Editoriali
stampa

Ventiquattro anni di pasticci elettorali

L'adozione del sistema tedesco sembra tornare in alto mare. In ogni caso, saremmo per l’ennesima volta di fronte ad un vero pasticcio all’italiana, dettato dalla voglia si superare l’attuale stallo legislativo e andare alle urne quanto prima, possibilmente in autunno, forse già il 24 settembre.

Parole chiave: legge elettorale (19), sistema tedesco (2), editoriale (29)
Ventiquattro anni di pasticci elettorali

Dal 1993, allorquando passò la riforma della legge elettorale di Sergio Mattarella (per questo detta anche “Mattarellum”), che introduceva in Italia un sistema “misto” di maggioritario (75% dei seggi) e proporzionale (25% dei seggi), di acqua ne è passata parecchia sotto i ponti.

Quella ideata nel 2005 da Roberto Calderoli (che sanciva il sistema maggioritario), da lui stesso definita una “porcata”, è stata una riforma che ha provocato, per un motivo o per l’altro, instabilità e una serie di altre riforme e di relativi correttivi da parte della Corte Costituzionale. Si è passati così al “Consultellum” (2013), che modificava parti della legge di Calderoli, all’“Italicum” (2015) voluto da Matteo Renzi (legato alla fallita riforma costituzionale), successivamente rivisto da parte della Consulta che bocciava il doppio turno (2017, il “Legalicum”, secondo la definizione dei 5 Stelle).

Dopo il tentativo, arenatosi sul nascere, dell’on. Rosato di un’altra legge elettorale che sbloccasse l’impasse in cui ci si trovava, ora si stava profilando, almeno così sembrava prima del brusco stop di giovedì 8 giugno, una soluzione condivisa dai quattro maggiori partiti italiani: Pd, FI, M5S, Lega. Si tratta dell’adozione del sistema elettorale tedesco, sostanzialmente proporzionale, con una serie di aggiustamenti “italiani”, e per questo definito “Tedeschellum” o “Germanellum”. L’unica cosa certa è che, a forza di compromessi tra i partiti e di aggiustamenti, in Parlamento è approdato un testo che di tedesco ha ormai ben poco.

Si tratta di una legge elettorale “proporzionale” (nel senso che i seggi verranno distribuiti in proporzione ai voti raccolti a livello nazionale), ma con un sistema farraginoso di selezione dei candidati parzialmente di tipo maggioritario, attraverso collegi uninominali (un vero rompicapo per i non addetti). Il vantaggio per l’elettore è di mettere soltanto una crocetta sul simbolo del partito scelto e automaticamente questa preferenza andrà anche al candidato del collegio uninominale e ad un listino che raccoglie altri candidati di quel partito. Lo svantaggio è che non può esprimere alcuna preferenza per qualche candidato, perché oltre ai collegi uninominali, i nomi dei listini sono stati fissati prima dalle segreterie dei partiti. Quindi anche il prossimo Parlamento sarà in gran parte di nominati.

 

Indietro di 24 anni

Con la nuova legge elettorale, con buona pace di Prodi, Veltroni e altri che si erano spesi per un sistema bipolare tra due grosse coalizioni, scomparirà ogni traccia di maggioritario e, quindi, la possibilità di sapere prima del voto quale dei due vincitori delle elezioni governerà il Paese. Sarà la pietra tombale del bipolarismo. Il futuro esecutivo, ammesso che sia possibile costituirlo, sarà invece la risultante di trattative, compromessi e alleanze strategiche tra i partiti. Proprio come avveniva nella Prima Repubblica dove i partiti minori potevano usare verso la Dc l’arma del ricatto. Prima si vota e poi si vedrà, con il rischio, tutt’altro che remoto, di finire nell’ingovernabilità perché è assai verosimile che, con lo sbarramento che impedisce ad un partito di entrare in Parlamento se non supera il 5%, gli unici che rimarranno a giocarsi la partita di Governo saranno, allo stato attuale, Pd e M5s con poco più del 30% ciascuno; Fi e Lega con un altro 15% a testa.

Di sicuro Renzi confida, nonostante le resistenze e i mal di pancia di non pochi del Pd o di ex Pd e i sicuri ostracismi della sinistra, di poter fare alleanza con Berlusconi e di raggiungere la metà più uno dei deputati e dei senatori. A quale prezzo nessuno lo sa. Di Grillo non si può ancora dire nulla, ma riteniamo che, pur di scalzare la “casta”, non sia da escludere, a costo di rimanere ustionato, un’alleanza con Salvini su un programma di 4-5 punti (reddito di cittadinanza, immigrazione, Europa ed euro, lavorare meno per lavorare tutti, difesa, meno scuole paritarie e più statali…).

 

Il “Pasticcellum

Siamo per l’ennesima volta di fronte ad un vero pasticcio all’italiana, dettato dalla voglia si superare l’attuale stallo legislativo e andare alle urne quanto prima, possibilmente in autunno, forse già il 24 settembre. Fra tutti, il più felice sarà Berlusconi perché con la nuova riforma otterrà perlomeno quattro risultati: salvare il partito che sembra sempre in dissolvimento; veder scomparire i dissidenti e i vari raggruppamenti formati dai fuoriusciti da Fi, primo fra tutti Alfano col suo nuovo “Alternativa popolare” nato dal disciolto Ncd; vendere caro il suo peso parlamentare a chi gli chiederà i voti per poter avere una maggioranza e, quindi, un Governo; rassicurare le sue aziende.

Renzi, azzoppato dall’esito referendario e dalla scissione dell’ala sinistra del Pd, non avrà più il potere e le possibilità di prima. Anche se riuscisse a formare un Governo, sarà costretto a cedere alle pretese dell’alleato e ingoiare tanti rospi, al punto che gli sembreranno moscerini quelli che gli ha fatto mandar giù la minoranza interna al Pd, capeggiata da D’Alema e Bersani. Alla fine il vero abbraccio mortifero per lui e il Pd sarà quello che dovrà per forza stringere con Berlusconi. Se ne avrà i numeri. Davvero, rischiamo di essere di fronte ad un “Pasticcellum”.

Tutti i diritti riservati
Ventiquattro anni di pasticci elettorali
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento