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Sindacati, Primo maggio a Vittorio Veneto: lavoro, pace e sicurezza

“Vivere in pace. Lavorare in sicurezza oggi 100 anni dopo la grande guerra” è il tema scelto per il Primo maggio che le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno promosso, per la provincia di Treviso, in piazza Minucci a Vittorio Veneto

Parole chiave: primo maggio (9), lavoro (232), sindacati (57)
Sindacati, Primo maggio a Vittorio Veneto: lavoro, pace e sicurezza

“Vivere in pace. Lavorare in sicurezza oggi 100 anni dopo la grande guerra” è il tema scelto per il Primo maggio che le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno promosso, per la provincia di Treviso, in piazza Minucci a Vittorio Veneto. A partire dalle ore 10 interveranno la prefetta di Treviso Laura Lega, la segretaria della Cisl Cinzia Bonan, il segretario della Cgil Giacomo Vendrame, il sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon, il direttore dello Spisal Ulss 2 Roberto Agnesi, lo storico Giuliano Casagrande.
Il tema della sicurezza nel mondo del lavoro è, quest’anno più che mai, al centro della riflessione del Primo maggio, dato l’alto numero di morti sul lavoro registrato da inizio anno. Nonostante sia aumentata l’attenzione alla sicurezza sul lavoro, episodi tragici si registrano in tutta Italia. Si tratta di uno degli aspetti più dolorosi. Con i due morti nel bergamasco nel giorno di Pasqua, sono 151 i lavoratori morti sui luoghi di lavoro nel 2018. Un numero notevolmente superiore rispetto ai 113 dello stesso periodo del 2017. L’anno scorso i morti sui luoghi di lavoro, secondo i dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna, sono stati 632. Con 20 morti è il Veneto la Regione che conduce la triste classifica, segue la Lombardia e poi il Piemonte. Milano, con 8 decessi, è la provincia con più morti sul lavoro, seguono due province venete, Treviso e Verona con 7 morti.
Secondo l’ultimo report relativo al 2017, il 20% delle vittime sono agricoltori schiacciati dal trattore. Ma a morire più di tutti sul lavoro sono gli edili: la maggior parte di loro sono vittime di cadute dall’alto (tetti e impalcature). Gli stranieri morti sono stati oltre il 10% del totale, mentre il 25% delle vittime ha più di 60 anni. Secondo i dati ufficiali dell’Inail, poi, oltre alle morti crescono anche gli infortuni sul lavoro: tra gennaio a luglio dello scorso anno le denunce sono state circa 380mila, con un incremento dell’1,3%.

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