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Domenica 2 aprile il centro di Crespano ricorda don Paolo Chiavacci

Il Centro di spiritualità  e cultura di Crespano ogni anno ricorda il suo fondatore don Paolo Chiavacci. Tale appuntamento è collegato con la data della sua morte avvenuta il 5 aprile 1982. E con lui si vogliono ricordare le tante persone che hanno condiviso le sue intuizioni e l’hanno aiutato  a realizzare il suo progetto in maniera semplice e umile.

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Domenica 2 aprile il centro di Crespano ricorda don Paolo Chiavacci

Il Centro di spiritualità  e cultura di Crespano ogni anno ricorda il suo fondatore don Paolo Chiavacci. Tale appuntamento è collegato con la data della sua morte avvenuta il 5 aprile 1982. E con lui si vogliono ricordare le tante persone che hanno condiviso le sue intuizioni e l’hanno aiutato  a realizzare il suo progetto in maniera semplice e umile. Quest’anno i suoi amici vogliono commemorarlo ponendo quasi in parallelo ciò che lui scriveva negli anni ‘70 e quanto  è scritto nell’Enciclica “Laudato Si’” e negli altri scritti di papa Francesco. E’ straordinario come alcuni testi si intersecano, si fondono, così da capire che alcuni temi spirituali di don Paolo sembrano trattati con le stesse parole da papa Francesco. Due in particolare: il primo tema riguarda il modo in cui dovremmo osservare il Creato.  Don Paolo in una relazione del 1974 scriveva: “La mia vita di uomo è legata alla vita dell’animale, della pianta, del filo d’erba; la vita della pianta, dell’animale, del filo d’erba è legata all’esistenza della Terra; l’esistenza della Terra è legata all’esistenza del sistema solare; l’esistenza del sistema solare all’esistenza del sistema sidereo: è tutta un’armonia che lega l’un l’altro gli esseri dell’universo”. Papa Francesco (Enciclica Laudato Si’): “L’interdipendenza delle creature è voluta da Dio. Il sole e la luna, il cedro e il piccolo fiore, l’aquila e il passero: le innumerevoli diversità e disuguaglianze stanno a significare che nessuna creatura basta a se stessa, che esse esistono solo in dipendenza le une dalle altre, per completarsi vicendevolmente, al servizio le une delle altre”.
Il secondo tema è quello dell’impegno ad avvicinarci ai poveri, agli scartati dalla società opulenta. Don Paolo negli anni ‘40 scriveva: “Bisogna viverci fra la povera gente, fra i disoccupati, i sinistrati, gli sfollati, gli operai, se si vuol parlarne. Bisogna sentirsi uno di loro. Se no, è meglio tacere. Una cosa è sentir parlare di miseria, mentre te ne stai ben seduto tra le comodità, una cosa è vedere i miseri nel loro ambiente, con i loro volti, il loro sguardo che ormai conosci, i loro problemi concreti”. Papa Francesco (appunti del card. Jorge Mario Bergoglio per la congregazione generale, 9/3/2013): “Evangelizzare implica «zelo apostolico» e «presuppone nella Chiesa l’uscita da se stessi», per andare verso le periferie, non solo quelle geografiche, ma anche quelle esistenziali: quelle del mistero del peccato, del dolore, dell’ingiustizia, quelle dell’ignoranza e dell’assenza di fede, quelle del pensiero, quelle di ogni forma di miseria”.
Per stupirci di questi due profeti moderni venite a Crespano domenica 2 aprile nella Casa di don Chiavacci alle ore 15.30.

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