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Licenziamenti al Messaggero di Sant'Antonio, la solidarietà della Federazione settimanali cattolici ai giornalisti

 La Federazione richiama “con fermezza” ad “un corretto rapporto tra editori e giornalisti e, soprattutto, al rispetto della persona, della sua dignità nell’ambito del lavoro. Valori fondamentali per gli editori e i giornalisti d’ispirazione cristiana, come c’insegna la dottrina sociale della Chiesa”.

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Licenziamenti al Messaggero di Sant'Antonio, la solidarietà della Federazione settimanali cattolici ai giornalisti

La Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) esprime “la massima solidarietà ai giornalisti del Messaggero di Sant’Antonio colpiti, senza preavviso, dalla notizia del licenziamento collettivo di tutta la redazione”. In una nota, inviata al Sir, la Fisc si dice “consapevole della gravissima crisi del comparto dell’editoria in Italia, che sta segnando pesantemente anche la stampa cattolica”. Purtroppo, viene registrata, in questo modo, “l’ennesima esperienza di depauperamento delle professionalità legate al mondo dell’informazione religiosa, dopo le chiusure e i licenziamenti che hanno coinvolto, negli ultimi tempi, anche settimanali cattolici, in tutto il Paese”. La Federazione richiama “con fermezza” ad “un corretto rapporto tra editori e giornalisti e, soprattutto, al rispetto della persona, della sua dignità nell’ambito del lavoro. Valori fondamentali per gli editori e i giornalisti d’ispirazione cristiana, come c’insegna la dottrina sociale della Chiesa”. La Fisc auspica che “la testata conosciuta in tutto il mondo, edita dalla Provincia Italiana di Sant’Antonio dei frati minori conventuali, possa superare le difficoltà del momento con un costruttivo confronto tra le parti”.

La nota dell'editore

E' di ieri la notizia del licenziamento di tutti e otto i giornalisti della redazione.  “Numerosi sono stati i tentativi posti in essere, negli ultimi anni, da parte della Direzione di evitare questo triste epilogo nonostante le ingenti perdite registrate in modo particolarmente evidente già dal 2015 e comunque in questi ultimi decenni”, si legge nelal nota diffusa dall'editore. La decisione arriva dopo un anno di stato di crisi aziendale, aperta e certificata dal Ministero del lavoro, che ha visto una serie di iniziative volte ad adeguare l’offerta editoriale al mercato di riferimento nonché a ridurre gli alti costi di gestione, nel principale intento di salvaguardare i posti di lavoro: i giornalisti della redazione delle riviste in lingua italiana sono stati posti, da un anno, in contratto di solidarietà mentre negli altri settori aziendali – attraverso un apposito accordo sindacale tra azienda e lavoratori – si è cercato di dare attuazione ad un programma di interventi per ridurre le difficoltà economiche e rilanciare i prodotti editoriali.

Dal 2015, Messaggero di Sant’Antonio Editrice ha registrato perdite progressive: il bilancio 2017 si è chiuso con una perdita d’esercizio pari ad euro 2.725.000; le perdite di esercizio nell’ultimo quinquennio (2013-2017) ammontano a circa 10 milioni. “La difficile situazione era stata già delineata lo scorso anno, quando ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali di categoria era stato fatto presente il forte calo nella vendita di prodotti editoriali, in particolare la diminuzione del 25% del numero di abbonati alla rivista nazionale Messaggero di Sant’Antonio, la diminuzione del 34% del numero di abbonati alla rivista Messaggero dei Ragazzi, la diminuzione del 14% delle vendite librarie, la contrazione nella raccolta pubblicitaria del 22%, dati purtroppo in linea con il trend negativo che contraddistingue il mercato editoriale a livello italiano”.

L’azienda, prosegue la nota, “pur avendo cercato di dare attuazione a tutte le iniziative a sua disposizione per evitare che le ingenti perdite potessero avere un impatto negativo sull’occupazione, non è più in grado di sostenere economicamente gli attuali costi del personale per poter proseguire la propria attività editoriale”. La Direzione si è resa disponibile a procrastinare di alcuni mesi la chiusura della redazione, in attesa dei dati di bilancio 2018, anche attraverso la proroga del contratto di solidarietà dei giornalisti, in scadenza il 14 gennaio 2019: “È ferma intenzione dell’Editore continuare comunque a salvaguardare e portare avanti il progetto evangelico e caritativo con i mezzi che lo contraddistinguono nella sua storia ultracentenaria, continuando a pubblicare le sue riviste e i libri, e così portando il messaggio del Santo in Italia e nel mondo, a grandi e piccoli”.

Il comunicato del sindacato giornalisti

La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti Veneto sono al fianco dei colleghi del Messaggero di sant'Antonio di Padova da oggi in sciopero a oltranza a seguito della comunicazione da parte dell'editore della 'chiusura della redazione con la cessazione di tutti i rapporti di lavoro giornalistico'.
Fnsi e Sgv giudicano inaccettabile, prima ancora della comunicazione in sé,  la condotta adottata dalla controparte – nella fattispecie la direzione dei frati – che senza scrupolo alcuno ha tolto dal tavolo – convocato per fare il punto sul contratto di solidarietà attivato da un anno – qualsiasi margine di trattativa. Una decisione intollerabile nei modi e nel merito a fronte di violazioni contrattuali, fra cui il rifiuto di esibire il bilancio.
«Le perdite economiche, sempre comunicate a voce e senza mai un'analisi puntuale di costi e ricavi, non possono comunque giustificare un tale atteggiamento che fa strame della dignità ancor prima umana che professionale dei lavoratori», affermano il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e la segretaria del Sindacato dei giornalisti del Veneto, Monica Andolfatto.
«Una cosa deve essere ben chiara – proseguono – i frati non possono pensare di chiudere la redazione, licenziare i giornalisti e continuare a pubblicare la rivista cattolica forse più famosa al mondo».

Fonte: Comunicato stampa
Sir
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