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Covid 19: nuova stretta "soft" del governo

Presentato in conferenza stampa nella serata di domenica 18 ottobre dal Presidente del Consiglio il nuovo Dpcm con le misure di contenimento contro il contagio da coronavirus. Conte: "Misure per evitare un lockdown generalizzato"

Covid 19: nuova stretta "soft" del governo

“La strategia che stiamo perseguendo per contrastare la nuova ondata di contagi non è e non può essere la stessa attuata in primavera. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente. Dobbiamo impegnarci per tutelare la salute ma anche l’economia, agendo con misure nel segno dell’adeguatezza e della proporzionalità”. Lo ha affermato ieri sera il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa in cui ha presentato le misure del nuovo Dpcm che aggiorna quello del 13 ottobre imponendo ulteriori restrizioni.

Un provvedimento, ha spiegato il premier, “frutto di un intenso dialogo non solo con i ministri e le forze di maggioranza, ma anche con le Regioni, gli Enti locali e il Cts. Ho informato i presidenti dei due rami del Parlamento e i leader dell’opposizione. Dovrà consentirci di affrontare questa nuova ondata di contagi che sta interessando severamente l’Italia e l’intera Europa, non possiamo perdere tempo, dobbiamo agire mettendo in campo tutte le misure necessarie a scongiurare un nuovo lockdown generalizzato. Il Paese non può permettersi una nuova battuta d’arresto che finirebbe per compromettere severamente l’intero tessuto economico”. Conte ha poi annunciato un passaggio in Parlamento per un confronto sulle nuove misure “tra martedì e mercoledì”.

Tra le novità introdotte c’è una stretta sulla movida, con la facoltà data ai sindaci di chiudere dalle 21 strade e piazze dove potrebbero verificarsi assembramenti. I locali senza posti a sedere dovranno chiudere alle 18. Nei ristoranti, che chiuderanno a mezzanotte e dovranno esporre un cartello con il numero massimo di clienti consentito, saranno ammessi al massimo 6 commensali per tavolo. “Siamo consapevoli che imporremo sacrifici economici agli imprenditori e agli operatori che subiranno gli effetti negativi di queste misure. C’è l’impegno del governo a ristorarli”. Previsto inoltre lo stop a tutti gli sport da contatto, anche dilettantistici. Per quanto riguarda piscine e palestre, queste avranno sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, altrimenti il governo farà scattare la chiusura.

Quanto alla scuola, Conte ha assicurato che “proseguono le lezioni in presenza” ma per gli istituti superiori verranno favorite modalità flessibili con ingresso degli alunni dalle 9 e, se possibile, turni pomeridiani. Sul fronte lavoro, infine, verrà incrementato lo smart working. “Dobbiamo impegnarci, la situazione è critica. Il governo c’è ma ciascuno deve fare la propria parte. Le misure più efficaci rimangono sempre e comunque le precauzioni di base: l’utilizzo della mascherina, il distanziamento personale e l’igiene delle mani. Facciamo attenzione nelle situazioni in cui di solito abbassiamo la guardia, con parenti ed amici. In queste situazioni occorre massima precauzione”. “Dovremo attendere un po’ di giorno – ha proseguito il premier – prima di vedere i risultati di queste misure. Dobbiamo impegnarci e continuare a fare questi sacrifici in attesa che si completino le verifiche in corso sia sulle terapie monoclonali sia per i vaccini in modo da renderli disponibili per tutti noi”. Conte ha sottolineato che “prestiamo e continueremo a prestare massima attenzione alle persone con disabilità, alle loro famiglie. Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno attraversando”.

Dopo aver rivendicato quanto fatto in questi mesi in termini di approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e di predisposizione dei posti in terapia intensiva, il premier ha riconosciuto che “abbiamo ancora diverse criticità”: “Dobbiamo evitare che si facciano file di ore per effettuare la prova tampone”. “Il Mes non è la panacea come viene rappresentato”, ha dichiarato Conte rispondendo alle domande dei giornalisti: “I soldi del Mes sono prestiti, se avremo fabbisogni di cassa sicuramente dobbiamo considerare anche il Mes, ma se non accade prendere il Mes non ha senso”.

Fonte: Sir
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