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Treviso: sarà restaurata la facciata della Scuola del Santissimo Sacramento con l'affresco del Tiziano

L'edificio, eretto nel Cinquecento, sarà recuperato grazie a un'azione sinergica tra associazione Amici dei musei, Diocesi e parrocchia del Duomo. Hanno contribuito Comune di Treviso e CentroMarca banca. Il Vescovo è intervenuto alla presentazione del progetto

Treviso: sarà restaurata la facciata della Scuola del Santissimo Sacramento con l'affresco del Tiziano

Eugenio Manzato, presidente dell’Associazione Amici dei Musei, con tutta la sua competenza cerca di far vedere i tratti, invisibili ai più dell’affresco del Tiziano sulla facciata della Scuola del Santissimo Sacramento, eretta all’inizio del Cinquecento, piccolo edificio posto tra l’abside del Battistero di San Giovanni e il campanile del Duomo.

La facciata venne affrescata nel 1516 e l’anno successivo, nel 1517, venne affidato a Tiziano Vecellio il compito di dipingere il Cristo Risorto. Quell’affresco, purtroppo, si trova oggi in pessime condizioni.
Nonostante questo, le tracce rimaste rappresentano una testimonianza fondamentale non soltanto dell’attività del grande maestro, ma anche del clima culturale e artistico a Treviso all’inizio del Cinquecento.
Per questo, Diocesi, parrocchia del duomo e l’associazione Amici dei musei e dei monumenti hanno ritenuto doveroso recuperare quanto possibile della preziosa testimonianza.

A portare il saluto del vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi, nel giorno della presentazione del progetto di restauro, è stato il parroco del duomo, mons. Giorgio Riccoboni. “E’ doveroso dare comunicazione e rendere noti la gratitudine e il compiacimento del nostro Vescovo per l’avvio del progetto di recupero conservativo di una facciata tra le più nobili della chiesa trevigiana e della città. Non è solo la facciata di un edificio sacro - ha aggiunto don Riccoboni -. ma è espressione del volto della chiesa e della comunità dei credenti. Nella facciata come nel volto sono espressi il credere, la fiducia, la fede e la speranza. Il grazie del Vescovo va a tutti coloro che hanno promosso e sostenuto con costanza e tenacia questo progetto. Il restauro non è solo il recupero del passato, ma ravviva la consapevolezza del presente e rilancia il futuro”.

Don Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio arte sacra, ha sottolineato che “il restauro di questo importante affresco di Tiziano in un luogo pubblico - il complesso della Cattedrale e il Battistero - così importante ed identitario per la nostra Diocesi pone un importante tassello nel recupero del patrimonio di opere d’arte e fede presente nelle nostre chiese cittadine”. Un altro aspetto per ribadire l’importanza di questo edificio è il fatto che qui il beato Enrico viveva la sua quotidianità.

Ma il suo recupero non sarebbe possibile senza un’azione sinergica tra varie competenze, a cominciare dall’associazione Amici dei musei e dei monumenti di Treviso che ha nel 2018 incaricato l’arch. Rossella Riscica, il restauratore Antonio Bigolin e la storica dell’arte Chiara Voltarel di realizzare il progetto di restauro che è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso. A spiegarlo è il suo presidente, Eugenio Manzato: “Abbiamo preso spunto da un restauro di facciata dalla pubblicazione del volume «Treviso Urbs picta» promosso da Fondazione Benetton Studi Ricerche; e la scelta della Scuola del Santissimo è stata determinata innanzitutto dal degrado che ne rende urgente il restauro, ma  anche dalla sua importanza storico-artistica: opera documentata di Tiziano Vecellio in un momento, il 1517, fondamentale nel suo percorso artistico”.

Grazie a un contributo comunale (L.R. 44/1987), al supporto di CentroMarca Banca e a CEV Spa, Impresa di Costruzioni Edili di Treviso, partner tecnico che mette a disposizione i ponteggi ed eseguirà gratuitamente gli interventi edili, è stato possibile aprire il cantiere. Sembrava mancassero circa 10.000 euro per completare il restauro, ma il sindaco Mario Conte ha assicurato il suo interessamente perché venga coperto dal Comune di Treviso.
L’incarico per il restauro è stato appaltato alla restauratrice Francesca Faleschini. Un cantiere, quindi, per tre quarti al femminile.

“Sostenere convintamente l’opera di restauro di un bene come questo, conferma i tratti distintivi di CentroMarca Banca: la dimensione localistica e la promozione dell’economia, della cultura e dell’identità storica di paesi e città nei quali siamo insediati attraverso  una logica di ridistribuzione degli utili che è propria dei Crediti Cooperativi come il nostro, nati proprio per dare risorse alle attività di città e paesi” ha detto il presidente di CentroMarca Banca Tiziano Cenedese.  

“Siamo davvero orgogliosi di poter contribuire alla conservazione del patrimonio architettonico e artistico di Treviso, – ha dichiarato infine Antonello Vendramin, di Cev Spa –, città alla quale siamo legati culturalmente, e dalla quale abbiamo mosso i primi passi del nostro cammino imprenditoriale”.
L’intervento di restauro conservativo prenderà le mosse da una completa campagna diagnostica e durerà circa tre mesi.

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