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Da trent’anni un’ora rinnovata

Nel settembre 1986 entrava in vigore il nuovo quadro normativo per l’insegnamento della Religione cattolica, con l’ingresso nelle scuole di molti insegnanti laici. Una stagione che verrà ricordata nella prossima “Due giorni”

Parole chiave: insegnamento religione cattolica (1), irc (2)
Da trent’anni un’ora rinnovata

Sono passati trent’anni dal settembre 1986 quando, dopo il Concordato del 1984 e l’Intesa del 1985, entra in vigore il nuovo quadro normativo per l’insegnamento della religione cattolica (Irc) nelle scuole. Da una materia obbligatoria, con facoltà di esonero, si passa ad un insegnamento del tutto facoltativo, con possibilità di avvalersi o non avvalersi dell’Irc. La grande novità coinvolge anche gli insegnanti delle elementari e delle materne ai quali viene chiesto, se in possesso dei requisiti, la disponibilità all’insegnamento della Religione cattolica che, secondo le nuove intese, prevede “due ore settimanali”. Si devono sostituire anche gli insegnanti non disponibili all’Irc. Si organizza in Casa Toniolo, nell’estate  del 1986, un corso straordinario per preparare i nuovi insegnanti.
Nascono gli “insegnanti specifici”: una storia di volti
Nasce così la figura degli “insegnanti specifici all’insegnamento della R.C.”. Non esistono ancora i programmi ufficiali (saranno pronti nel maggio 1987). Qui interviene l’Aimc, Associazione italiana maestri cattolici, che da anni sta sperimentando un nuovo modo di insegnare religione, secondo le finalità, gli obiettivi, i contenuti e le esperienze proprie della scuola. Si attinge a quello che c’è e un gruppo di insegnanti si mette a disposizione dei colleghi più giovani nella “caldissima” estate del 1986. E’ bello ricordare queste pagine di storia dell’Irc, perché di recente ci siamo trasferiti, come ufficio, dalla Curia a Casa Toniolo e, riordinando materiali, cartelline, documenti vari, sono riemersi elenchi, nomi, volti di persone che trent’anni fa hanno dato vita a questa nuova stagione. Nella “due giorni di aggiornamento” di giugno che vedrà insieme gli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia, sarà ricordata questa partenza.
Una scelta per quasi il 90 per cento delle famiglie
A questo punto non possiamo non accennare al numero degli studenti che si avvalgono di questo insegnamento. In questi trent’anni il calo c’è stato, ma lentissimo. La media nazionale documenta ancora un 87,8 per cento di avvalentisi. La scuola dell’infanzia arriva al 90 per cento e la primaria al 91,6. La scuola secondaria superiore è all’81 per cento. Certamente sono numeri che vanno letti e interpretati, considerati anche gli inserimenti di ragazzi di famiglie extracomunitarie, ma sottolineano un apprezzamento diffuso dell’Irc e della sua proposta culturale e formativa che regge nel tempo. Il merito va alle famiglie che hanno scelto la proposta per i loro figli, alle comunità cristiane che hanno curato questo rinnovato rapporto con la scuola e, primariamente, al paziente e qualificato lavoro degli insegnanti di religione specifici e di classe.
La formazione e la fedeltà ad alcuni temi
Guardando alle programmazioni sono emerse alcune significative scelte di fondo alle quali abbiamo cercato di essere fedeli: l’attenzione permanente, negli incontri di formazione degli insegnanti, alle problematiche degli alunni e delle loro famiglie, l’interdisciplinarietà, la lettura dei segni religiosi nel territorio, il rapporto religione-arte, l’approccio con le altre religioni, l’ecumenismo con le Chiese cristiane, l’accompagnamento degli alunni ad una lettura dell’attualità dal punto di vista umano e cristiano.Oggi ci troviamo ancora con queste “finestre” aperte e condivise con tanti insegnanti. Il cammino alla Porta Santa della Cattedrale diventa per tutti noi un doppio Giubileo, della Misericordia e della riconoscenza, per quanto ci è stato donato e insieme abbiamo potuto realizzare.

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