Gualtiero Bertelli alla Filanda di Salzano

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“Mètite in testa che la fisarmonica ti ga da impararla, parché chi che sa un strumento no mor da fame. Mal che la vada, un posto al ponte de l’Accademia ti lo troverà sempre”. Con grande saggezza popolare, Enrico Bertelli, operaio all’Arsenale di Venezia, così si raccomandava al figlio. Gualtiero Bertelli, cantastorie veneziano, è andato molto più in là del «ponte dell’Accademia», e non solo grazie alla fisarmonica. Dagli anni Sessanta protagonista della stagione del Nuovo Canzoniere Italiano, Bertelli nel 1964 ha fondato il Canzoniere Popolare Veneto, punto di avvio di una lunga carriera musicale che ha in Venezia – la sua storia, il suo immaginario, la sua vita quotidiana – il centro propulsore di ispirazione. Con la freschezza e l’acutezza dell’oralità della lingua veneziana, Bertelli racconta di sé e delle molte stagioni della sua vita: quella dell’infanzia alla Giudecca, romanzesco microcosmo popolare; quella degli incontri di amicizia e di lavoro con Luigi Nono, Dario Fo, Mario Isnenghi, Giuliano Scabia, Roberto Leydi, Ivan Della Mea; quella degli anni del lavoro come maestro elementare e come amministratore locale a Mira; fino alla più recente stagione che lo ha riportato a calcare il palcoscenico nella forma del teatro-canzone con Gian Antonio Stella ed Edoardo Pittalis.
Tra i suoi maggiori successi, “Vedrai com’è bello”, eseguita anche da Bruno Lauzi come sigla di una trasmissione televisiva, e “Nina ti te ricordi”, reincisa nel 2002 da Giovanna Marini e Francesco De Gregori.
Mercoledì 30 marzo alle ore 21.00 nella Filanda di Salzano Bertelli presenta il suo ultimo libro, “Venezia e una fisarmonica. Storia di un cantastorie”, ma soprattutto mette in scena una memoria privata e pubblica che attraversa 50 anni di carriera e 70 anni di storia italiana, tra musica e politica, impegno artistico e civile con il tono leggero e corale di una commedia goldoniana.