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Lo spionaggio dal mondo classico ad oggi

Al collegio Pio X di Treviso un incontro sull'attività di intelligence dal mondo classico ad oggi promosso dall'ufficio scolastico regionale per il Veneto, dalla Fondazione Pio X di Treviso e dal Comitato olimpico Veneto delle lingue e civiltà classiche

Lo spionaggio dal mondo classico ad oggi

Anche nell'antica Roma e nella remota Grecia, il ricorso all'intelligence era ritenuto un'esigenza prioritaria per la salvaguardia della cosa pubblica, del bene comune.

Di “Κατάσκοποι”, nell'accezione della lingua greca, di “agentes in rebus” - veri agenti segreti con funzioni di prevenzione e e di controllo, di attacchi informatici - titan rain”, come oggi si è avvezzi a definirli - si parlerà in un convegno che l'auditorium del collegio Pio X ospiterà il prossimo 30 ottobre.

“L'attività di Intelligence dal mondo greco al cyber warfare” è frutto di condivise sinergie capaci di aggregare l'USR per il Veneto, la Fondazione Pio X di Treviso, il Comitato Olimpico Veneto delle Lingue e Civiltà Classiche, da sempre impegnati a promuovere il grande valore della cultura classica, di questo ricchissimo patrimonio che ha plasmato e continua a plasmare la nostra civiltà.

Un evento culturale davvero di grande spessore, fortemente voluto da don Francesco Pesce, rettore del Collegio Pio X e presidente dell'omonima Fondazione; un appuntamento a lungo preparato, atteso da studiosi e non, da docenti ed alunni, pensato con passione e competenza da Chiara Coghetto, docente di materie umanistiche, e da Livia Andrigo, già docente nei licei trevigiani, attualmente membro dell'USR Veneto, da Maria Antonia Piva del Comitato operativo Tecnico Operativo Nazionale per le le Olimpiadi Classiche, dirigente scolastico del Liceo trevigiano “Duca degli Abruzzi, specializzata in filologia umanistica e in paleografia.

L'assai qualificata presenza di relatori di fama nazionale e internazionale - Alberto Camerotto del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari di Venezia, di Federica Petraccia, docente di Lingua e letteratura greca presso l'Università di Genova, di Stefano Quaglia, dirigente dell'USR, membro della Consulta per il Territorio dell'Università di Padova e del Comitato Istituzionale per la Cultura classica fanno del convegno trevigiano un appuntamento di risonanza nazionale.

Un convegno che vedrà tra il pubblico intere scolaresche oltre che trevigiane, anche veronesi e veneziane, che è aperto a tutti, perché l'amore per il classico, «il piacere di leggere e studiare i testi antichi, con la loro lontananza, con il loro pensiero “differente” per il tempo, le società, le forme di vita...», scrive Alberto Camerotto, non ha confini culturali, è universale.

Dopo il saluto e gli onori di casa affidati al rettore don Francesco Pesce e l'introduzione ai lavori proposta dal  prof. Quaglia, inaugurerà il convegno il prof. Camerotto che intratterrà sul tema “Oltre le linee nemiche della Grecia antica: azioni e schemi cognitivi dell'intelligence tra l'eroe e il filosofo”, per raccontarci «dell'ambiguità dell'intelligence quale si rivela nelle imprese degli eroi oltre le linee nemiche, dove agiscono, come nelle nostre più familiari Spy Stories, il coraggio al limite della hybris, la metis nelle azioni più spericolate e la potenza dell'osservazione del “kataskopos”», per poi passare dall'epica eroica alla filosofia, alla satira, alle vicende della vita quotidiana per smascherare e vincere gli inganni, il vizio, la corruzione della società. Un'ampia pagina di letteratura e di storia che si preannuncia ricca per fascino e suggestioni.

Farà seguito la relazione di Federica Petraccia che si addentrerà nel mondo dell'antica Roma del periodo del Principato, quando si procedette alla costituzione di una sorta di polizia segreta, burocraticamente articolata, in seno alle istituzioni pubbliche, militari e civili. Un'interessantissima analisi tutta vissuta in un continuo confronto con il presente. Scrutare attraverso gli occhi e ascoltare con le orecchie della Roma di un tempo sarà come proiettarsi di colpo nel cuore di un impero espressione di una grandezza culturale, civile e giuridica che sono a fondamento della nostra stessa cultura contemporanea.

Prima dell'intervento del dirigente prof. Quaglia a cui il convegno assegna il compito di coordinare le riflessioni conclusive, sarà il turno di Piergiorgio Brandolin, network architect, apprezzato esperto oltre che della complessa tecnologia informatica, dalla quale ormai dipendono i meccanismi delle moderne società, ma anche studioso di spionaggio sponsorizzato dallo stato, aziendale e di attacchi da hackers.

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