Italia
stampa

Coronavirus, le ripercussioni sull'economia. Donazzan: "Aiuti non solo alle zone rosse"

L’allarme sul coronavirus non porta con sé solo una questione sanitaria, ma anche economica. Confartigianato Veneto fa già i conti delle perdite e indica i settori più a rischio: dalla moda ai trasporti, dall'alimentare a bar e ristoranti.

Coronavirus, le ripercussioni sull'economia. Donazzan: "Aiuti non solo alle zone rosse"

E’ un problema di portata nazionale quello del danno economico conseguente alla diffusione sul territorio italiano del coronavirus, ne è convinta l’assessore Donazzon che ha dichiarato: “Spero che il ministro si sia sbagliato, perché se veramente avesse inteso riferirsi solo ai comuni che ricadono in ‘zona rossa’ sarebbe una misura del tutto ininfluente. Il danno economico che si sta già evidenziando è di portata nazionale, e non solo legato alle Regioni ad oggi interessate dalla verifica di casi di infezione da coronavirus: fiere nazionali e internazionali rinviate, con significative perdite per settori strategici dell’industria e del ‘made in Italy’; turismo in ginocchio con disdette a valanga, un impatto sull’economia italiana che non ha pari”.

L’assessore regionale al Lavoro del Veneto commenta con preoccupazione quanto dichiarato della ministra del Lavoro Nunzia Catalfo sulla possibilità di riconoscere la Cig (Cassa integrazione guadagni) in deroga nelle ‘zone rosse’ alle aziende sotto i sei dipendenti e a quei lavoratori che non hanno strumenti di sostegno al reddito. 

“Il Veneto vale 165 miliardi di PIL: le nostre aziende e i nostri distretti sono il motore dell’economia italiana – puntualizza l’assessore –. Il Governo deve immediatamente assicurare un alleggerimento del carico fiscale sulle imprese dell’intera regione, con la definizione di ammortizzatori sociali, anche in deroga, per quei settori e aziende che non hanno sostegni ordinari e che stanno pagando il conto salato della crisi creata dall’emergenza sanitaria”.

“Il Veneto che lavora e che produce farà sentire in maniera unitaria la propria voce con proposte chiare e condivise – annuncia l’assessore –. Ho convocato domani pomeriggio 27 febbraio la Commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali, della quale fanno parte i rappresentanti delle maggiori associazioni datoriali, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, quelli delle libere professioni e del settore del credito: il confronto con i portatori di interesse metterà a fuoco le principali necessità del tessuto produttivo e le istanze da presentare con urgenza al Governo”.

Nel frattempo anche la Confartigianato veneta mette in guardia: “Sì alla cautela, sì alle procedure, comprensibili per ridurre al minimo i rischi di contagio e di diffusione del virus, ma con un necessario occhio all’economia. I primi provvedimenti presi domenica scorsa in primis dalle Regioni Veneto e Lombardia a firma congiunta con il Ministro Speranza ed anche dalle altre regioni, pur condivisibili, hanno creato un effetto a catena imprevisto che sta portando al blocco totale e ingiustificato dell’economia. Bene quindi spiegare con chiarezza alla gente cosa si debba fare come fatto in parte dalla Regione Veneto con la circolare di chiarimenti applicativi, ma non basta”. Ad affermarlo Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto. “Servono maggiori linee guida per imprese e cittadini sui rischi effettivi di contagio, togliendo così spazio a ingiustificati allarmismi e psicosi da contatto. E serve che il nostro ruolo di «corpo intermedio» sia valorizzato da tutti i livelli politici. L’essere soggetto sociale di Confartigianato si declina infatti nella tutela non solo degli interessi economici ma anche dei territori in cui operiamo al fianco delle nostre imprese. Auspico quindi che prosegua e si intensifichi il confronto di Governo e Regioni con le associazioni di rappresentanza delle imprese in modo che tra le azioni a supporto del Sistema-Italia in questa difficilissima fase congiunturale, sanitaria e sociale, non manchino quelle a supporto sistema economico”.

