Editoriali
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Sulle unioni civili è pericoloso bruciare i tempi

La trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all'estero sta turbando gli animi di tanti cattolici anche dalle nostre parti. L’impressione è che, più che di sostanza, si tratti di un pallino ideologico di qualcuno che vuole bruciare i tempi su cose assai delicate e sulle quali dovrebbe semmai legiferare il Parlamento, oppure di una questione strettamente politica, che serve a qualche sindaco per tenere in piedi la composita maggioranza che lo sostiene

Parole chiave: matrimoni omosessuali (1), unioni civili (31)
Sulle unioni civili è pericoloso bruciare i tempi

La settimana scorsa – prima cioè degli arresti per infiltrazioni mafiose nella capitale - il sindaco di Roma Ignazio Marino ha rilasciato una intervista sulla disastrosa situazione economica della città, per sanare la quale il Governo ha sborsato fior di milioni, sia al tempo del sindaco Gianni Alemanno (580 milioni all’anno), sia nel 2013 con la gestione Marino (circa 600 milioni). A torto o a Ragione, il sindaco accusa il suo predecessore di aver sperperato soldi dei cittadini e ha difeso, dati alla mano, la virtuosità della propria amministrazione. Fin qui nulla da eccepire, in quanto non siamo in grado di entrare nel dedalo dei numeri. Qualcosa invece ci sentiamo di dire allorquando, di fronte all’obiezione che anche il Governo lo critica (vedi la storia delle multe e della Panda rossa, la rivolta a Tor Sapienza contro gli immigrati, le opere ancora incompiute, ecc.) e gli chiede una “nuova agenda” e un “cambio di passo”, Marino risponde che lui di cose serie e importanti ne ha fatte parecchie, e che di esse, purtroppo, se ne sono accorti solo i cittadini e non coloro che oggi lo criticano.

Tra queste urgenti riforme attuate, egli mette al primo posto, esibendola come un trofeo, la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero, verso la quale la reazione dei vescovi è stata categorica: “Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile”.
Una questione ideologica
Non abbiamo ancora capito bene in che cosa consista una tale trascrizione che, da qualche tempo, sta turbando gli animi di tanti cattolici anche dalle nostre parti; in quale registro finiscano i dati e che effetti civili essa comporti e come tutto questo si concili con la apposita direttiva inviata ai Prefetti dal ministro dell’interno Alfano. Abbiamo perciò l’impressione che, più che di sostanza, si tratti o di un pallino ideologico di qualcuno che vuole bruciare i tempi su cose assai delicate e sulle quali dovrebbe semmai legiferare il Parlamento, oppure di una questione strettamente politica, che serve a qualche sindaco per tenere in piedi la composita maggioranza che lo sostiene.
Di sicuro una legge che regoli tali unioni verrà prima o poi fatta, sia per le tenaci pressioni di gruppi e lobby, sia perché ormai è questo l’orientamento preso da molti Paesi europei. Per noi è solo questione di tempo e di tempistica. Confidiamo solo che il condizionamento culturale e ideologico non arrivi al punto da spingere il legislatore a mettere tutto sullo stesso piano: coppie sposate (evidentemente etero), convivenze, unioni e matrimoni omosessuali. Ormai, per come vanno le cose in Occidente, non si può escludere nulla, anche se nella sentenza 138/2010 la Corte Costituzionale ha messo in chiaro che per la nostra Costituzione il matrimonio è solo tra uomo e donna.
Una progressiva deriva
Una cosa però ci sentiamo di dire, sperando di non essere fraintesi. Come cattolici, compreso il nostro giornale, abbiamo nel 2007 osteggiato duramente il governo Prodi per il progetto di legge Pollastrini-Bindi sui “Dico” (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). Non se n’è più fatto niente perché la maggioranza, striminzita e barcollante com’era al Senato, non poteva certo reggere al fuoco di sbarramento. Il problema è però rimasto e, anzi, si è complicato, perché ora nel pentolone ci sono entrati anche i matrimoni tra omosessuali ed altri problemi di notevole rilevanza etica. Si è ritenuto necessario affossare quel progetto di legge, piuttosto che scendere a compromessi e ripiegare sul male minore. Ora, cambiato un po’ il vento politico e indebolita alquanto la destra, si stanno, purtroppo, aprendo le cataratte. Al punto che anche qualche amministrazione guidata da cattolici si sta adeguando all’aria che tira e alle pressioni interne ed esterne.
La politica, pur essendo un’alta forma di servizio all’uomo e al bene comune, è anche una “brutta bestia”, perché non sai mai dove vada a parare o cosa combini. I numeri e le maggioranze possono, al momento, evitare di legiferare su un problema o scartarlo del tutto. Alla fine però, almeno di questi tempi, il gioco ce l’ha in mano l’opinione pubblica la quale, oltre che essere assai volubile, è sempre meno influenzabile dalla chiesa e sempre più dai media e da come va la cultura nel villaggio globale.

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roberto kolm 09/12/2014 18:23
unioni
Il matrimonio, finchè non cambia la costituzione, è fatto fra un uomo e una donna
( sentenza della cassazione di novembre 2013).
Non ci sono altri possibili contraenti matrimonio.
Le convivenze, invece, hanno gà appositi registri in cui sono certificate, almeno le convivenze stabili.
i diritti civili economici, assistenziali, ereditari sono garantiti a queste convivenze.
Esclusa invece l'adozione di figli , in quanto bisognosi di figura paterna e materna. e non di coppia di un unico sesso. un figlio adottato non può avere minori diritti di un figlio naturale,
( fatto artigianalmente) che ha 1 papà e 1 mamma
Il resto è propaganda, moda del momento, promesse politiche della sinistra, che vuole così allontanare ulteriori consensi, col matrimonio gay, tranne ovvio quelle dei gay, che vincerebbero una battaglia ideologica.
i figli non sono oggetti di consumo, dove si va dal concessionario, scegliendo marca, colore, modello, optionals inclusi. Le auto sì, i figli no. tutto qui.

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