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La Laudato Si' fa da sfondo alla protesta dei giovani su clima e ambiente

La protesta dei giovani sul clima è rimbalzata tra i partecipanti al 4° Seminario nazionale dell’Ufficio di Pastorale sociale e problemi del lavoro, che si stava svolgendo a Treviso, all’hotel Maggior Consiglio.

La Laudato Si' fa da sfondo alla protesta dei giovani su clima e ambiente

“I milioni di giovani che oggi in tutto il mondo stanno manifestando per chiedere politiche più coraggiose e coerenti per contrastare i mutamenti climatici sono molto importanti per il nostro Paese e per l’Europa. Sono una grandissima spinta per rilanciare l’economia su nuove basi. Stamattina, qui a Treviso, sono andato a vedere. Erano tantissimi”. Le parole dell’on. Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola, sono rimbalzate venerdì scorso tra i partecipanti al 4° Seminario nazionale dell’Ufficio di Pastorale sociale e problemi del lavoro, che si stava svolgendo a Treviso, all’hotel Maggior Consiglio (vedi articoli a pagina 9). Una felice coincidenza. Così, il Seminario non si è esaurito dentro le mura della sala che ha accolto i convegnisti. Stimoli, provocazioni, sono arrivati in contemporanea dalle piazze di tutto il mondo. Mettere “in circolo” la Laudato Si’, le buone pratiche che stanno sorgendo dal basso, e gli appelli che arrivano dai giovani è la sfida che coinvolge le comunità.

Ha proseguito Realacci: “Devo dire che dalla crisi del 2008 il documento più dirompente è la Laudato Si’ di Papa Francesco”. Tornando ai giovani manifestanti, ha avvertito l’ex parlamentare, il rischio è “di non trovare una sintesi adeguata tra parole d’ordine radicali e semplici e la complessa realtà politica ed economica. Uno stallo che potrebbe non portarci a risultati concreti”.

In tanti, ha fatto notare Realacci, che in questi anni hanno trascurato la necessità di affrontare i problemi ambientali, in queste ore stanno lodando la novità delle manifestazioni. Ma sono pronti a tornare agli sterili dibattiti di sempre”.

Riflette Cecilia Dall’Oglio, di Giustizia e Pace Europa, coordinatrice di un laboratorio: “I giovani ci stanno facendo vedere il futuro, con una purezza che speriamo resti tale. Ho visto positivamente anche il coinvolgimento delle famiglie e delle scuole. Questi giovani ci aiutano a vivere per davvero le cose belle che ci siamo detti in questi giorni. E non pensiamo che siano così distanti dai discorsi che facciamo, per esempio le nuove generazioni colgono l’autenticità che c’è nel messaggio di papa Francesco, le sue parole arrivano al cuore di tutti”.

Conferma suor Alessandra Smerilli, docente alla Pontificia facoltà di Scienze della formazione Auxilium (nella foto): “Diciamolo pure, dai giovani ci è arrivato un autentico scossone, ci fa capire come questo tema sia in cima alle loro priorità e la cosa bella è che li abbiamo visti in carne e ossa, non solo sui social. Mi pare che noi adulti siamo chiamati a stabilire un’alleanza seria con loro, sostenerli e spalleggiarli perché la protesta porti a scelte politiche”. Di una cosa, suor Alessandra è sicura: “La Laudato Si’ faceva da sfondo ieri alla protesta dei giovani, l’ho colto dai messaggini che ricevevo. Come Chiesa abbiamo un importante ruolo, sta a noi veicolare i messaggi giusti”. A quanto pare, la sintonia tra una “Chiesa formato Laudato Si’” e le nuove piazze è più profonda di quello che sembra. Un’occasione da non perdere.

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