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Fism Treviso compie cinquant'anni

Anni in cui ha sempre lavorato per mettere al centro il bene dei bambini. Gli appuntamenti per festeggiare il mezzo secolo di vita

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Fism Treviso compie cinquant'anni

Cinquant’anni di Fism Treviso, cinquant’anni di battaglie a fianco delle scuole dell’infanzia paritarie e dei nidi aderenti, unicamente per mettere al centro il diritto all’educazione e alla crescita armonica dei più piccoli.

Mezzo secolo di vita festeggiato nel bel mezzo di una delle più grandi crisi del pianeta, che proprio sulla scuola e sui suoi protagonisti si è abbattuta pesantemente. Intere classi in quarantena a causa del Covid, scuole dell’infanzia chiuse per mancanza di personale e di bambini chiusi in casa. Ora, piano piano, si stanno registrando i primi segnali di ritorno alla normalità.

Il presidente provinciale della Fism Treviso, Francis Contessotto, eletto il 20 aprile 2018, nel sottolineare il momento difficile appena vissuto, non smette di ringraziare le insegnanti e i gestori: “Sono brave, indubbiamente, le nostre scuole. Hanno tenuto duro in questo periodo e lo fanno bene con una sorpendente capacità di adattarsi anche alle situazioni più complicate. Ma non vediamo l’ora che le misure di prevenzione anti Covid siano allentate perché la pressione sulle scuole è altissima. Temevo che il Covid fosse il colpo di grazia per tante delle nostre realtà, già gravate da problemi di bilancio non indifferenti, e invece sono state bravissime”.

Avete in programma delle iniziative per festeggiare questi cinquant’anni di vita?
Ci sarà un aspetto più celebrativo e uno più sostanziale. In un percorso di formazione con 33 coordinatrici di scuole dell’infanzia partecipanti, abbiamo preso in esame il progetto educativo. Non era nei nostri progetti rivisitarlo, ma è emerso dalle partecipanti che alcune situazioni erano cambiate, così pure l’aspetto dell’istituzione dei nidi, l’autonomia e lo stesso modo di fare scuola. Così 4 persone si sono riunite in un gruppo di lavoro e hanno dato nuova struttura al progetto educativo. L’abbiamo presentato alle scuole e raccolto osservazioni. Ora, dopo una seconda rielaborazione, è in stampa, con la grafica curata dal Cfp delle Canossiane, e lo consegneremo a tutte le nostre scuole, ai sindaci, alle due diocesi, a tutti coloro che hanno a cuore le nostre scuole dell’infanzia. Tra l’altro è stato illustrato da Giovanni Manna, illustratore di libri per l’infanzia che collabora con la mostra di Sarmede. Sarà consegnato nel corso di un convegno, che si terrà il 26 marzo, sul senso del progetto educativo.

Chi saranno i relatori?
Abbiamo invitato a tenere delle relazioni il prof. Pierpaolo Triani, dell’Università cattolica, sull’attualità educativa; Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, sul patto educativo globale; infine, il gruppo di lavoro che spiegherà cosa è stato fatto per aggiornare il progetto educativo.

Si riferiva, poi, a un momento più celebrativo. Di cosa si tratta?
Il 2 aprile si terrà una celebrazione in Cattedrale, presieduta dal vescovo Michele Tomasi a cui inviteremo il sindaco Mario Conte, per l’Anci, i rappresentanti delle nostre scuole, la dirigente dell’Ufficio scolastico di Treviso Barbara Sardella. Inoltre, stiamo studiando una mostra da realizzare con le illustrazioni del progetto educativo che dovrebbe tenersi dal 26 marzo al 2 aprile in Battistero. Infine, il 28 marzo coinvolgeremo tutte le scuole in un flash mob da tenersi nella propria scuola, per un momento di festa e una sorpresa che non posso svelare. Lo stesso giorno, alla sera, ci sarà un incontro online sul tema educativo, sul valore della nostra scuola, sulla necessità di uscire dall’idea di parcheggio per i figli, verso una visione di luogo scelto per far crescere i propri figli. E’ importante anche il custodirli, l’accudimento, ma non è solo questo. La relazione sarà tenuta da Monica Amadini, dell’Università cattolica. Dovremo, in futuro, anche riflettere sulla denatalità e cosa ne sarà dei nostri 215 iscritti tra scuole e nidi. Dobbiamo avere uno sguardo generale, prevedere forme di collaborazione, in modo che non venga mai a mancare la capillarità della nostra presenza sul territorio. Sarebbe una grave perdita per tutta la comunità.

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