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Nelle ultime 24 ore, purtroppo, il numero di decessi è stato ancora alto, 20, ma in diminuzione rispetto a ieri. Notevole anche il calo dei pazienti in terapia intensiva: 140, 23 in meno rispetto a ieri. I ricoverati in area non critica sono 1.189, 16 in meno.

Studio dei ricercatori di Seniornet, network tra i servizi rivolti alla popolazione anziana della Regione Veneto, nato nel 2014, su iniziativa di Sinodè, società di ricerca e consulenza organizzativa in ambito socio-sanitario e Liuc Business School Castellanza. Il Veneto è “solo” la tredicesima regione italiana su 20 per aumento di mortalità: da 2.392 a 3.290 (più 39,3%), percentuale che supera il 41% per la popolazione anziana. Con "picchi" in alcuni centri, spesso legati ai focolai nelle case di riposo.

Intanto, ancora nella giornata di ieri la Regione ha comunicato l'andamento dei tamponi nelle strutture per anziani, psichici e disabili della regione. Nelle strutture per disabili ci sono in Veneto 63 ospiti e 30 operatori risultati positivi (rispettivamente il 7,3 e il 2,9% del totale). Concluso lo screening nelle case di riposo.

In via di dismissione gli ospedali non Covid per permettere la riapertura della normale funzionalità. Le donazioni alla sanità veneta raggiungono 52 milioni e 260 mila euro.

Le domande pervenute di indennità Covid sono complessivamente 320.489. Di queste 197.788 sono già state messe in pagamento. In dettaglio, 59.724 quelle giunte a Padova (46.880 pagate), 59.532 a Venezia (pagate 41.725), 53.464 a Treviso (pagate 41.441).

I pazienti in terapia intensiva sono attualmente 209, 5 in meno rispetto a ieri alle 17. In dettaglio: 12 a Treviso, 7 a Oderzo, 5 a Conegliano, a Montebelluna e a Mirano, 4 a Vittorio Veneto e a Jesolo. 1.388 (meno 15) i pazienti in area non critica. 13.902 le persone in isolamento domiciliare. Tutti dati che indicano una discesa di circa il 30 per cento in una settimana.

“Con Arturo Filippini se ne è andato uno dei grandi Maestri della ristorazione trevigiana, un grande ambasciatore del territorio e della cucina veneta, soprattutto - afferma il presidente di Ascom Treviso Federico Capraro - per noi della “seconda generazione. Abbiamo la responsabilità di seguire ed onorare il suo esempio”.

“Il nostro lavoro è cambiato radicalmente nel corso di un mese. Sono state stravolte le modalità operative e di pensiero. Dentro alla drammaticità della situazione, che si avverte tutta, per certi aspetti è anche una cosa stimolante e interessante”. Lo afferma un medico di base, Walter Meneghetti, che ha il suo ambulatorio in uno dei centri più colpiti dal Covid-19, Casale sul Sile.

 La giornata di Pasquetta ci porta questo dato di speranza, assieme al terribile superamento di quota ventimila morti in tutta Italia e all’ordinanza con la quale il presidente Luca Zaia si allinea parzialmente al Governo sulle passeggiate, togliendo il limite dei 200 metri da casa, ma ordina a chiunque esce di farlo con mascherina e guanti.

In Veneto nelle 24 ore i positivi aumentano di ben 136 unità in provincia di Venezia, mentre a Treviso l'aumento è di 7 unità. Il numero complessivo di coloro che attualmente risultano positivi è di 10.713. I decessi sono stati nelle 24 ore 23, in calo rispetto a ieri: da registare tre morti al Ca' Foncello, uno a Vittorio Veneto, ben 4 a Dolo, nel Veneziano.

I decessi nella notte sono stati 7, tra cui uno a Vittorio Veneto. Il totale dei decessi sale a 831. Si conferma il calo dei pazienti: meno 3 in terapia intensiva (251 il dato complessivo) e meno 13 in area non critica (1.465). Negli ospedali trevigiani i pazienti in terapia intensiva sono 40 in tutto (18 al Ca’ Foncello).

“Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio, un decisione difficile ma necessaria di cui mi assume tutta la responsabilità politica. Dobbiamo mantenere alta la soglia d’attenzione, anche adesso che siamo prossimi alla Pasqua, e poi per il 25 aprile e il primo maggio. Siamo tutti impazienti di ripartire, l’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela e qualche gradualità", ha detto i premier.

Dall’inizio dell’epidemia al 25 marzo scorso, le restrizioni alla mobilità decise dal Governo italiano hanno evitato il ricovero ospedaliero di almeno 200mila persone e ridotto progressivamente la capacità di contagio del 45%, secondo uno studio accettato oggi e in uscita sulla prestigiosa rivista scientifica Pnas.

“Non parliamo più di lockdown per emergenza sanitaria, perché non esiste più” ha dichiarato il presidente della Regione Veneto. Tante auto in strade e autostrade fanno capire che molte aziende sono già al lavoro in deroga. Nella prossima ordinanza, le direttive per far riaprire le altre in sicurezza.

L'avvio della "fase due" dovrà essere graduale, gestito con prudenza e accompagnato da un piano di test allargati e mirati e  da una strategia di tracciamento individuale per limitare i contagi. Lo dice in un'intervista al Sir il consigliere del ministro della Salute mentre è atteso nei prossimi giorni il nuovo Dpcm con le misure del governo per l’emergenza.