“Gli allarmi che giungono dalle nostre migliaia di «antenne» sul territorio, i nostri soci e i dirigenti che hanno una responsabilità di rappresentanza di mestiere, - afferma Bonomo - individuano tre macro-effetti del coronavirus: il rallentamento della produzione cinese con la conseguente mancanza di semilavorati e materie prime in particolare nel comparto della moda, la «psicosi» da contatto che sta bloccando settori, come alimentare, acconciatura estetica ed altri che nulla avrebbero a che fare con il contagio ed infine gli effetti derivanti dall’annullamento di eventi e manifestazioni come le gite scolastiche e le fiere, non ultime quelle dell’occhiale, del mobile a Milano e della metalmeccanica a Parma. Se calcoliamo un mese e mezzo di blocco, significa l’ultima settimana di febbraio, tutto marzo e un pezzo di aprile. In questo modo bruciamo i calendari più importanti: valgono circa il 20-30% delle fiere internazionali in Italia con l’effetto economicamente rilevante che se lasciamo degli spazi liberi noi li prende di sicuro qualcun altro”.

 

I segnali dalle imprese

“Da lunedì - spiega il Presidente della Federazione Moda Giuliano Secco, le migliaia di nostri laboratori stanno ricevendo mail di blocco delle commesse”.

“La psicosi da contatto la stiamo vivendo sulla nostra pelle - afferma il Presidente regionale dei Trasporti Nazareno Ortoncelli -. Non solo iniziano a circolare meno merci ma abbiamo un serio problema di «psicosi da contatto». Se i nostri mezzi, per lavoro, passano per le «aree rosse», diventa quasi impossibile scaricare il resto della merce alle destinazioni successive”.

Daniele Rigato vice presidente della categoria BusOperator: “Il settore è devastato. Servizi scolasti fermi, gite sospese, qualsiasi evento e manifestazione bloccate. I nostri mezzi sono tutti nei piazzali. A ciò si aggiunge il blocco del lavoro delle agenzie viaggi che stanno registrando una marea di disdette”.    

“I noleggio con conducente sono legati a doppia mandata con il turismo - afferma il Presidente regionale Denis Pulita - e i viaggi si stanno riducendo al lumicino. Anche il trasporto d’affari e congressuale è al palo”.

“Da venerdì ristoranti, gastronomie, pizze al taglio etc sono praticamente vuoti – afferma il Presidente regionale alimentaristi Christian Malinverni – vista la diffusione della psicosi. Dai conttati con i miei colleghi sul territorio risulta unanime la preoccupazione per la valanga di disdette che lunedì abbiamo tutti ricevuto in poche ore”.

“È una situazione che non potevamo immaginare provocasse queste conseguenze – afferma la Presidente regionale area Benessere Tiziana Chiorboli – perché se da un lato comprendiamo l’apprensione dei nostri abituali clienti che preferiscono rinunciare ai loro trattamenti di bellezza prefissati, dall’altra sentiamo la necessità di chiarire che sono proprio i saloni di bellezza i luoghi in cui vengono maggiormente rispettate le misure di igiene e sicurezza”.

Coronavirus: in Lombardia e Veneto 31% Pil

Le valutazioni preliminari sugli effetti del coronavirus sull’economia mondiale, riportate nella nota congiunturale dell'Upb dello scorso 10 febbraio, indicano effetti sul PIL mondiale compresi tra 0,15 e 0,3 punti percentuali nel primo trimestre 2020; alcuni previsori indicano un impatto che potrebbe essere circa il doppio. 

La diffusione del coronavirus può generare impatti significativi per l'economia italiana. Secondo la rilevazione odierna dell’ECDC, agenzia dell'UE per la difesa da malattie infettive - l’Italia è il primo paese europeo per numero di casi di Covid-2019 accertati.

Nelle due regioni con il maggior numero di persone colpite - Lombardia e Veneto – e nelle quali sono già in vigore provvedimenti nazionali e regionali che limitano la mobilità delle persone e l’esercizio di attività economiche, si concentra il 31,4% del PIL nazionale, il 40,5% delle esportazioni, oltre un quarto (25,3%) delle presenze turistiche, un terzo (32,5%) di quelle straniere.

Nelle due regioni è localizzato il 29,4% degli occupati delle micro e piccole imprese italiane (pari a 3,2 milioni) e poco meno di un terzo (31,2%) degli addetti dell’artigianato, pari a 836 mila occupati.

Coronavirus, le ripercussioni sull'economia. Donazzan: "Aiuti non solo alle zone rosse"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento