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Fusioni: il 9 marzo tocca a Terralta Veneta

Il 9 marzo, Villorba e Povegliano, in 23mila andranno a votare per “Terralta Veneta”, il nuovo comune che dovrebbe nascere dallo loro fusione

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Fusioni: il 9 marzo tocca a Terralta Veneta

Il 9 marzo, Villorba e Povegliano, in 23mila andranno a votare per “Terralta Veneta”, il nuovo comune che dovrebbe nascere dallo loro fusione.

Serena (Villorba): sette milioni di mutui in più

“Nei prossimi dieci anni potremmo accendere 7 milioni di mutui in più”. Fa i conti Marco Serena, sindaco di Villorba, e porta a casa un risultato che sembra incredibile. “Guardi, non c’è da stupirsi. I conti sono presto fatti. Se la fusione con Povegliano passerà avremo 769 mila euro di contributi in più, un contributo per l’avvio da parte della Regione, 175mila euro di risparmi tra personale politico e altro e per tre anni niente patto di stabilità”.
Gli oppositori gli dicono che lo Stato non manterrà la parola, ma Serena tira diritto. Del resto l’argomento lo ha studiato bene, si è informato, è andato anche ad Aosta per vedere il front office più moderno d’Italia, per portarne uno simile nel futuro comune di Terralta.
“Nelle sedi di Terralta veneta immagino che si potranno attivare nuovi servizi come la compilazione gratuita dell’Isee, ci saranno sportelli multiservizi, si potranno fare i contratti del telefono, del gas e altro. Sono andato alle riunioni del Comitato del no e mi pare che la questione alla fine fosse il nome. Io ripeto sempre che una donna quando si sposa non guarda se il cognome del marito è bello o è brutto, ma guarda se lui, il futuro marito, è bello!”. Prosegue Serena: “Non ho perso le speranze neppure per Ponzano perché con la nuove legge introdotta dal ministro Del Rio si potranno fare le incorporazioni e potremmo, una volta partiti, di fronte a un buon risultato, accogliere Ponzano: perché no?”.

Zappalorto (Povegliano): "Popolazione coinvolta in tutte le fasi"

“Fin da subito abbiamo cercato di informare la popolazione per una scelta consapevole”. Sergio Zappalorto, sindaco di Povegliano, conferma di aver spiegato ai cittadini tutte le varie fasi del processo di fusione. “Abbiamo elencato i passaggi istituzionali, i cambiamenti pratici, chiarito che a Povegliano sarà realizzato comunque un «front office» assai efficiente. Abbiamo chiarito soprattutto che si tratta di un intervento preventivo per non trovarci tra qualche mese a fare i conti con un bilancio insostenibile o peggio ancora ad essere costretti dallo Stato a fonderci con le modalità e i compagni decisi dallo Stato e senza alcuno degli attuali contributi economici”.
Nascerà un comune tra Povegliano e Villorba di ben 23mila abitanti, che potrà per tre anni sforare il patto di stabilità e quei 4 chilometri che oggi dividono i due comuni diventeranno un risorsa, il ponte per servizi efficienti e sostenibili. “Spero che i giovani capiscano questa innovazione. Anche il nome scelto, Terralta, che ricorda la difesa di questo territorio dalle alluvioni mi pare possa aiutare a dare nuova consapevolezza alla nostra gente”. Zappalorto ha voluto dare la possibilità ai cittadini di decidere anche di fronte ad alcune resistenze che venivano dell’interno della sua maggioranza di centrosinistra. A Povegliano la partita è aperta. Pesa anche il ritiro di Ponzano che se avesse aderito avrebbe contribuito a costituire un realtà molto significativa.

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