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Ancora in crescita i dati di ricoverati e decessi

Per aumentare i posti nelle terapie intensive saranno requisiti anche 50 respiratori che si trovano negli studi veterinari del Veneto. Controllate 1.085 aziende: tutte in regola con i dispositivi di prevenzione.

Ancora in crescita i dati di ricoverati e decessi

I dati registrati alle ore 8 di stamattina, secondo l'Azienda zero della Regione Veneto, vedono 5.948 casi di infezione da Sars-Cov-2 (310 casi più di ieri), 3.729 soggetti in isolamento domiciliare, 1.622 pazienti attualmente ricoverati (sull'ordine di un centinaio al giorno in più) di cui 304 in area critica (10 in più), 216 decessi (6 in più, 1 a Conegliano, 1 a Mestre, 1 a Jesolo, 1 a Vicenza, 2 a Verona) e 381 dimessi. Sono 16.220 le persone in isolamento fiduciario. Esito del grande lavoro dei tamponi.

"Oggettivamente non vi posso dire che siamo felici di questi dati in crescita costante, lenta, che ci permette di essere più reattivi, certo, - ha dichiarato il governatore Luca Zaia -, ma se non si ferma questa crescita ci troveremo a non essere più in grado di dare l'ultimo letto all'ultimo paziente ammalato. Oggi in videoconferenza con i direttori delle Ulss abbiamo parlato proprio dei posti letto, dei letti di terapia intensiva. Stanno arrivando 50 respiratori dalla Svizzera, sono per strada, a Milano, aspettiamo ancora i respiratori che abbiamo chiesto al Ministero. Ne abbiamo chiesti 200, ne sono arrivati 49. Non ci sono segnali di sofferenza per le terapie intensive in questo momento, siamo solo preoccupati per il cluster di Verona, prima era una cenerentola e oggi è coinvolta da territori contermini, quale Brescia. Lì stanno predisponendo posti di terapia intensiva oltre ogni misura, speriamo di allestirli per nulla. Non abbiamo pazienti da fuori regione in ospedale, tranne la zona di Verona, abbiamo ospitato 2 pazienti non covid ancora settimane fa. Poi basta. Rinnovo la mia totale indisponibilità all'attracco di navi, purtroppo in questo momento la nostra regione non è in grado di garantire cure ad altri. E' un fatto di pianificazione sanitaria. E dico al Sud che faccia tesoro della nostra esperienza rispetto ai modelli organizzativi e al bisogno di respiratori e creino più posti di terapia intensiva che possono".

Oltre a questi dati, Zaia ha confermato che saranno "confiscati", presi in prestito, i respiratori che sono negli studi veterinari e che sono tutti per uso umano, efficienti. "In via prudenziale cominciamo a raccogliere anche quelli. Sono una cinquantina. Questo significa lavorare in emergenza. Dobbiamo arrivare agli 825 posti disponibili”. Attualmente in terapia intensiva ci sono 304 pazienti covid e 158 ricoverati per altre patologie.

Zaia ha poi ringraziato i veneti per il grande contributo che stanno dando rimanendo in casa (e questo lo si è visto anche dalla tracciabilità dei telefonini) e per le tante donazioni che continuano ad arrivare: "Oggi ringrazio i veneti che hanno versato 5/10/15 euro e che sono tantissimi. Anche nomi di bambini, migliaia di persone che ringrazierò uno ad uno. Grazie di cuore a tutti. Siamo arrivati a una raccolta sopra gli 8 milioni di euro già donati, arriveremo penso a 10 di milioni di euro. Oggi registriamo una spesa per questa partita di 50 milioni di euro, abbiamo comprato tutto il possibile quando si poteva, comprese 13,5 milioni di mascherine, di ffp3 ne stanno arrivando 300,000 questa settimana e 2 milioni prossimamente per il fronte delle terapie".

Sul fronte mascherine e sulla disponibilità di molte aziende a riconvertire la loro produzione per questo fine, il governatore ha sottolineato che per la validazione ci sono a disposizione il laboratorio di Arpav e l'Università di Padova. Si parla sempre di mascherine per la protezione personale, non quelle chirurgiche per i sanitari. Ha quindi confermato l'ingresso nel team regionale del prof. Giorgio Palù, uno dei più grandi virologi al mondo, che potrà dare indicazioni preziose, sequenziando il virus, isolandolo, studiando i comportamenti che ha nel corpo umano per poterlo combattere.

Per quanto riguarda i controlli effettuati dagli Spisal, l'assessore Manuela Lanzarin ha dichiarato che dal 16 al 20 marzo sono state controllate 1085 aziende per un totale di 108256 lavoratori. Si è verificato il distanziamento, la presenza di igienizzanti e disinfettanti per superficie, la pulizia di mense, servizi igienici, spogliatoi. E' emersa una situazione buona. Nessuna azienda è stata chiusa in ottemperanza alle disposizioni sanitarie contro il coronavirus.

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