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Sei donna? Guadagni di meno

Nel mondo le donne guadagnano mediamente il 23% in meno degli uomini. Un divario retributivo che esiste in tutti i Paesi e in tutti i lavori. Per l’Onu è “il più grande furto della storia”.

Parole chiave: donna (21), 8 marzo (18), parità (24), lavoro (232)
Sei donna? Guadagni di meno

Bambina, 10 anni: Ho scoperto che la mia paghetta è più bassa di quella di mio fratello, Figo no?
Ragazza, 25 anni: Mi sono laureata con il massimo dei voti e ho già trovato un lavoro che mi paga meno del mio compagno di corso. Sono felicissima!
Donna, 35 anni: Quando, dopo la gravidanza, sono tornata al lavoro non avevo più una scrivania. E’ stato bellissimo quando l’ho scoperto.
Donna, 45 anni: Ho dedicato tutta la mia vita al lavoro, ma la soddisfazione più grande è arrivata quando mi hanno detto che non mi meritavo un ruolo nel Cda.
Donna, 60 anni: Io sono in pensione da poco e da poco sono anche nonna. Alla mia piccola Sofia auguro di diventare una grande donna, poco importa se poi verrà pagata meno di uomo. La vita va così!
Sono i dialoghi, surreali ma che si basano su una triste realtà, della pubblicità progresso che da qualche mese è tornata in televisione, ideata nel 2018 per sollevare ancora una volta una delle questioni più importanti nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo, il gender pay gap, il differenziale retributivo di genere, tra uomo e donna. Nel mondo le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini e l’Onu l’ha definito “il più grande furto della storia” contro le donne. Differenze che, lo dicono i dati, si riducono molto più lentamente degli altri divari che pur esistono tra uomini e donne, nell’occupazione, nell’istruzione e nella rappresentanza nelle istituzioni, ad esempio. Più radicato e più generalizzato. Altrove la soluzione si è trovata con le quote rosa. Qui è tutto più complicato.
Gli ultimi dati Istat sulla disparità economica tra uomini e donne in Italia, relativi al 2014-2016, indicano che per le donne, le retribuzioni orarie sono distribuite verso i livelli più bassi: nel 2016 ha percepito una retribuzione oraria superiore a 15 euro il 17,8% delle donne contro il 26,2% degli uomini, mentre uno stipendio orario inferiore a 8 euro è stato percepito dall’11,5% delle donne e dall’8,9% degli uomini. A questo si aggiunge che il tasso di occupazione femminile in Italia è più basso della media europea (lavora solo il 48,9% delle donne contro il 62%); le donne, come detto, guadagnano meno degli uomini e fanno più fatica a ottenere il passaggio di livello; al termine del periodo lavorativo, ovviamente, risulta che il 52% delle pensioni delle donne sono sotto i mille euro. Quando la donna rimane a lavorare, perché una donna su tre lascia il lavoro dopo un figlio. E si somma un altro dato: la maggior parte del lavoro di cura (figli, anziani, malati, casa) grava su di loro. E non si vede come le cose possano cambiare a breve. (Lucia Gottardello)

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