Cultura e Spettacoli
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Cultura, il "tour" è virtuale

Archivi e musei, turismo e mercatini. Ciò che non può essere visitato viene proposto in modo alternativo attraverso progetti aperti anche al pubblico internazionale che mirano a raccontare il patrimonio italiano

Cultura, il "tour" è virtuale

In questi tempi di pandemia, la tecnologia ha giocato fin da subito un ruolo fondamentale per mantenere vive attività economiche e collegamenti. Una nuova frontiera nata in un anno di grandi restrizioni e limitazioni negli spostamenti, si identifica in nuove forme di turismo e cultura.
Tra le varie situazioni a cui ci siamo dovuti adeguare, i pensieri si soffermano sui viaggi annullati, sui musei amati da turisti e locali ora spogliati dai visitatori. Tuttavia, anche se da un lato questi aspetti hanno generato una crisi nel settore viaggi e cultura, dall’altro hanno provocato, in piccoli e grandi imprenditori ed Enti locali, un’apertura verso le grandi potenzialità legate alla realtà virtuale.

Mai come oggi c’è stata un’esigenza di raggiungere e far sentire la propria vicinanza alle persone e ai potenziali clienti futuri, seppur in maniera diversa. Dopo il primo lockdown, molte realtà si sono messe in moto per fornire visibilità alle località turistiche colpite dalla crisi, ma soprattutto per trasmettere alle persone una possibilità di evasione, permettendo a chiunque di visitare virtualmente siti storici anche lontani. Un binomio che mette insieme, spesso, un obiettivo di business da un lato e uno ludico-esperienziale dall’altro.

Patrimonio da diffondere
Diffondere la cultura è stato fin da subito l’interesse principale di progetti virtuali, aperti anche a un pubblico internazionale, mirando a raccontare e a trasmettere il patrimonio italiano. Tra i più recenti messi in campo troviamo, per esempio: “Enit e l’Italia. Una gran bella storia”, la prima mostra sotto forma di archivio digitale 3D nata su volontà dell’Agenzia nazionale del turismo (Enit) che il 25 novembre, inaugurata da un grande Alberto Angela, ha aperto le porte del suo archivio digitale 3D, dando la possibilità al pubblico di immergersi in un’esposizione che omaggia l’Ente più antico d’Italia. Il progetto si rivolge non solo al Belpaese, ma a tutto il mondo, costruendo attraverso migliaia di ritrovamenti un racconto sottotitolato anche in inglese.

L’esperienza dei Musei civici trevigiani
Guardando al nostro territorio, non mancano certo le iniziative che mirano a diffondere cultura e vicinanza. Come ci racconta Paola Bonifacio, manager dei Musei Civici di Treviso: “Fin dall’inizio della pandemia e dopo le prime restrizioni ci siamo resi conto che bisognava iniziare a lavorare attraverso altri canali, il museo poteva rappresentare un’occasione per far ritrovare un po’ di normalità alle persone e regalare momenti di scoperta culturale, anche dalla propria casa; abbiamo quindi attrezzato il sito web come una sorta di archivio virtuale, contenente video, approfondimenti e molto altro; uno strumento di appiglio e conforto che potesse ricondurre al piacere della visita ad un museo”.

Un lavoro di creatività che, come ci racconta Bonifacio, ha richiamato un gran numero di visitatori, incuriositi dalla presenza di interviste settimanali e approfondimenti sotto forma di video, curati dagli stessi ideatori delle mostre. “Il museo mira a trasmettere da sempre una sorta di approccio multidisciplinare - ci racconta -, anche noi abbiamo ricercato nel virtuale quella sensazione che si crea durante una visita”.
In un momento dove l’umano viene messo al centro dell’interesse comune, anche la cultura e le strutture che ne diffondono il valore, pongono al centro quel legame con il prossimo. I Musei Civici di Treviso oggi continuano la loro attività su progetti di questo tipo: “Nel riscoprire la comunione che si crea nella diffusione della cultura, abbiamo potuto osservare visite e interesse non solo da parte di anziani o storici, ma anche da giovani e studenti”.

I mercatini natalizi in una app
Guardando con prospettiva futura la fine di questo 2020, ci ritroviamo affacciati a uno dei periodi dell’anno più legato al desiderio di visitare mercatini e siti culturali. Con il Natale ormai alle porte, sono tante le iniziative che attirano ogni anno un gran numero di visitatori nelle varie città e paesi. Luminarie, mercatini natalizi e iniziative culturali, sono fonti attrattive essenziali del mese di dicembre, che in un anno come questo sono state oggetto di riflessione e riorganizzazione da parte dei gestori locali. La nostra regione ha potuto dar prova di avanguardia in tal senso, grazie al progetto creato da due giovani del trevigiano e del bassanese, che tramite il progetto di solidarietà BeeASAP.com, stanno dando la possibilità ai mercatini natalizi di trasformarsi in una versione totalmente online, fornendo alle piccole e medie produzioni e imprese, la possibilità di iscriversi e vendere i propri prodotti su un portale gratuito.

Nel diffondere un messaggio di vicinanza e sostegno economico, si trasmette l’importanza del virtuale come strumento essenziale per la riorganizzazione di eventi. I promtori hanno spiegato di aver preso questa iniziativa per essere soprattutto d’aiuto alle piccole attività del territorio, in un momento in cui le restrizioni impediscono l’organizzazione dei consueti spazi.
Distaccandosi dai concetti pubblicitari che da sempre atterrano sui principali media, queste nuove forme di turismo e cultura virtuale riscoprono il piacere della scoperta che magicamente può trasportare chiunque dalla propria casa a un luogo anche lontano. Un nuovo modo per diffondere cultura che non si limita al solo turista che, dopo ore di coda, riesce a vedere la Cappella Sistina, ma arriva anche alla persona in isolamento nella propria casa.
Musei, siti storici e località stanno ora più che mai muovendo i fili verso un nuovo stile di viaggio esperienziale.

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