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Treviso si ferma nel ricordo di settant'anni fa

Si sono tenute questa mattina le celebrazioni per il 70° anniversario del bombardamento. Messa a Santa Maria Ausiliatrice con il Vescovo, che ricorda la figura di mons. Mantiero, e cerimonia in piazza dei Signori

Parole chiave: 7 aprile 1944 (10), celebrazioni (2), ricordo (9), treviso (1535), bombardamento (12), manildo (133)
La cerimonia in piazza dei Signori

Ieri, 7 aprile, si sono tenute le celebrazioni ufficiali in memoria del tragico bombardamento di Treviso del 7 aprile 1944. Alla Santa Messa nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, presieduta dal vescovo mons. Gianfranco Agostino Gardin, hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni, delle Forze dell’Ordine e delle numerose associazioni di combattenti di Treviso. “Monsignor Mantiero, vescovo di Treviso durante dal 1936 al 1956, – afferma il vescovo – è una figura straordinaria. Nonostante i bombardamenti non ha mai abbandonato la città e subito dopo le devastazioni, non solo quella del 7 aprile, si aggirava sempre per la città per consolare la gente. Ha messo in atto importanti opere di carità come il refettorio per i poveri che preparava pasti e un ufficio in Curia che dava agli abitanti un sostegno in denaro. Inoltre ha dato grande sostegno morale ai parroci”.

Monsignor Gardin ricorda anche un avvenimento particolare legato alla figura del suo predecessore: “I vescovi del Veneto predisposero una lettera che prendeva posizione contro le rappresaglie tedesche e Mantiero ordinò che la stessa venisse letta di domenica durante la Santa Messa, in tutte le Chiese della diocesi. Il commando tedesco minacciò rappresaglie contro i parroci che l’avessero letta ma Mantiero prese posizione dicendo che l’unico responsabile di quella decisione era lui stesso e non i parroci. Nessuno venne toccato”. Partendo dalla lezione del vescovo Mantiero e del bombardamento di Treviso, Monsignor Gardin conclude: “La Chiesa deve dire con forza che se non lavoriamo per la pace non c’è speranza in quanto oggi le armi sono ben diverse da quelle di un tempo. Il fatto che Treviso ricordi sempre questa ricorrenza è una cosa bella. Gli anziani, infine, devono raccontare ai giovani queste vicende perché ogni testimonianza vale molto più di un sermone".

La giornata è poi continuata con la commemorazione in Piazza dei Signori . Ai solenni rintocchi del campanone civico, durati per sette minuti, è seguita l’esecuzione dei brani “Tumbalalaika”, canto yiddish; “Daur San Peri”, canzone in lingua friulana e “Katiuscia”, canto popolare russo da parte della scuola Media "Luigi Stefanini" diretta dal maestro Giancarlo Rado. I ragazzi dall'associazione "Francesco Manzato" hanno invece eseguito “Oblivion” di Piazzolla. Il coordinamento musicale è stato curato dal Professor Antonio Chiarparin. Il Professor Marco Ervas, ha invece letto “Il Cielo è rosso” di G. Berto, brani tratti da R.Serra, esame di coscienza di un letterato e i sonetti senza rime di Massimo Stringa.
Per un intero minuto dalle 13.12 hanno risuonato all’unisono tutte le chiese cittadine mentre il cerimoniere leggeva la lista dei 123 bambini morti sotto il bombardamento.   
“Siamo qui riuniti oggi per celebrare il 70 anniversario del 7 aprile 2014 – dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo -  Una data che la città di Treviso ha deciso di ricordare organizzando un fitto calendario di eventi: quattro le giornate di studio che grazie alla collaborazione di Istresco, fondazione Mazzoti, Benetton, Cassamarca e l’archivio di stato siamo riusciti a organizzare. Il tema scelto è stato quello della ricostruzione. Una scelta importante perché, insieme ai momenti tragici di questo anniversario, è necessario ricordare la grande spinta, il lavoro che i cittadini trevigiani hanno fatto per ricostruire la città. Il senso di comunità di quei giorni deve essere anche il senso di comunità che ci guida oggi. Solo lavorando insieme è possibile cambiare e ricostruire, dando un nuovo volto alla città. Ringrazio quindi tutti i presenti, le persone che hanno voluto essere qui oggi. Ed è con un messaggio di pace che voglio chiudere il mio breve intervento. Il Comune di Treviso infatti ha aderito di recente, con una delibera di giunta, al coordinamento provinciale della Marca Trevigiana degli enti locali per la pace i diritti umani. Un gesto non solo simbolico ma di grande impegno a sostegno di tutte le iniziative che possano favorire l’integrazione, l’inclusione e il superamento di barriere materiali e culturali”.

Infine,la celebrazione della Santa Messa in ricordo dei 123 bambini morti nel bombardamento alla chiesetta della Madonnetta a Santa Maria del Rovere. “La questione dei bambini – afferma Federica Franzoso, comandante della Polizia Locale di Treviso – è molto delicata. Come genitore è difficile affrontare certi ricordi anche se non sono parte del nostro vissuto. Noi viviamo a contatto con i bambini delle scuole e degli asili e la morte di bambini è umanamente inaccettabile. Perdere un figlio è il dolore più grande per un genitore e solo a ricordare questi piccoli morti si muovono emozioni e sentimenti. Rappresentiamo la vigilanza del Comune – aggiunge – e dunque siamo un corpo che fa parte della storia della città. Basti pensare che alcuni nostri operatori qui presenti sono figli o nipoti di persone che hanno vissuto la guerra ed il bombardamento”.

La giornata di commemorazione si è conclusa con il grande “Concerto per il 70° del bombardamento del 7 aprile 1944” presso il Tempio di San Francesco intonato dai “Sonatori de la gioiosa marca” con musiche di Pietro Antonio Locatelli e Giovan Battista Pergolesi. Durante il concerto si sono esibite il soprano Gemma Bertagnoli ed il contralto Agata Bienkowska.

Fonte: Comunicato stampa

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