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Treni e pendolari: va sempre peggio

Il 2014 doveva essere l’anno della riscossa, grazie all’avvio dell’orario cadenzato. Invece i ritardi e le cancellazioni sono aumentati e pure il biglietto. Il primato della Feltre-Padova.

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Treni e pendolari: va sempre peggio

Sembrava che tra febbraio e marzo il treno che percorre la linea da Feltre a Padova avesse trovato un suo equilibrio, che l’orario cadenzato avesse fatto il miracolo di portare al di sotto dei 300 minuti mensili di ritardo una linea che non era mai riuscita a farlo dal 2012, anno in cui ha cominciato le sue rilevazioni il comitato “Binariquotidiani”.
Invece ad aprile ecco riprendere il trend negativo e a maggio la media del ritardo mensile arriva addirittura a 381 minuti. Si tratta di una linea fondamentale per i pendolari, perché raccoglie gran parte degli utenti della Pedemontana del Grappa e del Montello, oltre che lavoratori e studenti provenienti dal Bellunese e dalle Dolomiti. Ha lo snodo fondamentale nella stazione di Montebelluna, dove serve lavoratori e studenti della zona, ma dove anche si può proseguire verso Treviso e Padova.
Il primato della Feltre-Padova
Una linea strategica per il Veneto e per la provincia di Treviso, che sembra soffrire in particolare la giornata di mercoledì, quando si raggiungono i 400 minuti di ritardo, guarda caso proprio nel mezzo dell’attività produttiva e delle lezioni di scuole e università. La linea soffre nella fase di ritorno serale, la settimana del 2 maggio e quella successiva hanno visto quadruplicare i ritardi medi. Scomponendo i dati di questa linea si vede che nei primi cinque mesi dell’anno la Calalzo Belluno ha visto ben 1.000 treni soppressi, mentre nello stesso periodo da Belluno, Montebelluna a Padova, su 1422 treni monitorati, 311 sono risultati in orario alla stazione di Montebelluna mentre per altri si è accumulato un ritardo complessivo di 4.557 minuti. Molto peggio è andata per Castelfranco Veneto dove, su 1.407 treni monitorati, solo 5 sono risultati in orario con un ritardo complessivo di 7.575 minuti, a Padova infine, su 1.354 corse monitorate, 384 erano in orario, ma in totale ci sono stati 4.785 minuti di ritardo.
Va molto peggio per la tratta di ritorno dove lo standard di puntualità, calcolato da Binariquotidiani, scende a - 20.50: un calvario ritornare da Padova. Meglio l’indice di puntualità per la linea di Montebelluna Treviso, che in andata arriva a + 3,7 e al ritorno a +4,9. Arrivano a Treviso in orario la metà delle corse monitorate e a Montebelluna quasi tre su quattro. Aiuta molto il fatto che il tempo di percorrenza complessivo sia solo di 22 minuti, molto breve.
Il fallimento dell’orario cadenzato
Il 2013 doveva essere l’anno della riscossa dei treni locali per i pendolari. Regione Veneto e Trenitalia lo avevano descritto come la panacea per il trasporto dei pendolari e doveva portare anche a una riduzione dei costi. I ritardi e le cancellazioni invece sono aumentati e pure il biglietto. Per di più non c’è stata nessuna attenzione all’integrazione tra gli abbonamenti, così chi deve acquistare quello del treno, dell’autobus e del vaporetto li compra tutti a prezzo intero, senza sconti.
A Preganziol si fermeranno i regionali
Una piccola battaglia l’ha vinta Preganziol che in aprile aveva chiesto, presentando tremila firme, all’ex assessore Chisso la fermata anche a Preganziol dei Regionali veloci. Chisso l’8 maggio dichiarò che era allo studio il piano di potenziamento delle corse. “La Regione – spiegò – studierà una serie di servizi ferroviari che coinvolgano le fermate di Preganziol. E’ previsto un nuovo treno Treviso-Venezia con partenza alle 5.07 e arrivo alle 5.46 in sostituzione dell’attuale  pullman. Ci sarà un nuovo treno Venezia-Treviso con partenza alle 00.4 che effettua tutte le fermate intermedi e l’inserimento di una coppia di treni serali Treviso-Udine e viceversa”. Per ora questa novità non c’è negli orari, decaduto Chisso cosa succederà?
A est sempre peggio
Per quanto riguarda il Veneto orientale, con la difficilissima situazione di Portogruaro e di Quarto d’Altino si muove il consiglio comunale di San Donà che ha messo all’ordine del giorno della prossima riunione proprio l’orario cadenzato. Con l’entrata in vigore della sua versione estiva spariscono i treni con destinazione Mestre. Sparisce il treno che parte da Portogruaro alle 5,06 e così un’infermiera di Quarto d’Altino, che lavora all’ospedale Civile di Venezia, inizio turno alle 7, ha dovuto cambiare casa.
Il Veneto ha scelto l’auto
Il Veneto spende meno di Lombardia (circa un terzo), Toscana, Emilia Romagna per i pendolari secondo il rapporto Pendolaria 2013 di Lega Ambiente. Il Veneto con il nuovo orario ha tagliato i collegamenti interregionali con Lombardia e Friuli, mentre dei 314 milioni di euro necessari per la metropolitana di superficie, Smfr, ha finanziato solo 193 milioni. Tutto questo mentre il traffico pendolari cresce in maniera esponenziale in Italia, siamo ormai vicini a 3 milioni di viaggiatori al giorno e sono in crescita gli abbonamenti. Intanto nel 2013 Trenitalia ha soppresso 8 treni giornalieri tra Venezia e Milano, rinunciando a un collegamento prezioso.

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