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Plastica addio, l'esperienza di Dopla: "Il bio è una sfida ma la direttiva europea è spropositata"

Per ridurre l'inquinamento mondiale marino, si vieta l'utilizzo di piatti e posate in plastica. Ma siamo davvero sicuri che questa sia la soluzione?Lo abbiamo chiesto a DOpla spa, azienda con quartier generale a Casale sul Sile, fra i leader europei nella produzione di stoviglie in plastica e contenitori monouso per alimenti. Oggi il gruppo industriale ha un fatturato di 240 milioni di euro, circa 500 dipendenti e stabilimenti a Manfredonia e Repubblica Ceca, oltre a quello di Casale sul Sile.

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Plastica addio, l'esperienza di Dopla: "Il bio è una sfida ma la direttiva europea è spropositata"

Esistono problemi complessi, che si cerca di risolvere con soluzioni semplici. Un esempio di assoluta attualità, è la nuova Proposta di Direttiva europea sull'uso delle plastiche. Per ridurre l'inquinamento mondiale marino, si vieta l'utilizzo di piatti e posate in plastica. Ma siamo davvero sicuri che questa sia la soluzione?

Lo abbiamo chiesto a DOpla spa, azienda con quartier generale a Casale sul Sile, fra i leader europei nella produzione di stoviglie in plastica e contenitori monouso per alimenti. Fondata nel 1964 dalla famiglia Levada, che continua a detenerne il controllo, oggi il gruppo industriale DOpla ha un fatturato di 240 milioni di euro, circa 500 dipendenti e stabilimenti a Manfredonia (Foggia) e Repubblica Ceca, oltre a quello di Casale sul Sile, al quale si aggiungono varie piattaforme logistiche in tutta Europa; la quota di export raggiunge quasi il 30% della produzione.

“Non esistono stoviglie buone o cattive, – spiegano in DOpla – bensì comportamenti giusti o scorretti. Siamo assolutamente d'accordo sulla necessità di ridurre l'inquinamento del pianeta, a cominciare da quello dei mari. Per questo siamo impegnati da anni, insieme alle associazioni di categoria di cui facciamo parte all'interno del sistema Confindustria, per ridurre il più possibile l'impatto ambientale, ragionando in ottica green e di riciclaggio del prodotto. In particolare noi come DOpla, già da parecchi anni, a fianco alle linee tradizionali in plastica, proponiamo una linea naturale di stoviglie ecologiche prodotte nei nostri stabilimenti con materie prime rinnovabili di origine vegetale, biopolimeri ricavati dalla soia, polpa di cellulosa ricavata da fibre residue della lavorazione di alcune piante come la canna da zucchero. Eppure, nel libero mercato della Grande Distribuzione fino allo scorso anno, la richiesta di questo genere di prodotti era inferiore all’ 1%”.

 “Se ci aggiungiamo – spiega Antonio De Danieli, responsabile Marketing di DOpla spa – che le stoviglie in plastica rappresentano appena lo 0,6% di tutta la plastica utilizzata in europa, e che il 90% dell’inquinamento marino mondiale è causato da 10 fiumi extraeuropei  e piatti e bicchieri non figurano neppure tra i primi 10 oggetti ritrovati lungo le nostre spiagge, ci viene il dubbio che nella Direttiva europea ci sia qualche controsenso.

La Proposta di Direttiva EU non ha poi valutato l’impatto economico negativo che questa affrettata proposta potrebbe generare al Paese.  Quasi il 50% delle stoviglie in plastica vendute in Europa sono made in Italy: metterle al bando danneggerebbe soprattutto l’industria nazionale che dà lavoro diretto a quasi 3000 persone e fa parte di una filiera, quella della gomma-plastica, che costituisce un’eccellenza italiana. DOpla sta lavorando da anni per la riconversione degli impianti, ma sarà un processo lungo. Per un Paese come l’Italia, dove le multiutility assieme a CONAI  e COREPLA hanno messo a punto un sistema eccellente di raccolta e riciclo delle materie plastiche, lo ripetiamo, la Direttiva europea rappresenta una misura assolutamente spropositata rispetto alla situazione di fatto”.

La Proposta di Direttiva “Marine Litter” andrebbe inquadrata nel pacchetto per l’economia circolare deliberato dall’Europarlamento che pone l’obiettivo di raggiungere, entro il 2025, un quantitativo di imballaggi in plastica avviata al riciclo pari al 55%. L’Italia è un paese virtuoso, da questo punto di vista, con una quota di imballaggi in plastica riciclati del 43% e un tasso di circolarità dell’economia (rapporto percentuale fra materie prime secondarie e il totale del consumo interno di un Paese) del 18,7% a fronte di una media europea dell'11,4%.

DOpla è convinta che questa sia la strategia più opportuna per salvaguardare l’ambiente ed è pronta a collaborare per migliorare i sistemi di raccolta delle stoviglie in plastica.

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