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Pio X: presentata in Vaticano la monografia che chiude le celebrazioni del centenario

Presentato il volume “San Pio X, un parroco veneto divenuto Papa”, edizione “Tre Venezie". La figura di Giuseppe Sarto ricordata dal prof. Romanato e da mons. Bonora

Pio X: presentata in Vaticano la monografia che chiude le celebrazioni del centenario

“Un grande riformatore guarda al futuro, non al passato. E un papa che in undici anni ha riformato la Curia, abbandonato la battaglia della cosiddetta questione romana perché non importante per la vita della Chiesa, rinnovato il conclave, il catechismo e la liturgia, non può che essere considerato un vero riformatore”. Queste le parole con cui il professor Giampaolo Romanato ha concluso la sua relazione durante la presentazione del volume “San Pio X, un parroco veneto divenuto Papa”, presentato presso la sala Convegni del Collegio Teutonico della Città del Vaticano martedì 28 ottobre. La presentazione, ha sottolineato mons. Lucio Bonora, officiale della segreteria di Stato vaticana, “conclude idealmente il centenario di celebrazioni della morte del pontefice, avvenuta il 20 agosto 1914”.
Alla presentazione del volume erano presenti il presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato, il vicepresidente della Giunta regionale, Marino Zorzato, i consiglieri  Bruno Pigozzo, Amedeo Gerolimetto e Raffaele Grazia. Ampia e qualificata la rappresentanza ecclesiale, con in prima fila il cardinale Beniamino Stella (Prefetto della Congregazione del Clero), il cardinale Walter Brandmüller (già Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche), monsignor Luigi Travaglino (Osservatore Permanente presso la FAO) e monsignor Pier Luigi Celata (ex-segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, attualmente vice Camerlengo di Santa Romana Chiesa).
“Mi piace ricordare che Papa Francesco sta invitando tutti, cristiani e non cristiani, a ripartire dalle periferie del mondo”, ha detto Clodovaldo Ruffato nel suo saluto istituzionale: “Ecco, Giuseppe Melchiorre Sarto è stato un cristiano partito da una vera periferia: Riese, in provincia di Treviso. Quando nel giugno del 1835 nasce Giuseppe Sarto, Riese è un borgo di circa 2000 abitanti, tutti contadini, artigiani e braccianti. Il benessere di Venezia o di Milano era una cosa conosciuta solamente per sentito dire. In questa periferia del mondo, lontano dalle corti imperiali e dalla nobiltà, dalle università e dai moti politici e culturali dell’Ottocento, cresce colui che poi guiderà le sorti della Chiesa mondiale”.
L’umiltà a cui fa cenno il presidente del Consiglio è stata ben sottolineata anche da Romanato: “Pio X è stato l'unico pontefice degli ultimi due secoli che non ha percorso i piani alti della chiesa. Non era cresciuto a Roma, ma era in estrema periferia, è stato cappellano e parroco per quasi 20 anni in piccoli paesi e pochissimi lo conoscevano a Roma prima che fosse eletto. Era estraneo all’alta politica e non gli interessava il potere temporale. Aveva a cuore la Chiesa, che lui sapeva essere in non rosee condizioni morali, e non a caso in pochi anni sostituì metà dei vescovi attivi in Italia”. Non a caso, ha concluso mons. Bonora, “possiamo oggi parlare di Pio X in termini di un uomo costantemente povero la cui carità si è riversata sui fedeli e sulla Chiesa tutta”.
Alla presentazione, cui hanno presenziato oltre cento invitati, erano presenti anche i sindaci di Riese, Tombolo e Salzano, i paesi dove nacque ed esercitò il suo ministero Giuseppe Sarto.

Fonte: Comunicato stampa
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