Italia

Carceri in rivolta dopo la sospensione dei colloqui per l’emergenza coronavirus. Un’ondata di violenza che va da Nord a Sud e che conta diverse vittime (Modena) e anche un tentativo di fuga (Ucciardone a Palermo). Su quanto sta avvenendo abbiamo sentito l’ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, don Raffaele Grimaldi. Al tempo stesso, il sacerdote rivolge un pensiero grato a chi si trova in prima fila per fermare le violenze e chiede a chi ha il potere di decidere di assumere anche scelte impopolari per il bene di tutti.

Il Covid-19 e i suoi effetti, la diffusione esponenziale e le misure preventive per contenerla, i tanti punti ancora da chiarire perché ancora non si conosce tutto del virus. Intervista a tutto campo con Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, che ammonisce: "C’è da avere un giusto timore, che dovrebbe rendere tutti noi partecipi di una condotta virtuosa. Proteggendoci possiamo proteggere anche gli altri".

Destano preoccupazione i nuovi casi nel Bellunese e a Valli di Chioggia, dove ieri una persona è deceduta ed è risultato contagiato anche il parroco, don Massimo Fasolo, 61 anni, che è in gravi condizioni. 237 le persone ricoverate 51 dei quali in terapia intensiva.

Preoccupa anche la situazione nel Sandonatese, come riporta una nota dell'Ulss 4 Veneto Orientale. "Oggi - si legge -si registra un nuovo aumento dei casi di positività da Covid-19 nell'ambito territoriale dell’Ulss 4. Sono infatti 10 i nuovi casi accertati, che portano complessivamente a 13 le persone contagiate nel territorio di questa Azienda sanitaria".

"Non si comprende il razionale di una misura che appare scientificamente sproporzionata all’attuale andamento epidemiologico", scrive il presidente citando il parere del comitato tecnico-scientifico. Questo perché a Treviso e a Venezia il contagio è in gran parte ospedaliero, mentre il cluster di Vo' Euganeo è in forte regressione.

Nella zona rossa verrà disposta la chiusura di tutte le palestre, piscine, spa e centri benessere. I centri commerciali saranno aperti da lunedì a venerdì e chiusi nel weekend. Chiusi anche i musei, centri culturali e le stazioni sciistiche. In queste stesse aree le scuole saranno chiuse fino al 3 aprile. Viene "fortemente raccomandato" a chi abbia febbre maggiore di 37,5° o sintomatologia da infezione respiratoria di rimanere in casa e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante: la quarantena. 

La strategia adottata porta a “congedi parentali di corresponsabilità tra donne e uomini, perché non solo le donne devono dedicarsi alla cura dei figli, e un grande incentivo al lavoro femminile, anche in virtù della conciliazione con la maternità”. “Occorre, inoltre, una capacità del mondo del lavoro di dotarsi di nuove forme come lo smart-working".

"E’ indubbio che siamo di fronte a un fatto nuovo e inaspettato. Di epidemie si legge nei libri di storia, è inevitabile che si generino paura e angoscia. La preoccupazione è comprensibile, e ci vuole anche un po’ di tempo per abituarsi all’idea. Devo dire, però, che a parte alcune reazioni iniziali, come la caccia alle mascherine o lo svuotamento dei supermercati, io vedo nella gente una grande compostezza", dice il docente della Cattolica. Proprio in questo momento, però, "ci sentiamo fragili, mortali. Diciamola tutta, in questo momento avvertiamo tutti insieme la presenza della morte che da fatto privato diventa un fenomeno pubblico. E qui la preghiera è importante".

A confidarlo al Sir è Caterina Lazzarini, infermiera in ortopedia e traumatologia dell’ospedale, precisando: “Mi dispiace, ma più di questo non posso dirle”. Non solo lavoro, quindi ma anche presenza viva. “Mi rendo conto che la situazione è seria – riprende -; per questo in ospedale stiamo usando i presidi di protezione necessari. Sono stanca ma fiduciosa: oltre all’impegno e all’abnegazione messi nel lavoro, nel nostro piccolo mio marito ed io ci affidiamo alla forza della preghiera”.

Attualmente il medico è in isolamento fiduciario domiciliare per i previsti 14 giorni. Non appena ricevuta la nota informativa, personale del dipartimento di prevenzione si è subito attivato per far applicare il protocollo di sorveglianza dei contatti del caso positivo, sia in ambito lavorativo che familiare.

