"Classici contro. Teatri della grande guerra"

stampa

Dopo cento anni lungo il fronte che va dal Grappa al Piave corrono le parole e non i cannoni e i soldati. Il prossimo 26 marzo farà tappa a Treviso, al teatro comunale Mario del Monaco, dalle 9.30 alle 13, la manifestazione “Classici Contro. Teatri della Grande Guerra”, una serie di dibattiti, spettacoli, letture che sta attraversando il Triveneto ricordando i tragici eventi del 1915 e della Grande Guerra. Protagonisti tra docenti, professori universitari, scrittori, storici anche centinaia di studenti dei licei classici delle tre regioni. La manifestazione, iniziata a Venezia il 10 dicembre scorso ricordando la “tregua di Natale” del 1914, ha già fatto tappa a Trieste, Pordenone, Gorizia, Udine, San Vito al Tagliamento, Maniago. Ora tocca a Treviso con lo storico Liceo classico “Canova” diretto dalla professoressa Mariarita Ventura. Una trentina di studenti saliranno a turno sul palco e presenteranno letture e brevi testi recitati. Testi tratti dalle loro letture scolastiche e dalle frequentazione dei testi greci e latini. I loro interventi si alterneranno alle riflessioni di Alessandro Fo dell’Università di Siena che parlerà sul tema “Guerra e pace” su testi di Virgilio, Radnóti e Heaney, di Rolando Damiani dell’Università Ca’ Foscari Venezia su “I giorni di guerra di Giovanni Comisso”, di Marta Mazza del Mibac Venezia su “Distruzioni, salvataggi, risarcimenti del patrimonio artistico” e di Mauro Passarin del Museo del Risorgimento e della Resistenza Vicenza su “I luoghi della memoria. Tutela e valorizzazione”. Significativo il titolo dell’incontro: Monumenti della Guerra per rileggere i luoghi e gli eventi che nella memoria si sono sedimentati come testimonianza del dramma della Prima guerra mondiale.
L’appuntamento di Treviso è stato poi curato dai docenti Cristina Favero e Alberto Pavan e porterà dentro al teatro circa 400 studenti delle scuole medie, dei licei di Treviso e rappresentanze del liceo Berto di Mogliano e due classi del liceo Classico di Pordenone, con l’obiettivo di farne un evento quanto più possibile condiviso. “Sarà un momento - spiega il professor Pavan - in cui gli studenti del Liceo Classico trasformano la cultura appresa dai libri in azione scenica, dando quindi prova di voler trasmettere alla cittadinanza un patrimonio di valori del quale si sono impadroniti con passione”. Per il Liceo, che ha impiegato anche i docenti Eva Costeniero, Baldin, Pezzé e Strozzi, è stato un lavoro di preparazione importante: “All’inizio gli allievi mi sono parsi lontani - commenta Pavan - e anche all’oscuro dagli avvenimenti della Grande Guerra. L’iniziativa li ha fatti riappropriare di una memoria e di una identità che è radicata nel territorio”.