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Giro d'Italia: a Treviso la mostra "Ruota a ruota. Storie di bici, manifesti e campioni"

Sarà aperta dal 26 maggio, in occasione del passaggio della 18ª tappa del giro in città, in Santa Margherita, nuova sede del Museo nazionale Collezione Salce

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Giro d'Italia: a Treviso la mostra "Ruota a ruota. Storie di bici, manifesti e campioni"

La Direzione Regionale Musei Veneto del Ministero della Cultura propone la grande epopea della bicicletta così come raccontata dai preziosi manifesti patrimonio della Collezione Salce. A firmare le affiches che Elisabetta Pasqualin ha selezionato per questa ricca esposizione, sono artisti come Dudovich, Mazza, Malerba, Ballerio, Villa, Alberto Martini, Codognato, Boccasile. Dalle bici illustrate a quelle che hanno scritto la storia recente del ciclismo. In mostra, infatti, ci saranno anche alcune delle biciclette della collezione Pinarello che hanno portato alla vittoria campioni in tutte le grandi classiche del ciclismo mondiale.

Quando, poco più di due secoli fa, il barone Karl von Drays inventò la bici - all’epoca di legno e senza pedali, dotando di sterzo un primo rudimentale modello del 1791 del conte francese De Sivrac - certo non immaginava che quel suo “attrezzo” sarebbe diventato il più popolare mezzo di trasporto del pianeta. E ancora meno dovette supporlo Leonardo, che nel Codice Atlantico - correva l’anno 1490 - schizzò qualcosa di molto simile alla bicicletta.

Di sicuro nessuno dei due poteva supporre che gli eredi di quei loro prototipi avrebbero avuto un peso così importante nella storia sociale del mondo, influendo sul costume, sui viaggi, sul turismo, sul processo di emancipazione della donna, sull’economia. Valga, per fermarci all’ambito trevigiano, il caso della Menon, “Fabbrica di velocipedi in acciaio su commissione” e poi di vetturette, che agli inizi del ‘900 valeva quanto la Fiat, segnando l’inizio di una produzione che, passando poi per la Carnielli e la Bottecchia, porta oggi alla Pinarello, che in questa mostra allinea una illustre serie di sue creazioni.

Ed è proprio dagli albori del Novecento che la mostra prende il via. Antonella Stelitano, che dell’esposizione curata da Elisabetta Pasqualin, è la consulente storica e ha curato una parte dei testi del catalogo, sottolinea che “La bicicletta fa parte del patrimonio culturale del nostro Paese. La storia di questo mezzo è un racconto di eroi che contribuiscono a creare quell’identità nazionale che si esalta nelle imprese di campioni come Girardengo, Coppi e Bartali. Le grandi corse a tappe, prima tra tutte il Giro d’Italia, sono state un collante che ha unito il Paese, mostrandone le bellezze mentre si raccontavano le gesta dei corridori”.

Due le sezioni principali del percorso espositivo: da una parte lo sport e l’agonismo, con i suoi protagonisti, le produzioni, i marchi e l’esposizione di pezzi storici della collezione Pinarello. Dall’altra gli aspetti sociali: le donne, il costume, i viaggi, il turismo, appunto.

Ci sarà anche una sezione speciale sulla storia dell’industria ciclistica italiana con l’esposizione di biciclette della collezione Pinarello: biciclette che hanno scritto una pagina di storia del ciclismo italiano, accompagnandosi a molti prestigiosissimi successi. Saranno esposte 15 biciclette, con relativi pannelli esplicativi. La mostra sarà aperta dal 26 maggio, in occasione del passaggio della 18ª tappa del giro in città, al 2 ottobre, in Santa Margherita, nuova sede del Museo nazionale Collezione Salce).

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