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Pellegrini fino a Cima Grappa

Il Cammino mariano, 52 chilometri in tre giorni, si svolgerà dal 16 al 18 ottobre con partenza a piedi dall'abbazia di Nervesa e arrivo a Cima Grappa. Il percorso è frutto di studi e di lavoro sul campo, condotti dalla Compagnia di Santiago e del Beato Enrico da Bolzano, guidata da Paolo Spolaore

Pellegrini fino a Cima Grappa

Cinquantadue chilometri in tre giorni: il Cammino Mariano della Pedemontana trevigiana,  terza edizione, si svolgerà dal 16 al 18 ottobre con partenza,  a piedi, dall’abbazia di Nervesa della Battaglia e arrivo al Grappa lungo un paesaggio che ferma lo sguardo e prende il cuore. Un percorso che è frutto di studi e di lavoro sul campo, condotti dalla Compagnia di Santiago e del Beato Enrico da Bolzano, guidata da Paolo Spolaore. Alla presentazione di giovedì sera, 24 settembre, nella sala parrocchiale di Cusignana era presente il vescovo, mons. Michele Tomasi, accanto al sindaco di Giavera, Maurizio Cavallin, alla vice Guglielma Baggio e all’assessora Francesca Varaschin.

“Il camminare permette di guardare oltre il vedere, nel cammino la tua anima arriva in contemporanea, il passo attiva il respiro ed entri in rapporto con te stesso”, parole del vescovo Tomasi, abituato ai sentieri aspri dell’Alto Adige. Riflessioni condivise dal numeroso pubblico presente.  
Il percorso in terra trevigiana, aperto a tutti, conduce i “pellegrini” da Nervesa a Santa Maria della Vittoria, alla Rocca di Cornuda, a Covolo e, infine, a cima Grappa. Le prime due tappe di 23 e 20 chilometri prevedono l’ospitalità per la notte. La terza è in salita: 8 chilometri con l’azzurro davanti che si stempera sul verde dei monti, il divino che si avvicina all’uomo.

Certo, lo si può catalogare come un cammino minore rispetto a quello di Santiago, che ogni anno raccoglie 200 mila pellegrini lungo 800 chilometri, ma è uno scrigno prezioso di geologia, storia e religiosità popolare capace di coinvolgere emozioni e fede, passioni e bisogno di relazioni.
“Nel cammino, come nella vita - ha detto il vescovo Tomasi -, a volte si fa un passo verso gli altri, a volte si accetta quello di qualcuno verso di noi. Trovare il proprio andare e riuscire a coordinarci con gli altri è una conquista dello spirito. Un cammino fatto insieme è sinodo. La Chiesa di Treviso è coinvolta da anni in quello che chiamiamo cammino sinodale”. Non è qualcosa che cade dal cielo, ma un percorso spirituale condiviso. E’ solidarietà.

Dal Montello, sulle orme impresse da migliaia di morti, a Cima Grappa il cui sacrario, come un pugno nello stomaco, custodisce 12.600 salme della grande guerra, terribili testimonianze della Waterloo della ragione. Accanto a tanto dolore però troviamo presenze di civiltà, di fede antica, come ha ricordato Paolo Spolaore: i resti dell’abbazia di Nervesa, i luoghi della certosa e l’eremo di san Girolamo. Il santuario di Santa Maria della Vittoria è il segno di quella fede con radici sane che il tempo ha rinforzato. Sorta per volere del vescovo Longhin come promessa alla Madonna nei giorni di Caporetto, la baracca iniziale con crocefisso donato dal vescovo stesso è stata trasformata in sala parrocchiale in muratura e quindi in chiesa nel 1937: ci sono voluti vent’anni, sarebbe forse bastata una baracca e un crocefisso, ma la parrocchia, la popolazione e la diocesi hanno lavorato all’unisono con la stessa devozione. Un cammino fatto insieme.

“I campanili - ha detto poi il vescovo Tomasi - sono delle piccole costruzioni che vanno in alto per diffondere quel suono delle campane che non si ferma ai confini della parrocchia. E allora mi chiedo: perché non pensare a un pellegrinaggio breve tra parrocchia e parrocchia, per guardare le bellezze della natura, deporre una preghiera nella chiesa vicina e rinforzare la rete di comunità? I nostri paesi, con i borghi e le strettoie sono stati costruiti per camminare”.
Riflessione apprezzata dai parroci della collaborazione pastorale Nervesa - Giavera e da don Dionisio Rossi, parroco di Cusignana che ha ospitato la serata e che ha dato una pennellata di accoglienza con un ottimo risottino giunto al momento giusto e con le precauzioni del momento.
A concludere l’incontro le voci del locale coro La Pieve.

Informazioni per il Cammino: 380 7322258 (Mauro)

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