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L'accusa dei comitati: treni sempre trascurati dalla Regione

Il 92,46 % delle spese del Veneto per le infrastrutture dal 2003 al 2013 è servito a costruire strade e solo il 7,5% per le ferrovie. Un indirizzo preso dal governatore Galan che non si è voluto cambiare. La Lombardia nello stesso periodo ha speso il 33,52% per le ferrovie, il Piemonte il 46,36%, meno del Veneto solo la Sicilia, il Molise, Friuli, Lazio e Liguria.

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L'accusa dei comitati: treni sempre trascurati dalla Regione

“Per i pendolari il 2014 e l’orario cadenzato ha approfondito le ferite e il disastro del trasporto ferroviario veneto. Ora la delega ai trasporti - commenta Angela Stortini del Comitato pendolari del Veneto - l’ha assunta direttamente il governatore della regione Luca Zaia - viste le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex assessore Chisso - ed è anche responsabilità sua se il Veneto ha scelto la gomma, ha privilegiato l’asfalto e le automobili, rispetto al treno e alla metropolitana di superficie”. Il rapporto Pendolaria di Lega ambiente conferma le parole della Stortini. Il 92,46 % delle spese del Veneto per le infrastrutture dal 2003 al 2013 è servito a costruire strade e solo il 7,5% per le ferrovie.
Un indirizzo preso dal governatore Galan che non si è voluto cambiare. La Lombardia nello stesso periodo ha speso il 33,52% per le ferrovie, il Piemonte il 46,36%, meno del Veneto solo la Sicilia, il Molise, Friuli, Lazio e Liguria. “Per la Regione Veneto non esistono i lavoratori tra le 22 di sera e le 6 del mattino. Camerieri, portieri d’albergo, artisti, operai di aziende a ciclo continuo, forze dell’ordine, medici e infermieri secondo Trenitalia e la Regione Veneto lavorano solo di giorno; ospedali, hotel, stazioni di polizia non funzionano di notte - commenta ironicamente la Stortini -. Si è scelto di utilizzare gli autobus dopo la mezzanotte ben sapendo che i pendolari in questi orari sono ben di più dei cinquanta posti garantiti da un autobus”. Con la fine dell’anno scolastico Trenitalia ha scelto di tagliare ancora, via i treni di mezzogiorno, i treni che riportavano a casa gli studenti. “Va bene ridurre, ma cancellare tutto significa che anche in questo caso ci si dimentica di alcune tipologie di lavoratori. La linea Portogruaro Mestre Venezia perde quasi tutti i treni che arrivano a fine corsa a Mestre, i famosi Stadler azzurri non passano più, sono parcheggiati tra Portogruaro e Mestre”. L’introduzione dell’orario cadenzato non ha migliorato la situazione.
“L’unica linea che ha migliorato la propria situazione è la Venezia Padova, comprensibile dato che il traffico su questa linea ha conseguenze e ripercussioni sull’intero territorio nazionale”. Poco prima delle 22 si smette di circolare tra Bassano del Grappa e Venezia, impossibile iniziare il lavoro alle 7 del mattino provenendo da Venezia o da Bassano del Grappa. E qualcuno, ricordando la vicenda del Mose in cui è coinvolto Chisso, sul sito dei Pendolari del Veneto orientale scrive: “25 milioni di fondi neri sottratti alla collettività! E ci vengono a dire che non ci sono 1,4 milioni per il treno notturno”.

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