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Speciale 130°, la voce dei politici locali: "Vita? Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla"

E' quanto afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Questo giornale è la storia della nostra comunità". Il sindaco Conte: rappresenta un costante punto di incontro fa Istituzioni civili, religiose e cittadini, che possono trovare in questa testata un riferimento e una guida". L'apprezzamento del presidente della Provincia Marcon -"Fate davvero un buon lavoro" - e dei sindaci Maccarrone (Camposampiero) e Cereser (San Donà).

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Speciale 130°, la voce dei politici locali: "Vita? Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla"

Giornale profondamente radicato nel territorio. Questo ha sempre voluto essere, in questi 130 anni, la Vita del popolo. Naturale, svolgendo questo ruolo, avere come interlocutori privilegiati non solo i parroci, ma anche i sindaci e in generale gli amministratori comunali. Un rapporto “storico”, che affonda nelle prime battaglie del Movimento cattolico, quando, a causa del “Non expedit” i cattolici non partecipavano alla vita politica nazionale, e prendevano invece parte a quella dei municipi. Si potrebbero poi ricordare i difficili momenti della ricostruzione dopo le due guerre, e la lunga stagione in cui molti sindaci facevano politica provenendo dalle file dell’associazionismo cattolico. Ma La Vita del popolo è stata importante anche nel sensibilizzare i cittadini nella stagione degli Statuti comunali, e poi in quella dell’elezione diretta del sindaco.

Anche oggi la Provincia e i Comuni restano interlocutori decisivi. I sindaci sono spesso interpellati, nelle pagine locali e nello spazio di “Paesi&Città”. Ancora di più ciò sta accadendo in questo periodo, a causa dell’emergenza Covid e della sfida rappresentata dal Pnrr.

Loro, gli amministratori locali, volentieri riconoscono la peculiarità della Vita del popolo nel panorama informativo locale.

Il sindaco di Treviso Conte: Luogo d'incontro e riflessione"

"Informare e approfondire. Sono questi i principi che hanno accompagnato e accompagnano tuttora il percorso di “La Vita del popolo”, settimanale diocesano che in 130 anni ha saputo raccontare gli accadimenti, i fatti storici e le persone che hanno segnato la storia della città. Un aspetto particolarmente importante, che ancora oggi, in un mondo sempre più veloce e frenetico nelle sue dinamiche comunicative, caratterizza i contributi pubblicati sia nella versione cartacea sia online, è la capacità di andare a fondo e di portare sempre nuovi spunti di riflessione". Lo scrive il sindaco di Treviso, Mario Conte.

"In più - prosegue", La Vita del popolo rappresenta un costante punto di incontro fa Istituzioni civili, religiose e cittadini, che possono trovare in questa testata un riferimento e una guida per chi vive la Chiesa, la comunità, la vita della città e del territorio della diocesi in tutte le sue (spesso anche complesse) sfaccettature e dinamiche. In un periodo molto difficile come quello che abbiamo vissuto e che, in parte, stiamo ancora vivendo a causa del Covid-19, La Vita del popolo ha fornito e fornisce tuttora un contributo importantissimo attraverso un’informazione di qualità, che anche nei momenti più drammatici ha saputo informare con equilibrio, portando a conoscenza della collettività tutte le iniziative a sostegno dei bisognosi, in ambito sociale e di volontariato. A nome della comunità trevigiana rivolgo dunque un plauso al direttore, mons. Lucio Bonomo, e alla redazione oltre che un augurio di buon proseguimento in questo straordinario lavoro al servizio dei cittadini e dei lettori".

 

Il presidente della Regione Zaia: "E' davvero la storia della nostra comunità"

“La Vita del popolo? Se non ci fosse bisognerebbe inventarla”. E' quanto afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Questo giornale - spiega il Governatore - è  la storia della nostra comunità. 130 anni sono un lungo periodo vissuto appieno, a fianco ai trevigiani, ma soprattutto ricordiamo quanti eventi sono stati riportati attraverso le cronache della Vita del popolo, cose belle e cose brutte. Penso alle tragedie che hanno caratterizzato questi decenni di storia e che abbiamo vissuto insieme, condiviso con la Vita del popolo”. Continua Zaia:“Questo giornale fa pienamente parte della comunità, è parte dell’identità della Marca trevigiana e degli altri territori toccati dalla diocesi di Treviso”.

“Mi sento veramente di rivolgere un augurio di buon anniversario - conclude il presidente - e aggiungo un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno creduto, lavorandoci: ai direttori che si sono avvicendati, ai vescovi che l’hanno sostenuta, a tutti i giornalisti, e naturalmente a tutti coloro che fanno l’abbonamento”.

 

Marcon (presidente Provincia di Treviso): "Fate davvero un buon lavoro"

“Mi sento di esprimere un plauso e un ringraziamento, insieme all’augurio”, afferma il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, che è anche sindaco di Castelfranco Veneto.

“Si tratta di un giornale - riconosce - dai toni sempre misurati, oggettivo, non scade in banalità e scandalismi, senza polemiche gratuite. Al tempo stesso, è capace di analisi e approfondimento. Mi pare di poter dire che La Vita del popolo rappresenta un giornale con un piglio diverso, rispetto agli altri. Fate davvero un buon lavoro”.

Maccarrone (Camposampiero): "Attento ai temi strategici"

Ci spostiamo in provincia di Padova, con il parere della sindaca di Camposampiero, Katia Maccarrone: “Desidero rivolgere i migliori auguri al settimanale La Vita del popolo, storica voce della Diocesi trevigiana, per il suo 130° compleanno. Mai un titolo di testata fu più appropriato, per il taglio giornalistico, che prosegue anche oggi, di attenzione al «popolo» in tutte le sue manifestazioni, di vita religiosa, ma anche civile”.

Prosegue la sindaca: “La mia storia personale e familiare, mi lega a questo settimanale con un particolare affetto. Come sindaca apprezzo molto l’attenzione ai temi strategici per i nostri territori: ambiente, sviluppo, welfare, viabilità, economia. Centrali nelle pagine della Vita del popolo sono anche la solidarietà e la famiglia, radici del nostro vivere sociale, che dobbiamo promuovere anche nell’attività politico amministrativa. Grazie, dunque, e buon proseguimento”.

Cereser (San Donà): "Un grande contenitore di buone pratiche"

Dalla Città metropolitana di Venezia, ecco la voce di Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave: “Personalmente, mi sono sentito sempre molto legato alla Vita del popolo, un giornale che mi ha consentito di imparare tanto. Trovo che, tra le altre cose, sia un grande contenitore di buone pratiche, non solo dal punto di vista ecclesiale, ma anche civile. E’ sempre molto attento nel raccontare la vita delle Amministrazioni”.

Cereser aggiunge un particolare legato a San Donà: “Questa città è stata plasmata da colui che fu chiamato «il vescovo del Basso Piave», da mons. Saretta, che in precedenza, da giovane, aveva diretto proprio il giornale diocesano. Credo che il legame tra questo territorio e la diocesi sia passato in modo significativo per la Vita del popolo”.

Per finire, un augurio rispetto al futuro: “Mi piacerebbe che, ancora di più rispetto a oggi, «Vita» diventasse luogo di dibattito e approfondimento, in cui trovare la bussola in tempi di non facile lettura e di rapida evoluzione”.

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