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Morto Fabrizio Frizzi, volto sorridente della tivù

Aveva compiuto 60 anni lo scorso 5 febbraio. Volto sorridente della Rai, soprattutto di Rai Uno, rete tv della quale dagli anni ’80 è diventato uno dei simboli. Ha attraversato gli ultimi decenni della storia televisiva italiana presentandosi sempre come “l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti”.

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Morto Fabrizio Frizzi, volto sorridente della tivù

È morto nella notte, all’ospedale Sant’Andrea di Roma, il conduttore televisivo Fabrizio Frizzi. Aveva compiuto 60 anni lo scorso 5 febbraio. Volto sorridente della Rai, soprattutto di Rai Uno, rete tv della quale dagli anni ’80 è diventato uno dei simboli. Da “Europa Europa” a “I Fatti vostri”, da “Scomettiamo che…?” a “Luna Park” fino ai più recenti “Soliti ignoti” e “L’Eredità”, Frizzi ha attraversato gli ultimi decenni della storia televisiva italiana presentandosi sempre come “l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti”. Così lo ricorda la Rai che, si legge in una nota, “con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore”. Tra gli oltre 70 programmi tv condotti, anche diversi appuntamenti istituzionali come Miss Italia, Telethon e “Tutti a scuola”, appuntamento con il quale per oltre un decennio ha inaugurato l’inizio dell’anno scolastico alla presenza delle massime autorità della Repubblica e degli studenti provenienti da tutta Italia. Lo scorso 23 ottobre Frizzi fu colto da un’ischemia durante la registrazione di una puntata de “L’Eredità”. Dopo il ricovero al Policlinico Umberto I di Roma, dove rimase alcuni giorni, già a dicembre il conduttore tornò in tv, sempre alla guida del programma di Rai Uno. Riferendosi alla malattia, disse: “Non è ancora finita. Se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”.

Molte le reazioni alla scomparsa del popolare presentatore. “Fabrizio Frizzi aveva uno stile di conduzione familiare, affidabile, che comunicava serenità e garbo. Una cifra della sua personalità e professionalità”. Sono le prime parole che utilizza padre Gianni Epifani, raggiunto al telefono dal Sir, nell’apprendere la notizia della morte del conduttore Rai.
Padre Epifani è il responsabile del programma ventennale di informazione religiosa su Rai Uno “A Sua Immagine” e della Santa Messa in tv, ma anche membro dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. “Di Fabrizio Frizzi – prosegue padre Epifani – è bello ricordare come nella sua attività di conduttore abbia saputo trattare anche tematiche delicate, complesse, come la malattia, con grande rispetto e garbo. Questo lo ha dimostrato soprattutto nei tanti speciali di Telethon, con la capacità di accostarsi a chi soffre in maniera luminosa e positiva”. Padre Epifani ricorda inoltre l’esperienza di Fabrizio Frizzi per l’Unitalsi a Lourdes: “Frizzi non è stato solo un testimonial per l’Unitalsi, un’immagine di un volto dello spettacolo per una buona causa. Ha accompagnato con convinzione e partecipazione molti malati nei viaggi a Lourdes, trasmettendo rispetto e misericordia”.
E con la malattia Fabrizio Frizzi ha avuto un rapporto particolare, non solo come testimone di impegno sociale, ma anche per la capacità di raccontare la sua sfida dopo il malore nell’autunno 2017. “Dopo il malore, si è mostrato al pubblico con semplicità e normalità – spiega padre Epifani – non nascondendosi ma rivolgendosi agli altri come un riferimento, come un volto amico pronto a condividere anche un momento complicato della sua esistenza. E il sorriso non è mai mancato in tutto questo”. Padre Gianni Epifani conclude con un pensiero nei confronti della famiglia, per la moglie Carlotta e la figlia Stella: “Una perdita dolorosa che giunge nella Settimana Santa delle celebrazioni pasquali. Che la croce sia occasione non solo di sofferenza, ma anche di conforto nella fede”.

“Qualcuno lo ha definito erede di Corrado e lo stile misurato, cordiale, mai volgare o sopra le righe ha fatto del presentatore scomparso una presenza familiare e gradevole delle nostre case. Ci mancherà il suo sorriso accogliente e la sua voglia di far divertire, un professionista della buona tv”. Queste le parole di Giovanni Baggio, presidente dell’Aiart (Associazione italiana ascoltatori radio e televisione).

