Fonte: Comunicato stampa
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