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Quel marchio difficile da togliere

Presentato mercoledì 4 mattina al cinema Corso di Treviso il film "Leoni" del regista vicentino Pietro Parolin vincitore di un bando della Regione Veneto e girato interamente nella Marca e a Ca' Marcello, villa di Piombino Dese. Protagonista Neri Marcorè

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Quel marchio difficile da togliere

Archetipi e non stereotipi. Così li ha definiti il regista Pietro Parolin riferendosi ai personaggi della sua opera prima “Leoni”, presentata in anteprima mercoledì 4 e uscita nelle sale italiane il giorno successivo. Sarà. Certo che in due giorni il Veneto e la città di Treviso non escono con un’immagine edificante: prima Oliviero Toscani e i veneti ubriaconi nel dna, poi questo film che mostra tutto il peggio della provincia. Certo, possiamo anche accettare che è il provincialismo che si può trovare anche in altre regioni, Lombardia, Piemonte “e anche nelle mie Marche”, ha spiegato il protagonista Neri Marcorè. Rimane il fatto che è girato a Treviso.
Ma veniamo alla storia: un figlio di papà, viziato e arrogante, Gualtiero Cecchin (Neri Marcorè, bravissimo con la sua parlata veneta), deve fare i conti con la crisi e darsi da fare per trovare i soldi per vivere. La sorella Elisa, professoressa, e suo marito, il sovrintendente di polizia Alessio Leopardi, sono una coppia con problemi: lei vissuta all’ombra di mamma (Piera degli Esposti), lui un insicuro cronico con l’unico obiettivo di distruggere Gualtiero e la casata dei Cecchin che non l’ha mai accettato. Tutti i personaggi di questa commedia corale sono coinvolti in “bassezze”, nessuno è completamente positivo o negativo fatto salvo il figlio di Gualtiero, che lavora per mantenersi agli studi, e ha un sogno, ritornare alle origini dell’impresa creata dal nonno. “Ho cercato di realizzare una commedia leggera - spiega il regista vicentino Pietro Parolin - che potesse arrivare a un pubblico vasto. La cronaca di tutti i giorni entra ma non viene approfondita. Rispetto alla gabbia di leoni, di cui parla Gualtiero all’inizio del film, o si vive o si muore. Ogni personaggio si trova di fronte a dei sì e ai dei no. Le riflessioni vengono lasciate agli spettatori dopo la visione del film”. Gualtiero Cecchin riesce a uscire vincitore dalla gabbia dei leoni, ma il suo personaggio non acquisisce valori perché continuerà a vivere frodando. Se è vero che la semplicità paga in termini etici e morali, e in termini di investimento per il futuro, lo è solo per il figlio Martino Cecchin.
Vincitore di un bando promosso dalla Regione del Veneto per valorizzare i giovani talenti, Pietro Parolin esordisce come regista nel film prodotto dal Centro sperimentale di cinematografia Production. Molti i veneti nel cast, da Anna Dalton a Pierpaolo Spollon. Il film è stato girato interamente in Veneto: nel centro storico di Treviso in tutti i suoi bellissimi angoli, a Susegana con l’antico castello nobiliare incorniciato tra le vigne, nella villa Cà Marcello a Piombino Dese.
Soddisfatti i tanti sponsor, che hanno supportato la pellicola, e la Treviso Film commission che negli ultimi 4 anni ha sostenuto la realizzazione di 15 produzioni con un investimento di 200.000 euro e un indotto complessivo di oltre 3,5 milioni di euro per il territorio. Questo è sicuramente un bel risultato, come sono belle le immagini del territorio trevigiano. E il film, da questo punto di vista, ne dà conto. Oltre ad essere una grande occasione per giovani veneti a cui il bando era dedicato, tra cui l’autore della colonna sonora il trevigiano Lorenzo Tomio.

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