“In questi casi i modi per far fronte alla paura irrazionale, che può sfociare nel panico, sono sostanzialmente tre: tenere comportamenti adeguati, avere pensieri corretti ed emozioni fondate”. Non demonizza il sentimento della paura, la psicologa trevigiana Marina Raffaele, alla quale ci siamo rivolti per una “lettura” della vicenda coronavirus e per avere alcuni semplici consigli comportamentali.

“L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un videomessaggio agli italiani diffuso stasera sull’emergenza sanitaria Coronavirus.

Per l’emergenza coronavirus Covid-19 le attività didattiche in Italia, al di fuori della zona rossa, sono sospese fino al 15 marzo. “In prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezza, torneremo a fare un aggiornamento” anche per valutare “l’impatto che hanno avuto queste misure”, ha proseguito il premier.

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha ventilato che la zona rossa possa essere estesa a tutta la regione. In tutto il Paese la Protezione civile parla di 3.858 persone contagiate (compresi i morti e i guariti), ormai in tutte e venti le regioni. 148 i decessi, 41 in più rispetto a ieri, 414 le persone guarite. I pazienti ricoverati con sintomi sono 1.790, 351 le persone in terapia intensiva.

“Il lavoro è certamente più faticoso e stressante in questi giorni, però affrontiamo la situazione con la maggiore serenità possibile, sia in ospedale che nelle nostre famiglie”. E’ dirigente medico in Medicina 1 al Ca’ Foncello di Treviso la dottoressa Silvia Boccato, non in un reparto “isolato” per l’emergenza coronavirus, ma in un luogo molto delicato, per la fragilità dei pazienti ricoverati, che soffrono di diverse patologie.

“La Federazione – prosegue la nota – rinnova poi la richiesta di provvidenze economiche dirette ed indirette, fiscali, lavorative e previdenziali per tutte le 500.000 famiglie che sono costrette a provvedere alla cura e custodia dei propri figli in assenza del fondamentale servizio effettuato dalle scuole paritarie d’infanzia e nidi aggregati”.

L’Ordine dei giornalisti del Veneto richiama tutti i colleghi, e in particolare i direttori responsabili e i giornalisti che ricoprono ruoli di vertici nelle testate, al rispetto delle norme deontologiche della professione per garantire un’informazione completa, rigorosa e corretta sulla cosiddetta “emergenza coronavirus”, evitando il rischio di alimentare un clima di esasperazione e paura.

Coronavirus: i tre nuovi positivi registrati dal “cluster Treviso” sono riferiti ad altrettanti pazienti attualmente ricoverati in Malattie Infettive al Ca’ Foncello. Due donne, rispettivamente di 82 e 84 anni, erano state ricoverate in Geriatria prima del decesso registrato in quel reparto il 25 febbraio. Il terzo paziente, un uomo di 84 anni, proviene invece dal domicilio.

“Condividere il momento difficile con tutti gli operatori del comparto turistico e rivolgere a loro e alle loro famiglie un pensiero grato ed un forte incoraggiamento”: è il primo pensiero espresso – in una lettera comune qui allegata – dagli incaricati regionali per il turismo delle Conferenze episcopali di Lombardia, Emilia-Romagna e Triveneto, le Regioni italiane sinora più colpite dall’emergenza coronavirus.

I nuovi posti letto aggiuntivi sono suddivisi tra la Terapie Intensive ed i reparti di Pneumologia (Ospedali Hub) e Malattie Infettive. La patologia legata al Coronavirus – come spiegano gli esperti – in una percentuale di soggetti, seppur relativa, può presentare quadri di aggravamento con la necessità di cure maggiormente intensive.

L’Ulss 2 ha aggiornato mercoledì la propria casistica relativamente al coronavirus, con 24 persone ricoverate al Ca’ Foncello e una 25ª ricoverata in rianimazione a Conegliano. Quest’ultimo paziente non sembrerebbe collegato al focolaio della geriatria di Treviso. Mercoledì 5 è stato anche chiuso l’ufficio del Giudice di pace nel Tribunale di Treviso, causa ricovero in terapia intensiva di un addetto.

Salgono i contagi in Italia (2.502) e in Veneto (307). E si verificano due ulteriori casi mortali a Treviso anche se la loro correlazione con il coronavirus, secondo l’Ulss 2, è dubbia. I decessi,  a livello nazionale, sono saliti a 79, e a 5 in Veneto, con questi due casi.