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Il presidente di Avis regionale Veneto, Giorgio Brunello, torna a ricordare che si deve continuare a donare sangue e plasma  in tutta la regione, in questo periodo più che mai. “Ogni giorno c’è chi ne ha bisogno per curarsi e vivere".

Favero (Montebelluna): "Se fin dall’inizio avessimo seguito le regole basiche, oggi non saremmo a questo punto”. Pavanello: “Possiamo uscirne tutti e bene, se collaboriamo di più". Bui (Loreggia): "Questo periodo ci farà cambiare, ci farà sentire molto più comunità”.

Queste le cifre relative ai contagiati. A Padova 441 contagiati (esclusi i domiciliati Vo'Euganeo), +21; Treviso 327 contagiati, +17; a Venezia 248 contagiati, +28. Tra questi ultimi preoccupa la situazione di Mirano, con 41 contagiati in un solo giorno. Tra i ricoverati in terapia intensiva, 9 sono all'ospedale di Treviso e a quello di Mirano, 8 a Conegliano.

Il presidente della Regione del Veneto ha firmato oggi due ordinanze con le quali dispone misure urgenti per il trasporto pubblico locale, valide sino al 25 marzo prossimo, al fine di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da coronavirus, in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 11.03.2020. 

Di fronte all’aumento esponenziale del numero dei contagi e alle misure di contenimento e contrasto sempre più stringenti salgono l’incertezza e la paura, ma per il sociologo la perdita di certezze può avere dei risvolti positivi e la paura può costituire un importante meccanismo di difesa per sé e per gli altri.

Stamani ha potuto lasciare l’Unità Operativa di Terapia intensiva un paziente under 50, tra i primi ad essere ricoverati nel reparto diretto dal dr. Farnia a seguito dell’emergenza coronavirus. L’uomo, indirettamente collegato al cluster di Geriatria, si è negativizzato al Covid e, stante il miglioramento delle sue condizioni, è stato trasferito in altro reparto.

Tra telefonate, consegne, sconti, gel per le mani e mascherine, parlano Renzo Ghedin, ortofrutta del quartiere Eden, presidente del mandamento di Treviso, e Riccardo Zanchetta, alimentarista di Casale, presidente del Gruppo unico alimentare di Confcommercio.

Dalle attività di controllo e monitoraggio compiute nei comuni con maggiore densità di popolazione, sulle più importanti arterie stradali, nelle maggiori stazioni ferroviarie e presso lo scalo aeroportuale “Canova” di Treviso, è emerso il sostanziale e diffuso rispetto delle misure introdotte dai citati Decreti e la disponibilità della cittadinanza a conformarsi alle prescrizioni imposte.

“Stanno affluendo, con la consueta generosità e senso di solidarietà dei Veneti, tante offerte di sostegno al sistema sanitario impegnato nell’immane sforzo di fronteggiare il coronavirus. Questo è grande segnale di una comunità coesa: anche questa volta, quando il gioco si fa duro, tutti scendiamo in campo”. Lo dice, con “profonda gratitudine”, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, annunciando l’attivazione di un conto corrente della Regione per convogliare  le tante offerte di aiuto che si stanno palesando da parte dell’intera società veneta.

“Siamo in pieno Consiglio dei ministri e abbiamo appena deliberato lo stanziamento di una somma straordinaria: 25 miliardi, consapevoli delle difficoltà che il Paese sta affrontando per questa emergenza”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi a fianco dei ministri Gualtieri e Catalfo.

In via prioritaria sono stati destinati 5 milioni e mezzo di euro agli interventi a sostegno delle imprese e famiglie venete nell’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del Coronavirus, in attesa che si concretizzi il provvedimento di legge Governativo su cui tutti gli assessori regionali e le loro strutture stanno già lavorando dalla scorsa settimana.

Dall’estero hanno subito parlato di 60 milioni di italiani bloccati per il coronavirus Covid-19. Ma basta aprire la finestra del salotto per rendersi conto che anche dopo il varo del provvedimento “Io resto a casa”, l’Italia è tutt’altro che ferma. Ha giustamente rallentato i suoi ritmi di vita, come richiesto dalle autorità governative. Che oggi fanno chiarezza su tutto ciò che è possibile o meno fare da cittadini responsabili, collaborativi, attenti alla propria e all’altrui salute.

Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come 'io resto a casa'. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sara' l'Italia zona protetta".

Sei pazienti, inizialmente positivi al Covid-19 e ora guariti, torneranno alle rispettive abitazioni. Altri 9 pazienti, affetti da varie patologie, saranno collocati nei reparti di pertinenza. I rimanenti 32 saranno accolti, in questa fase, in un'ala dedicata del Centro di servizi “Civitas Vitae” di Vedelago. Il reparto dell'ospedale sarà sanificato.