“Sapiens. Da cacciatore a cyborg” al museo di Montebelluna

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Le tante persone che erano presenti, sabato pomeriggio 15 febbraio, all’inaugurazione della mostra “Sapiens. Da cacciatore a cyborg”, allestita nel Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna,  sono il segno tangibile dell’interesse che suscita questo originale e sorprendete viaggio dell’uomo fra archeologia, arte, storia, filosofia, scienza e tecnologia, dalla preistoria a oggi.

L’esposizione presenta quasi 700 reperti delle collezioni del Museo Civico di Montebelluna (tra i quali emergono quelli recenti ritrovati a Mercato Vecchio e a Posmon, in località Cima Mandria) e più di 50 prestiti, che raccontano un viaggio di 1.000.000 di anni, dal nostro passato più remoto al futuro, ed è il frutto della collaborazione fra Museo, la Soprintendenza e il Polo museale del Veneto.

“Da cacciatore a cyborg non è una provocazione – ha detto il sindaco Marzio Favero poco prima del taglio del nastro, alla presenza di molte autorità e della direttrice del Museo Monica Celi -, ma l’esplicitazione della tesi che fu cara all’antropologo Claude Lévi-Strauss, secondo la quale fra l’uomo contemporaneo, che entra in borsa a Wall Street, e l’uomo preistorico, che si inoltrava nella foresta, vi è una comunanza di strutture comportamentali che sono razionali, in quanto mediano le spinte dell’inconscio. La differenza sta nel potenziale tecnologico a loro disposizione per il controllo della natura e della società. Un mezzo artificiale primario comunque unisce l’umanità antica a quella contemporanea ed è il linguaggio. Ecco perché l’archeologia ci offre le chiavi per interpretare non solo il passato, ma anche la nostra epoca, e ci spinge a riflettere sugli scenari che verranno”.

“La mostra – ha poi precisato la conservatrice del Museo Emanuela Gilli - si pone anche come strumento per valorizzare il patrimonio archeologico locale, che è il frutto di un lungo percorso di ricerca scientifica. Sono esposti soprattutto reperti inediti degli ultimi scavi o restauri, oltre ad altri materiali di vecchi rinvenimenti che si trovavano nei depositi del Museo Civico”.

Una delle peculiarità dell’esposizione, alla cui realizzazione hanno contribuito, fra gli altri, diversi studiosi delle Università di Padova, Venezia, Trieste, Firenze, è quello di proporre oggetti del passato interpretati con un linguaggio contemporaneo e multidisciplinare. Di pari passo l’allestimento scenografico, coinvolgente e interattivo, consente di far conoscere nozioni e concetti complessi in maniera chiara e suggestiva.

La mostra vuole difatti raccontare, ad un vasto pubblico le storie di coloro che “fabbricarono, usarono e amarono questi oggetti” e punta a ripercorrere vicende antichissime, quando l’uomo era un efficientissimo cacciatore paleolitico, fino a giungere al “cyborg” dei nostri giorni e a quello di domani, facendoci in tal modo riflettere anche sui valori della diversità e della sostenibilità.

Le sezioni della mostra sono nove: Homo faber, Cacciatore, Artista, Agricoltore, Artigiano, Signore, Cittadino, Viaggiatore. E infine il Cyborg con una panoramica su alcuni grandi temi scientifici ed etici che riguardano l’ingegneria genetica.

“Sapiens. Da cacciatore a cyborg” sarà visitabile fino al 30 agosto, dal martedì al venerdì con orario 14.30-17.30; sabato e domenica 10-18 (da maggio 15.30-19). (G.C.)