Editoriali
stampa

Manildo, vuoi proprio piacere a tutti?

Non si può piacere a tutti, anche se si vorrebbe tanto. E a noi, lo diciamo chiaramente, anche se con qualche dispiacere, non piacciono per niente molte delle ultime “mosse” della Giunta Manildo in tema di diritti civili, convivenze, questioni etiche e dintorni.Ecco perché. Con alcune domande al Sindaco.

Parole chiave: editoriale (29), manildo (134), cirinnà (12), unioni civili (31), treviso (1368), giunta manildo (223)
Manildo, vuoi proprio piacere a tutti?

Non si può piacere a tutti, anche se si vorrebbe tanto. E a noi, lo diciamo chiaramente, anche se con qualche dispiacere, non piacciono per niente molte delle ultime “mosse” della Giunta Manildo in tema di diritti civili, convivenze, questioni etiche e dintorni. E osiamo pensare che non piacciano anche a molti cittadini ed elettori trevigiani.

Cosa pensi davvero l’Amministrazione di Treviso è difficile saperlo. Si passa dall’appoggio alle iniziative formative del Centro della Famiglia al plateale abbraccio alla “madre” della legge sulle Unioni civili, la senatrice Monica Cirinnà. Dal patrocinio alla manifestazione “Festa del papà” di sabato 19 marzo con il leader del Family Day Massimo Gandolfini (anche se poi hanno cercato di ritirarlo) a quello, probabile, al Gay Pride che si terrà in città prossimamente. Da interessanti e lodevoli progetti educativi al palese apprezzamento per bizzarre iniziative di educazione sessuale in piazza, supportate anche dalla psicologa Teresa Rando, appena insignita del premio Riflettore Donna.

Voglia di piacere a tutti, appunto. Di tenere il piede in tante staffe, tante quanti sono i diversissimi bacini elettorali che hanno contribuito ad una clamorosa elezione. Ma alla lunga il giochino diventa di corto respiro. E mettere in fila qualche fatto diventa quanto mai opportuno e chiarificatore.

Cominciamo dall’ultimo avvenimento: l’accoglienza trionfale ricevuta venerdì 11 marzo dalla senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria del ddl sulle Unioni civili già approvato dal Senato e in corso di discussione alla Camera.

Le immagini del Sindaco e della Senatrice, pubblicate dalla stampa locale, documentano un’accoglienza più che calorosa.

 

Tutti ai piedi della Cirinnà

Ed è proprio la Cirinnà che, al quotidiano “La Tribuna”, distilla le sue pillole di saggezza sulla cosiddetta “famiglia tradizionale”: “Dobbiamo lavorare sull’arretratezza dell’Italia, sui gap culturali, sul familismo del mulino bianco: mamma, papà, figli”. Sì, avete letto bene: un nucleo composto da papà, mamma e figli è considerato un rottame della storia, un’immagine buona solo per spot pubblicitari. Infatti, precisa subito dopo la Sacerdotessa dei diritti civili, “ci sono ancora influenze religiose, perbenismo, provincialismo. Per fortuna i ragazzi si liberano più facilmente di queste ragnatele”.

 

Domande senza risposta

Queste le affermazioni della Cirinnà. Abbiamo atteso qualche giorno, nella vana attesa che qualcuno dal Partito Democratico esprimesse almeno un distinguo su queste ed altre parole. Anche la Costituzione italiana e l’articolo 29 fanno ormai parte dell’irreale mondo del mulino bianco? Il Pd di Treviso, la Giunta Manildo, considerano ancora la famiglia “cellula” alla base della società? E se sì, come pensano di far seguire alle parole i fatti?

 

Lezioni di sesso contestate

Qualche “smarcamento” si era, invece, registrato nelle settimane precedenti sull’ipotesi della concessione del patrocinio al Gay Pride. Vedremo come andrà nelle prossime settimane.

Esiste la Sacerdotessa dei diritti civili ed esistono anche i “Chierici”. A Treviso ne stanno crescendo in grande quantità. Pronti a bacchettare e a caricaturizzare coloro che si oppongono all’andazzo o soltanto, umilmente, chiedono spiegazioni.

E arriviamo qui all’altro episodio che ha suscitato proteste. L’iniziativa di educazione sessuale in piazza San Vito “La nuda verità”, promossa lo scorso 13 febbraio dalla Rete studenti medi di Treviso, con la psicologa Teresa Rando e l’educatrice Miriam Bordignon. Le cronache parlano di tre banchetti tematici (affettività e sessualità, contraccezione e consultori, contraccezione e prevenzione). I giovani che si fermavano in tutti e tre ricevevano in omaggio un preservativo. La locandina invitava i giovani a documentarsi ulteriormente su un sito internet, che sotto lo slogan “Sesso-Salute-Benessere-Piacere” forniva nelle sue pagine, oggi bloccate dopo che alcuni genitori indignati hanno iniziato a segnalare la cosa, indicazioni esplicite su qualsiasi pratica sessuale. Certamente, non si trattava di materiale educativo. E la segnalazione era visibile a chiunque.

 

Un premio che divide

Qualche giorno dopo proprio la dottoressa Rando è stata insignita del premio Riflettore Donna. Non vogliamo entrare nella polemica politica, non priva di strumentalizzazioni, che ha fatto seguito alla premiazione. Né ci permettiamo di mettere in dubbio la professionalità, da molti riconosciuta, della persona premiata. Fanno testo, su questo, le numerose testimonianze.  C’è da chiedersi, però, se sia stato opportuno dare un riconoscimento destinato fatalmente a dividere l’opinione pubblica. Lo stesso direttore generale dell’Ulss 9 Francesco Benazzi ha voluto distinguere tra le attività che la professionista svolge per l’azienda sanitaria e quella che svolge, invece, autonomamente. In pratica, un riconoscimento con riserva. Un premio di questo tipo, però, non può essere dato “con riserva”. E quel pomeriggio in piazza San Vito - se le modalità di svolgimento saranno confermate -, a nostro avviso, non era meritevole di premiazioni.

 

Le domande dei genitori

Si torna allora all’origine, alle scelte politiche. Intanto ci si augura che l’Amministrazione e la stessa Ulss 9 possano dare risposta a quei genitori, prima ancora che a quelle associazioni, che hanno rivolto alle Istituzioni una domanda di chiarimenti su quell’iniziativa. Troppo facile bollarli da oscurantisti. Sono dei genitori che avvertono uno strappo tra la loro libertà educativa e le scelte di fondo delle istituzioni, che di quella libertà dovrebbero essere garanti.

Poi, certo, siamo i primi a sapere che, di fronte alla situazione culturale di oggi, i cristiani formati e le diverse associazioni possono avere diversi approcci. Il dialogo, forse, può essere più produttivo del muro contro muro. Siamo anche convinti che un eventuale “Partito della famiglia” sia destinato a dare spazio a chi lo propone, più che a difendere davvero la centralità della famiglia nella società italiana. Ma questi sono ragionamenti che vengono dopo, e non prima, delle domande che noi poniamo a chi ci amministra.

Manildo, vuoi proprio piacere a tutti?
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento