Cultura e Spettacoli
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Leggere Dante oggi

La cultura di Dante è il titolo di una Giornata Internazionale di Studi che si tiene a Crespano del Grappa, al Centro Chiavacci, sabato 10 giugno dalle ore 9.30 con ingresso libero.

Leggere Dante oggi

 
Sono passati ormai settecento anni dal periodo in cui Dante viveva e scriveva, eppure la sua opera parla a tutti noi come se fosse stata scritta ieri. Anzi, non a tutti noi, ma ad ognuno di noi, giacché il suo messaggio è letto in maniera diversa a seconda di chi lo legge, com’è giusto che sia. E se ciò accade ancora oggi, è perché ciò che è eterno può dichiararsi a buon diritto anche moderno, essendo la seconda categoria compresa nella prima.
Parla ad ognuno di noi, e per farlo si serve, o meglio crea la lingua italiana, quella che si sta adoperando in questo articolo, quella che sentiamo ogni giorno in televisione, quella che, cinquecento anni e più prima del Risorgimento, ha favorito innegabilmente il destino dell’Italia unita, anche se solamente nel campo culturale (ma è un “solamente” che comunque pesa come un macigno). E dobbiamo ritenerci fortunati per essere nati proprio nello Stivale, fortunati perché ci viene risparmiata la fatica di dover apprendere una lingua straniera (come ad esempio devono fare gli inglesi, i russi, perfino i giapponesi) per avere un contatto più diretto ed immediato con quello che è il secondo libro più letto nella storia dell’Occidente, secondo solo alla Bibbia.
Indagare le nascoste vie della Commedia così come del resto della produzione dantesca significa riuscire a meglio comprendere un messaggio che riguarda la vita di tutti noi, in tutte le epoche e in ogni luogo. Si pensi al verso d’apertura, «nel mezzo del cammin di nostra vita». Dante non dice «di mia vita», bensì «di nostra»; è un viaggio attraverso l’oltremondo percorso sì da lui, ma percorso per garantire la salvezza di ognuno di noi: cattolici, protestanti, musulmani, atei, perché in fin dei conti percorrere l’inferno, il purgatorio e il paradiso non è altro che percorrere le «secrete vie» della nostra anima, direbbe Foscolo. Comprendere, dunque, per meglio apprezzare un assoluto cui non si dà troppo spesso lo spazio che invece meriterebbe: la bellezza, quella cosa di cui abbiamo tutti bisogno, che quando entra in noi ci pervade di un’ineffabile estasi e che ci sublima di quel divino che vive nell’umano.
Indagare la cultura di Dante, a maggior ragione in questo momento che ci troviamo a vivere, cioè tra i fatidici anni ’15 (cinquantenario della sua nascita) e ’21 (centenario della morte), significa ripercorrere la storia culturale italiana, capire perché il nostro modo di pensiero è questo non un altro. San Tommaso, san Francesco, san Bonaventura da Bagnoregio, Ovidio, Cavalcanti, sono tutte personalità di cui Dante si appropria e che rielabora in maniera originale, ed ecco perché uno sguardo d’insieme sulla sua cultura, per quanto necessariamente limitato, significa nient’altro più che gettare uno sguardo d’insieme sulla nostra cultura.  

Pranzo al Centro su prenotazione, scrivendo a acdantealighieri@gmail.com (prezzo del pranzo 15 euro)

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