“Ho un ricordo bellissimo di Fabrizio”. Esordisce così, commossa, al telefono con il Sir Lorena Bianchetti, conduttrice del programma “A Sua Immagine” su Rai Uno: “Ogni volta che incontravo Fabrizio, mi accoglieva con un grande sorriso, trasmettendo immediata serenità e disponibilità”. Bianchetti racconta un aneddoto risalente ai primi anni della sua carriera: “Fabrizio mi prese con sé per la sua ‘Domenica In’. Contemporaneamente io avevo fatto anche il provino per la ‘Corrida’ con Corrado. E Corrado era un suo grandissimo amico, nonché modello di conduzione. Indecisa sul da farsi, andai da Fabrizio e gli raccontai la situazione, la proposta di Corrado. Fabrizio senza esitazione mi disse di scegliere Corrado perché lui era un maestro della televisione”. “Il suo fu un atto di grande generosità nei miei confronti – ribadisce Bianchetti -. Da quel momento siamo rimasti sempre amici e non ho mancato mai di ringraziarlo per quei consigli. L’esperienza con Corrado fu infatti per me l’inizio di tante altre opportunità professionali”. Concludendo, la conduttrice di “A Sua Immagine” sottolinea ancora il carattere gentile e garbato di Frizzi: “Non c’era differenza tra il Fabrizio Frizzi in scena e fuori scena. Era corretto, dolce, profondamente umano. Si dimostrava autentico nel dialogo, nel relazionarsi con l’altro, attento a farlo però con il sorriso. Era serio come persona, con valori molto saldi; una serietà e professionalità che offriva sempre con un caldo sorriso sul volto”.

“Ci ha lasciato un amico, un professionista, un pezzo della storia del piccolo schermo. Ma ci ha lasciato anche un volontario, una persona scrupolosa e attenta ai bisogni dell’altro, che sa chinarsi verso chi è in difficoltà, senza nessuna forma di pietismo ma solo e sempre con il suo grande sorriso”. Così il presidente nazionale dell’Unitalsi, Antonio Diella, ricorda Fabrizio Frizzi, il noto conduttore televisivo, che è stato testimonial dell’Unitalsi fin dal 2001 prestando il suo volto e la sua disponibilità per la Giornata nazionale, l’evento più importante che l’Associazione organizza ogni anno e che coinvolge migliaia di volontari in tutta Italia. Per anni Frizzi ha partecipato a diversi pellegrinaggi verso Lourdes conducendo spettacoli e serate nella basilica sotterranea di San Pio X. “Di Fabrizio mi ha sempre colpito la sua estrema gentilezza, quella sua affabilità che insieme al suo sorriso sapeva conquistarti. Mai un no, mai un ‘non posso’, sempre disponibile a partire per abbracciare i bambini e le persone che soffrivano. Ci mancherà una persona veramente speciale”. “Fabrizio è stato un amico fraterno, una persona umile, generosa; non si sottraeva mai a nessuno, aveva sempre tempo per una parola e un abbraccio per tutti – è il ricordo di Massimiliano Fiore dell’ufficio stampa Unitalsi -. Ho impressa nella mente ancora la mia prima intervista da praticante giornalista nel 2004 a Lourdes. In quell’occasione Fabrizio mostrò in maniera semplice e spontanea tutta la sua immensa umanità. In uno dei suoi ultimi spot, che Fabrizio ha registrato per l’Unitalsi – aggiunge Fiore -, parlò proprio della sua esperienza nel conoscere la malattia dei nostri soci disabili e ha più volte confidato che sono stati sempre loro i veri portatori di quel messaggio di speranza e di gioia per la vita, capaci di trasmettergli la voglia di lottare, di avere coraggio e di non abbandonare mai la speranza”.

Fabrizio Frizzi è stato uno di famiglia per tutti noi cittadini. Ho avuto la fortuna di conoscerlo: aveva e trasmetteva un sorriso sincero, una gran voglia di vivere e una sana passione per il suo lavoro. Un galantuomo del palcoscenico, che seppe passare con naturalezza, semplicità e professionalità dalla tivù dei ragazzi ai grandi eventi internazionali senza mai snaturarsi ”.
Con queste parole, intervenendo a Radio Club 103, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha ricordato la figura del conduttore televisivo.

Fonte: Comunicato stampa
Sir
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