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Altro dramma del mare al largo di Lampedusa

Al largo delle coste della Libia un barcone con 400 persone è affondato. Le autorità marittime italiane stanno lavorando senza sosta per i soccorsi. Le reazioni delle associazioni

Parole chiave: lampedusa (11), profughi (222), immigrati (155)
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Ancora una tragedia dell'immigrazione: al largo delle coste della Libia un barcone con 400 persone è affondato e sono già dieci i morti avvistati e recuperati, in base alle informazioni che stanno emergendo in questi minuti. Le autorità marittime italiane sono state informate dall'equipaggio di un rimorchiatore al servizio di alcune piattaforme petrolifere che si trovano a 50 miglia dalle coste della Libia e a 100 miglia da Lampedusa e ora stanno lavorando senza sosta per i soccorsi. Al momento sarebbero 240 le persone salvate.

Ieri la notizia diffusa da Al Arabiya di un'altra imbarcazione carica di migranti affondata al largo delle coste di Tripoli. Il bilancio delle vittime, secondo quanto ha riferito il governo libico, è di almeno 40 morti. Una notizia che in realtà sarebbe di 4 giorni fa, come ha scritto ieri in un tweet la portavoce dell'Unhcr Carlotta Sami: "Lo avevo segnalato: sono più di 120 in diversi naufragi i morti al largo della Libia da fine aprile". Morti a cui si vanno ad aggiungere quelli di oggi.

La Croce Rossa chiede l'intervento dell'Ue. "Questa volta non vogliamo lacrime e dichiarazioni di intenti: l’Unione Europea deve intervenire immediatamente e senza altre perdite di tempo”. Così Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana e vice presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. “Dopo la notizia di ieri sulla tragedia del naufragio al largo delle coste libiche – dice Rocca - in meno di 24 ore dobbiamo intervenire su un nuovo dramma: è chiaro che l'Operazione Mare Nostrum va implementata invece che chiusa e dovrebbe diventare una missione europea. Questi nuovi morti pesano sulle coscienze di tutti, nessuno escluso”.

"Mare Nostrum è insufficiente". Lo sfogo di Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli. "Non diciamo che l’operazione va eliminata, ma ad oggi stiamo assistendo ancora a persone che muoiono in mare". "Mare Nostrum non colpisce neanche i trafficanti – sottolinea -, perché per incontrare le navi militari le persone devono comunque salire sui barconi, pagare i trafficanti e poi essere fortunate per incontrare le navi che li portano in salvo. Ma non sempre accade”. Per il presidente del Centro Astalli servono canali umanitari.

“Non si tratta più di emigrazione ma di gente che fugge”. L'analisi di Oliviero Forti, responsabile immigrazione Caritas italiana. "Visto che neanche Mare Nostrum è sufficiente, c’è da capire qual è il dispositivo necessario da mettere in atto per salvare la vita a queste persone". Una possibile strada da percorrere potrebbe essere quella dei “canali umanitari”, chiesti a gran voce da più parti. “Tuttavia, l’attivazione di questi canali non è poi così scontata, spiega Forti, perché non si tratta soltanto di burocrazia. Per attivare questi strumenti serve anche una volontà politica da parte dei paesi europei.

"Mare nostrum non basta, è come svuotare il mare con un cucchiaino". Il commento della ministra degli Esteri Federica Mogherini, che aggiunge: “Bisognerà rivedere il sistema europeo per il diritto d’asilo, ragionare sul ruolo di Frontex e su come ha funzionato Mare Nostrum e stabilire, con una strategia a medio termine, rapporti proficui con i governi dei paesi di provenienza dei migranti in modo che diventino partner affidabili, puntando però sul fatto che pongano il rispetto dei diritti umani al centro del loro operato”.

“Lo sforzo più grande da fare è il salvataggio in mare, ma in questa operazione deve assolutamente entrare l’Europa”. Così Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr: “Il problema – spiega – è che bisogna trovare una modalità alternativa di far fare la domanda di asilo nei paesi di transizione, ma questo in Libia non è possibile e il 95 per cento dei migranti viene da lì. La Libia è un inferno".

Fonte: Redattore Sociale
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