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Irc: una preziosa opportunità

Tempo di iscrizioni a scuola e di scelta se avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica (Irc). Un'occasione per ragazzi e genitori per confrontarsi sulle motivazioni di un'ora che diventa stimolo a una crescita completa.

Parole chiave: religione cattolica (1), Irc (2), scuola (373)
Irc: una preziosa opportunità

E’tempo di iscrizioni alla scuola e nello stesso momento noi genitori siamo chiamati, insieme ai nostri figli, ad esprimerci sulla scelta se avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.
Credo possa diventare un’occasione preziosa di confronto familiare, rendendo questo momento importante già per se stesso. Indipendentemente da quale sarà la scelta… Inoltre si presta a qualche riflessione sul nostro ruolo di genitori, perché come primi educatori dei nostri figli tale scelta non è solo un’opportunità ma presuppone una importante assunzione di responsabilità.
Fra le tante considerazioni che si potrebbero fare, ritengo che almeno due aspetti meritino di essere sottolineati.
Il primo. Nessuna famiglia, nemmeno quelle più impegnate in ambito cattolico, dia questa scelta come naturale o scontata. Essa dovrebbe essere, come qualsiasi altra scelta, il frutto di una riflessione condivisa con i propri figli, con modalità diverse in funzione dell’età, e con precise motivazioni. E non solo per la mancanza di alternative ad un’ora di scuola.
Se è vero che il compito della scuola è lo sviluppo armonico della personalità degli allievi in tutte le dimensioni (etiche, sociali, intellettive, affettive ecc.), non può non trovare spazio quella religiosa, intesa prima di tutto come ricerca alle domande che ogni persona da sempre si pone. Qual è il significato ultimo dell’esistenza? Perché c’è il dolore e la morte? Perché in fondo vale la pena vivere? Nessuno può evitare queste domande, indipendentemente dalla propria appartenenza etnica o culturale. Lo scriveva bene don Luigi Giussani quando identificava il senso religioso di ciascuno nel porsi queste domande e nella continua ricerca di una risposta esauriente.
Questo senso religioso e la certezza che ogni giovane porta sempre dentro di sé la ricerca di verità, giustizia, felicità ed amore, sono la sorgente da cui deve partire l’insegnamento della religione cattolica a scuola.
A scuola: perché non mi pare che altri contesti sociali invitino molto alla riflessione su queste domande, anzi, sono domande scomode e come tali meglio evitarle!
Per questo la decisione positiva di avvalersi di questo insegnamento è un’occasione in più per i nostri figli di confrontarsi, sotto la guida degli insegnanti, e diventare stimolo ad una crescita completa.
Il secondo. La scelta, oltre ad essere personale e della singola famiglia, è un’occasione per riflettere sulle nostre comunità. Pur non conoscendo i dati precisi, credo che la percentuale di adesione all’insegnamento della religione cattolica vari da un 75% circa ad oltre il 90%, in funzione dell’ordine e grado delle scuole e delle zone del nostro territorio.
Sono percentuali molto alte, soprattutto se raffrontate con i numeri dei ragazzi impegnati in realtà associative cattoliche che, pur con qualche eccezione locale, non raggiungono percentuali mediamente superiore al 15-20%. Indipendentemente dalle motivazioni (o a volte anche dalla mancanza di motivazioni), comunque i ragazzi nell’ora di religione a scuola ci sono! E probabilmente per molti dei nostri giovani l’ora di religione a scuola è e sarà, insieme al catechismo, l’unica “esperienza” di Chiesa che faranno nella propria vita. Questi numeri caricano di una grande responsabilità non solo gli insegnanti ma tutta la Chiesa locale, di cui gli insegnanti sono espressione.
Sono compresi in questa comunità, oltre alle persone consacrate, anche i genitori, in particolare quelli impegnati nelle diverse forme di associazionismo e volontariato cattolico, chiamati a sostenere con forza questa esperienza, stimolando i propri figli ad un’adesione non solo formale ma sostanziale ad un momento formativo che può diventare testimonianza.
Ma non solo. Mai come in questo periodo, che i Vescovi italiani hanno dedicato alla “sfida educativa”, diventa importante sostenere l’azione formativa della scuola, anche partecipando attivamente, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, alla gestione di questa istituzione con la presenza attiva negli organi collegiali. Non è sempre e solo possibile delegare…
Per questo credo possa diventare importante promuovere il più possibile sinergie e collaborazioni tra gli insegnanti di religione cattolica e le esperienze di Chiesa presenti, perché le ore di insegnamento davvero possano diventare un’esperienza di scuola aperta al territorio che aiuti i nostri ragazzi nel cammino dall’iniziale “senso religioso” ad una esperienza piena e gioiosa di Dio e di Chiesa.

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