Editoriali
stampa

Affossata la legge elettorale, salvato il Governo Gentiloni.

L’unico risultato sicuro dell’affossamento a Montecitorio della legge elettorale denominata “Tedeschellum” è stato, per il momento, il salvataggio del pur fragile Governo Gentiloni. Probabilmente si andrà a votare nel maggio del 2018, alla scadenza naturale della legislatura.

Parole chiave: editoriale (33), governo gentiloni (18), renzi (94), legge elettorale (19)
Affossata la legge elettorale, salvato il Governo Gentiloni.

L’unico risultato sicuro dell’affossamento a Montecitorio della legge elettorale denominata “Tedeschellum” è stato, per il momento, il salvataggio del pur fragile Governo Gentiloni. Probabilmente si andrà a votare nel maggio del 2018, alla scadenza naturale della legislatura.

L’accordo trovato dopo lunghe trattative tra i quattro maggiori partiti (Pd, M5S, Fi, Lega) su un sistema elettorale tedesco molto “italianizzato”, si è dissolto alla prima votazione, su un emendamento sul Trentino, presentato a sorpresa (in quanto accantonato in Commissione) dal M5s e passato grazie anche ai franchi tiratori del Pd. Renzi ha capito che non controllava più i suoi deputati e che dei pentastellati non ci si poteva fidare, per cui ha bloccato tutto. Va pure aggiunto che i parlamentari Pd, di andare alle urne anzitempo, non ci tenevano affatto visto che, stando alle proiezioni, si sarebbero ridotti di un terzo i seggi a loro disposizione. E’ evidente che, per molti di loro, votare il “Tedeschellum”, sarebbe stato come portare la corda in casa dell’impiccato.

 

Il rompicapo delle urne

Ora, da qui a maggio, bisogna che i partiti si rimettano a negoziare per trovare una nuova legge, altrimenti si arriverebbe alle elezioni con due sistemi elettorali diversi, il “Consultellum” per il Senato e l’Italicum per la Camera, frutto entrambi delle modifiche apportate dalla Corte Costituzionale a dei pasticci precedenti, con la quasi certezza che, allo stato attuale, almeno per il Senato, non sarebbe possibile alcuna maggioranza.

Infatti al Senato, sopravvissuto alla mannaia del tentativo di riforma costituzionale, rimane in vigore un rimasuglio di “Porcellum”, cioè la legge elettorale di Calderoli del 2005, corretto o stravolto dall’intervento della Consulta che, a forza di tagli (bonus elettorale e liste bloccate), lo ha trasformato in un sistema proporzionale puro, senza alcun premio di maggioranza, che si applica su scala regionale.

Restano invece gli sbarramenti (8% per le singole liste, 3% per le liste coalizzate, 20% per le coalizioni), che spingono i partiti ad allearsi.

 

Consultellum e Italicum, leggi diverse

Alla Camera, invece, rimane in vigore l’Italicum voluto da Renzi, che prevede un premio di maggioranza alla lista (non alle coalizioni) che superi il 40% dei voti. La Consulta ha invece tolto il ballottaggio tra i primi due classificati, nel caso nessuno superasse tale soglia. Dunque il sistema, se nessuna lista supera il 40%, rimane proporzionale e, contrariamente al Consultellum, non prevede alleanze, per cui ogni partito corre da solo.

Due sistemi, quindi, assai diversi e che alla fine non garantiscono il formarsi, nei due rami del Parlamento, di una maggioranza per il governo. La proposta di M5S di fare una leggina (detta “Legalicum”) che trasferisse anche al Senato l’Italicum modificato, omogeneizzando così al massimo i due sistemi elettorali e poter poi andare quanto prima al voto, non ha avuto seguito.

 

I dolori del giovane Renzi

Dopo la batosta referendaria, la fuoriuscita dell’ala sinistra del partito, il flop della legge elettorale, la presa di distanza dei padri nobili del Pd, Prodi e Veltroni, e l’iniziativa politica di Pisapia, Renzi fatica a raccapezzarsi e sembra abbia perso di lucidità politica.

Anzitutto riguardo l’identità del Pd. Nel 2007 al Lingotto nacque un partito riformista, frutto di alleanze tra partiti diversi (esempio tra Ds e Margherita) e a vocazione maggioritaria (con l’alternanza al Governo di due poli). Ora, ad appena 10 anni di distanza, il Pd guidato da Renzi si è ritrovato, sempre al Lingotto, con un pezzo di partito in meno per la fuoriuscita dei dissidenti che con molta fatica Pisapia cerca (o si illude) di coagulare attorno al nuovo movimento “Campo progressista”, ed in più con una vocazione elettorale proporzionale.

Proprio sul fronte elettorale e in vista del “Tedeschellum”, Renzi aveva cominciato, purtroppo, a flirtare con Berlusconi, individuando nell’ex Cavaliere, l’alleato con cui unirsi per avere una maggioranza nel nuovo Parlamento e, quindi, poter formare il Governo, suscitando con ciò mal di pancia e reazioni in tante persone che votano Pd e che non riescono a digerire Berlusconi e tutto ciò che egli rappresenta a livello politico, culturale e personale (populismo, commistione tra politica e affari, leggi ad personam, cene “eleganti”, ecc.).

Fallita la legge elettorale, ora Matteo ha scaricato (per il momento) Berlusconi e cerca sponda in Pisapia e il suo movimento, ossia lì dove avrebbe dovuto cercare anche prima.

 

Un alto prezzo da pagare

Il prezzo da pagare sarà alto, perché da un lato Renzi dovrà modificare la sua linea politica e il suo personalismo, dall’altro dovrà mettere in gioco la propria leadership e, come chiede Pisapia, rifare le primarie. Se Renzi, fin dall’inizio, avesse messo da parte un po’ di baldanza e fosse stato più umile nell’accogliere e nell’ascoltare le diversità dentro e fuori il Pd, avrebbe di sicuro evitato di trovarsi in questa situazione critica. Oppure gli è forse mancato il coraggio di Macron, ossia di lasciare il Pd e formarsi un nuovo movimento. Gli è stato forse fatale il pensare che, per poter guidare un partito così complesso e con diverse anime, fosse sufficiente avere in mano la maggioranza del Pd. Troppi errori e nessuna ammenda possono portare il giovane Renzi anche al suicidio politico ed a consegnare il Paese a M5S e Lega.

Tutti i diritti riservati
Affossata la legge elettorale, salvato il Governo Gentiloni.
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento